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CIA: OPERAZIONE “LA SPESA IN CAMPAGNA”

Sabato, 3 dicembre 2016

Fare la spesa in campagna non solo conviene perché si risparmia ma perché garantisce genuinità e tipicità dei prodotti che non possono mancare sulle tavole delle festività. A sottolinearlo è la Cia Basilicata rilanciando le iniziative “La Spesa in Campagna” in occasione delle imminenti festività natalizie e di fine anno e il “patto anti spreco” tra agricoltori e consumatori.

In Italia finiscono ancora nel bidone 146 kg di cibo a persona. Succede nella Grande distribuzione organizzata, con i prodotti in scadenza o invenduti, fino ad arrivare alle mura domestiche, dove si concentra più del 40% del totale degli sprechi alimentari del Paese. La cultura contadina, invece – sottolinea la Cia - non conosce lo spreco. Gli agricoltori non gettano mai niente dei prodotti della terra e del loro lavoro: anche quelli meno presentabili, quelli "brutti", sono tutti buoni. I bitorzoli di una verdura, qualche ammaccatura in un frutto, è una questione di estetica non di qualità. Così come in cucina, dove si può dare valore anche agli avanzi della tavola, con le ricette contadine che usano ciò che resta del pasto per ri-creare piatti eccezionali.

Su tutto il territorio quella di recuperare la frutta e la verdura "brutta" è una prassi ormai consolidata degli agricoltori che fanno vendita diretta. "Perfino quando si va a fare la spesa, più che alla qualità, spesso si bada ai dettagli estetici: il colore di un frutto, qualche ammaccatura sull'ortaggio. Da qui lo spreco, lo scarto, con il 20% circa del cibo sugli scaffali dei supermercati che finisce nel bidone -ha spiegato il presidente nazionale della Spesa in Campagna, Matteo Antonelli-. Noi invece insegniamo ai consumatori che vengono in azienda, nei mercatini degli agricoltori, che una mela un po' rovinata certo non è una mela cattiva, che fino a cinquant'anni fa i nostri nonni mangiavano prevalentemente frutta e verdura brutta ma buona". Qui sta anche il valore per così dire didattico della vendita diretta, che consente di far dialogare direttamente il consumatore con il produttore.

Si tratta – sottolinea una nota della Cia – di un progetto molto importante già avviato sperimentalmente in Basilicata da qualche tempo con l’adesione di una trentina di aziende, in gran parte agrituristiche e sul quale puntiamo con la massima decisione. Al momento la spesa in campagna non ha certo i numeri della grande distribuzione, né dei negozi e dei mercati. Crediamo, però, che se si porta avanti un’iniziativa seria e responsabile, questo tipo di vendita diretta può arrivare a coprire il 4-5 per cento dell’intero mercato”.

Oggi andare in campagna a fare acquisti permette, d’altra parte, risparmi significativi per i consumatori. Se, ad esempio, si spendono 100 euro di prodotti alimentari, c’e un taglio netto di 30 euro rispetto alla tradizionale catena distributiva. La vendita in azienda agricola - rileva ancora la Cia- è un chiaro esempio di una filiera cortissima, direttamente dal produttore al consumatore, che porta vantaggi reciproci per ambedue le parti. Un’iniziativa estremamente valida per integrare in modo adeguato il reddito delle piccole e medie aziende, specialmente quelle che si trovano in zone montane, collinari e periurbane. Nello stesso tempo per i cittadini rappresenta un’occasione ideale per acquistare un prodotto di qualità a costi contenuti”.

D’altra parte, una filiera lunga comporta una spesa maggiore per i consumatori. Oggi i prezzi dei prodotti, nel loro viaggio dal campo alla tavola, subiscono, proprio a causa dei troppi passaggi e dei troppi intermediari e dei costi di trasporto, aumenti considerevoli.

E questo si riflette in maniera negativa per le tasche dei consumatori che per acquistare anche prodotti di prima necessità sono costretti a fronteggiare continui e insostenibili rincari.

