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CIA-AGRICOLTORI: INNOVAZIONE PER UN FUTURO SOSTENIBILE - UN MODERNO E INCLUSIVO “SINDACATO DEL TERRITORIO”

Giuseppe Stasi, presidente CIA MateraCon le assemblee provinciali di Potenza e di Matera della Cia-Agricoltori Italiani, il “Sindacato del Territorio”, si innova e si appresta a misurarsi e governare le nuove sfide che riguardano il comparto agricolo e rurale anche in Basilicata.

Lo snodo delle future sfide dell’agricoltura e del nostro territorio di Basilicata totalmente a vocazione rurale, risiede nella capacità di coniugare, produttività (produrre alimenti sufficienti e di qualità), competitività (fornire il giusto reddito agli Agricoltori), sostenibilità (tutelare il capitale naturale e le sue risorse), questo nuovo paradigma deve basarsi su due rilevanti capisaldi, le innovazioni (digitali, ricerca, organizzativa, sociale ecc.), il legame con i territori, fattori che consentono nuovi equilibri e rinnovata centralità dell’impresa agricola nelle filiere.

La nuova governance della Cia-Agricoltori di Basilicata, testimone dei valori e della storia della Confederazione, radicata nel territorio coniuga un e che celebra il 40ennale di vita associativa, si basa sulle due strutture provinciali, si articola su 6 Poli di servizi 4 a Potenza e 2 a Materia e 18 strutture zonali (12 in provincia di Potenza e 6 in quella di Matera) e oltre 40 uffici comunali, oltre ad un coordinamento regionale che ha funzioni di raccordo dell’azione sindacale e di progetto rurale, con tutte le sue articolazioni di sistema, dalle Associazioni di persone Donne, Giovani e Pensionati, i Gie (Gruppi di interesse economico per comparto di prodotto) e gli Istituti e le società di servizi, guarda e intende governare il cambiamento e attuare i processi di consolidamento dell’azienda agricola nelle campagne lucane.

Al centro restano gli uffici comunali front office erogatori di servizi alle comunità locale e il primo luogo di confronto e di azione. Sono questi i principi ribaditi nelle assemblee provinciali di Potenza e di Matera che si sono chiuse, nello scorso fine settimana, con l’elezione delle Giunte Provinciali: a Matera, è stato eletto Presidente Giuseppe Stasi, produttore ortofrutticolo del meta pontino, Lucrezia Digilio Vice Allevatore di Ferrandina e Celestino Viti Componente cerealicoltore di Matera, a Potenza il Presidente è Giannino Lorusso produttore zootecnico di Avigliano; Michele Bove vice con azienda zootecnica in Val d’Agri e  Paolo D'Andrea, componente serricoltore e produttore di funghi di Acerenza.

L’obiettivo centrale dell’evoluzione organizzativa – è stato spiegato - è  sintetizzabile intorno ai temi impresa-territorio-mercato e oggi sempre più nel paradigma innovazione e sostenibilità, attraverso l’impegno a continuare a lavorare per offrire soluzioni sempre più concrete e vicine ai fabbisogni reali degli ‎imprenditori agricoli, attraverso servizi mirati, innovativi e integrati e in grado di dare prospettive e futuro ai nostri territori. Perché i servizi e la consulenza sono alla base di una efficace e moderna  un'organizzazione imprenditoriale, e noi dobbiamo governare la complessità, efficientare i servizi, semplificare le procedure di processo e di prodotto.

 

Il progetto di semplificazione, sostenibilità e rafforzamento della Confederazione – si sottolinea nella nota – è una risposta alle profonde trasformazioni presenti nella società, nell’economia e nella politica, che richiedono radicali modifiche anche nella rappresentanza. La Confederazione italiana agricoltori pone al centro della sua azione l’imprenditore agricolo e promuove i valori dell’impresa agricola fondata sui principi della democrazia economica e rappresenta gli interessi degli imprenditori agricoli che operano nel mercato dei prodotti dei beni alimentari e dei servizi connessi all’attività agricola; dalla propria attività ricavano reddito per se e per la propria 
famiglia; contribuiscono allo sviluppo economico, al benessere sociale ed alla tutela del territorio e dell’ambiente. Impresa giovane e ricambio generazionale sono fattori nodali per costruire il futuro dell’agricoltura.

La nostra mission – si afferma nel documento - è far crescere la confederazione all'interno del panorama della rappresentanza italiana senza mai dimenticare la nostra base e le nostre radici, ovvero gli Agricoltori rafforzando la capacità di essere resilienti, trovando la nostra cifra distintiva: essere un'organizzazione moderna e innovativa che incontra le esigenze degli Associati, che si fa promotrice di un'azione sindacale utile, non solo in termini di elaborazione propositiva,ma pratica capace di mettere al centro del proprio agire l’impresa agricola rendendola competitiva, sostenibile e sicura.

 
DONNE IN CAMPO CIA: "Femminile" e "creativo" sono due termini molto legati tra loro soprattutto in agricoltura

Lunedì, 12 febbraio 2018

"Femminile" e "creativo" sono due termini molto legati tra loro soprattutto in agricoltura dove, secondo una tendenza che si va consolidando in Basilicata è in corso da diversi anni un percorso di crescita delle donne al timone di aziende, agriturismi, fattorie sociali, attività di trasformazione dei prodotti alimentari, strutture di ricerca. Aumenta la capacità delle donne di