“Con il progetto (che ha un proprio marchio registrato e un nuovo sito www.laspesaincampagna.net) si punta a favorire inoltre l’incontro tra città e campagna, attraverso la valorizzazione dei territori rurali. Non solo. E’ una risposta alle esigenze più volte espresse dai cittadini di voler acquistare prodotti agricoli a prezzi ragionevoli. Cosa che nelle fattorie è oggi possibile”.

 

 

 
“ORTOLAB”: TAPPA A POMARICO

Sabato, 26 novembre 2016

Il progetto “OrtoLab – A scuola si coltiva il futuro”, iniziativa itinerante dell’Associazione Orto Sociale, in collaborazione con la CIA di Basilicata e l’Associazione dei Giovani Imprenditori Agricoli (Agia), ha fatto tappa ieri a Pomarico all’Istituto Comprensivo di Pomarico con una novità: nella parte introduttiva si è parlato anche del ruolo degli alberi e della salvaguardia del bosco con l’Assessore Foreste e Territorio Beatrice Difesca. Il Sindaco Francesco Mancini (che ricopre anche il ruolo di Consigliere Anziano presso l’APEA – Agenzia per l’Ambiente e il Territorio della Provincia di Matera) ha sottolineato invece l'importanza di giornate di educazione alimentari rivolte alle scuole, riconoscendo anche il ruolo degli agricoltori nel produrre cibo sano, ma anche in qualità di sentinelle ambientali. La nutrizionista Antonella Catenacci in chiave multimediale (con un cartoon realizzato da lei) ha interagito con gli studenti che come nelle precedenti edizioni si sono mostrati attenti e divertiti. A curare l’iniziativa la dirigente scolastica Elena Labbate, le insegnanti Rosanna Laterza, Grieco Mariangela, Gravina Rosa, Lupo Teresa , Donnoli Angela e Radogna Anna. Per l’Agia-Cia Rudy Maranchelli nelle conclusioni ha rivolto ringraziamenti a Comune e Istituto comprensivo sottolineando l'attenzione di CIA verso il mondo della scuola e della corretta alimentazione. Il cibo è cultura e le modalità del nutrirsi sono lo specchio della nostra identità e della nostra storia.

Una buona alimentazione per la salute e la crescita del bambino – hanno detto insegnanti ed esponenti della Cia e Orto Sociale - comincia dalla scuola: è questo il messaggio dell’iniziativa di promozione dell’alimentazione sana e corretta, tenuto conto che il 37% di ragazzi di 8-9 anni in sovrappeso o obesi e già tre anni fa il Ministero aveva evidenziato come il 32,3% degli alunni delle elementari avesse problemi di sovrappeso con record del 40% in Basilicata, insieme ad altre regioni del Sud.

L’impegno degli agricoltori per la qualità e la sicurezza alimentare a tutela dei consumatori, soprattutto bambini, è stato ribadito ricordando tra le tante iniziative promosse l’ accordo tra la confederazione e i medici di famiglia tesa ad un’alimentazione sana e corretta indispensabile anche per prevenire malattie, le fattorie didattiche e più di recente le fattorie sportive con programmi specifici di alimentazione per quanti praticano sport non esclusivamente agonistico. La qualità dei prodotti, la loro tipicità, la sicurezza alimentare –sottolineano i dirigenti della Cia - hanno sempre rappresentato per noi un elemento cardine della sua strategia a tutela della salute pubblica, dei consumatori. La Cia - che intende intensificare le visite di scolaresche alle Fattorie Didattiche e realizzare laboratori e lezioni nelle scuole di educazione alimentare - vuole, così, promuovere la salute e far conoscere e rilanciare la tipicità dei prodotti italiani, da tutti riconosciuti come elementi importanti per una dieta ideale quella mediterranea. Azioni tese, quindi, a prevenire e a ridurre i rischi di una cattiva alimentazione.

 

 

 
GIROLIO: LA PRESENZA E LE PROPOSTE DI CNO-CIA

Sabato, 26 novembre 2016

Il rafforzamento del ruolo dei territori e quindi delle singole OP (Organizzazioni Produttori) del comparto olivicolo; il ruolo propulsivo giocato con gli altri protagonisti agricoli, industriali e commerciali della filiera per uno sviluppo in chiave moderna del settore e per una forte coesione con finalità strategiche. Sono i punti principali del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori (CNO) illustrati a Ferrandina in occasione della manifestazione “Girolio” dove è presente con uno proprio stand ed alcune delle aziende associate.

Il presidente degli olivicoltori associati alla Cia Basilicata, Paolo Carbone ha fatto il punto sulla campagna olearia 2016 che registra una stima di un calo produttivo fortemente significativo, con una riduzione, nella media nazionale, che può varare da zona a zona da un minimo del 30 per cento sino ad un massimo del 40-50 per cento rispetto alla media degli anni scorsi, con una qualità che gli esperti definiscono “non eccellente”. Una situazione che preoccupa i produttori olivicoli e determina la necessità di azioni urgenti.

Il calo produttivo - ha sottolineato Carbone - è dovuto principalmente alle continue variazioni climatiche e alle abbondanti precipitazioni che si sono registrate nei mesi scorsi. In particolare, durante l’estate, l’umidità e il perdurare delle piogge eccessive alternate al caldo ha causato attacchi della mosca olearia responsabile della perdita di produzione e, in alcuni casi, della riduzione del livello qualitativo dell'olio. Ad aggravare e complicare la situazione a livello nazionale c’è stato poi l’allarme “Xylella fastidiosa” diffuso a partire dal territorio salentino.

"Ma – ha rilevato il dirigente della Cia – i margini sono talmente ridotti da non riuscire a remunerare il lavoro degli imprenditori agricoli e dei familiari coinvolti. L'analisi dell’Ismea, in proposito, conferma come l'elevato fabbisogno di manodopera nella fase di raccolta delle olive, l'estrema frammentazione della filiera - che vede produttori, frantoi, raffinerie, confezionatori e distributori spartirsi fasi dell'attività produttiva - e una dipendenza strutturale dagli approvvigionamenti di materia prima estera, rendano particolarmente difficile, alla fase agricola, il conseguimento di un'utile di impresa. Risulta pertanto che per ogni euro speso dalle famiglie per l'acquisto di olio di oliva extravergine, 14 centesimi restano al settore della distribuzione finale per la remunerazione del lavoro e del capitale, quasi 20 centesimi vanno al settore olivicolo, mentre circa 3 centesimi sono assorbiti nel complesso delle fasi di frangitura, confezionamento e commercio all'ingrosso. Ben 25 centesimi finiscono poi all'estero per coprire il fabbisogno di olio vergine ed extravergine sfuso importato e poi confezionato in Italia, mentre i restanti 34 centesimi remunerano tutti gli altri fattori produttivi che sono coinvolti in maniera indiretta nel processo, come l'energia elettrica, prodotti chimici, servizi finanziari, ecc."

Gli olivicoltori associati alla Cia guardano con particolare interesse alle misure del Psr 2014-2020 per accrescere la competitività dell’olio lucano sui mercati.

 

 

 
TURISMO VERDE: FATTORIE SPORTIVE, A BERNALDA UN “CASO INNOVATIVO”

Martedì, 22 novembre 2016

Il QR code – il codice a barre bidimensionale (o codice 2D), impiegato per memorizzare informazioni generalmente destinate a essere lette tramite telefono cellulare o uno smartphone – viene sperimentato per la prima volta in una fattoria sportiva. E non solo per acquisire informazioni sulle attività che si possono svolgere ma persino per rivedere sul telefono o smartphone gli esercizi sportivi svolti. E' questo il caso della Fattoria Sportiva Mastrangelo di Bernalda, che dall’Expo di Milano dove ha ricevuto il “battesimo”, ha fatto molta strada, affermandosi come “esempio” innovativo dell’attività multifunzionale delle aziende agricole. A sottolinearlo è Turismo Verde, l’agenzia agrituristica della Cia. Attraverso la rete delle Fattorie Sportive, che hanno allestito “percorsi intelligenti” o “percorsi salute” realizzati in agriturismi con la collaborazione di Fidal Servizi – sottolinea Turismo Verde - si vuole divulgare il sistema di valori del mondo rurale e del mondo dello sport.

Ma cosa si può fare in una Fattoria Sportiva? Oltre a mangiare bene, vivere l’ambiente rurale, passare una vacanza a contatto con la natura l’appassionato o l’atleta può divertirsi, allenarsi, avendo la certezza del rilevamento dei tempi di passaggio. Al termine della corsa potranno essere prodotti automaticamente i tempi realizzati e consegnati in varie modalità. Volendo si può creare un ranking di ogni impresa agricola dove gli ospiti (sportivi e non), dopo ogni prova, possono individuare in quale posizione si colloca la loro prestazione. Non solo, attraverso il sito internet appositamente realizzato si potrà creare una community virtuale per condividere esperienze, sensazioni, conoscenze, emozioni. Il modulo “percorsi salute” prevede stazioni di lavoro, con esercitazioni di facile esecuzione che ben si sposano con il camminare o la corsa.

Giuseppe Mastrangelo nella campagna di Bernalda ha dato vita al primo percorso sperimentale “green” per atleti che unisce la pratica sportiva al mondo agricolo. L’azienda agricola Mastrangelo, attiva da circa dieci anni, opera in una masseria di proprietà familiare risalente al 1700, denominata “Il casino”, su un’area di circa 100 ettari. L’azienda produce olio extravergine di oliva, esportato in varie regioni italiane; di recente ha introdotto la produzione delle uve “greco di Matera DOC”.

Giuseppe è subentrato nella conduzione aziendale da pochi anni e, coadiuvato dalla sua famiglia, ha continuato la produzione aziendale ma ha dato uno slancio nuovo ampliando le attività aziendali. Il suo progetto di ampliamento ha tenuto conto delle esigenze ambientali e paesaggistiche ma anche dei nuovi sbocchi offerti dal mercato. Con la FIDAL e la CIA è stato firmato un protocollo d’intesa per sostenere progetti che uniscono sport, agricoltura e cultura, finanziato dal Gruppo di Azione Locale con le risorse del PSR Basilicata 2007-2013. Il protocollo prevede l'assistenza alla progettazione e realizzazione di un percorso professionale per la corsa e non solo, un "circuito vita", della lunghezza complessiva di 1.000 metri, con le giuste pendenze, il fondo a regola d'arte e stazioni di sosta all'interno delle quali sono presenti numerose attrezzature per eseguire tutti i principali esercizi fisici dallo stretching al potenziamento. Presso ciascuna postazione è stato istallato un cartello con il QR code che permette all'utilizzatore, attraverso uno smartphone, di vedere l'esercizio eseguito a regola d'arte da istruttori FIDAL.

Paolo Carbone della Cia lucana evidenzia l’obiettivo di portare l’atletica, non solo intesa in senso agonistico, fuori dalla città e immergerla in campagna e nei parchi, in un ambiente naturale ma strutturato promuovendo l’ospitalità, i prodotti e i servizi delle imprese agricole e degli agriturismi. Al centro del progetto ci sono i cosiddetti “percorsi intelligenti”: vere e proprie piste di allenamento nel verde, ad alto contenuto tecnologico, in cui correre o camminare, andare in bicicletta immersi nei luoghi dove la cultura agroalimentare è di casa, scoprendo (e assaggiando) quali sono e come si producono tutti quegli alimenti indispensabili per una dieta corretta ed equilibrata, fondamentale sia per l’atleta professionista sia per chi fa movimento per stare bene o per affrontare un percorso riabilitativo dopo un infortunio.

 
GARAGUSO: PENSIONATI CIA, IN AREE RURALI CRISI “AMPLIFICATA”

Sabato, 19 novembre 2016

Nelle aree rurali gli effetti della crisi sono amplificati, soprattutto per gli “over 65”, perché agli assegni pensionistici mediamente più bassi si unisce la carenza a volte strutturale dei servizi socio-assistenziali aggravata dai continui tagli alla sanità e in particolare al Fondo per la non autosufficienza. La conseguenza è che oggi sono 7 su 10 i pensionati delle aree rurali a rischio di povertà o esclusione sociale e che 6 su 10 rinunciano a curarsi.

E’ questa la conclusione dell’ incontro-dibattito sul tema: “Equità e giustizia sociale per una migliore qualità della vita degli anziani e dei pensionati nelle aree rurali” promosso a Garaguso dall’Anp (Associazione Nazionale Pensionati) aderente alla Cia-Confederazione italiana agricoltori.

Nel dibattito - coordinato da Paolo Carbone, con interventi di Franco Auletta – Sindaco di Garaguso, di Girolamo Costanzo - CIA – Garaguso, Rocco Cavallo – Patronato INAC, Domenico Guaragna – Esperto Terzo settore e concluso da Donato Distefano, Direttore CIA Basilicata – è stato sottolineato che sono numerosi, specie nelle aree più interne, gli agricoltori in pensione, anche ultra settantenni o ottantenni, che continuano a lavorare perché ricevono assegni pensionistici “da fame”. Una distorsione economica e sociale che – è stato sottolineato - non solo azzera il ricambio generazionale ma provoca problemi di produttività e sicurezza.

Nel 2015 l’Anp-Cia, grazie a un’importante campagna di sensibilizzazione, ha raccolto 100.000 firme per chiedere che i trattamenti pensionistici minimi siano equiparati a quelli europei e vengano riconosciuti gli 80 euro ogni mese anche ai pensionati. Le ultime notizie parlano di un accordo con i sindacati – al momento non ancora diventato provvedimento – per l’erogazione di una quattordicesima mensilità estesa ai pensionati che percepiscono fino a 1000euro lordi e un aumento del del 30% per chi già la percepisce. Un provvedimento che soddisfa solo parzialmente i pensionati Cia perché la situazione è davvero da “bollino rosso” per gli ex lavoratori in agricoltura. Sono i numeri a dirlo: l’89,4% non arriva a una pensione di 600 euro ma la media del settore è notevolmente più bassa e si attesta sui 400 euro al mese, con punte minime di 276 euro al mese.

«Come può un agricoltore pensare di smettere di lavorare – si chiedono i dirigenti Anp-Cia – se la prospettiva è di vivere con nemmeno 300 euro al mese? In questi anni ci siamo battuti molto per ottenere un cambio di rotta a livello di trattamento pensionistico minimo per gli ex agricoltori e speriamo davvero che le firme raccolte nel 2015 portino, come sembra, ad avere almeno una quattordicesima mensilità”

“Affrontiamo un tema che non è solo quello dell’agricoltura – ha detto il direttore regionale Cia Distefano –. Persone che sono arriviate alla fine del loro ciclo lavorativo e che sono dimenticate. Non c’è attenzione per chi è anziano, e questa è una vergogna nazionale. Una vergogna che si amplifica quando si parla di agricoltori che dopo una vita di fatiche devono continuare a lavorare per poter sopravvivere. Scegliere di vivere nelle aree rurali significa continuare a far vivere queste aree, ma questo a molti evidentemente non interessa».

E’ stato infine rilanciato il progetto di “Polo integrato dei servizi alla persona” quale strumento per lo sviluppo sinergico delle attività di Cia, Anp (Associazione nazionale pensionati), Inac (Patronato) e Caf (Centro assistenza fiscale). Un progetto che sarà concretizzato attraverso l’apertura sul territorio e specie nelle contrade rurali di Circoli Anp e di Sportelli anziani.

 
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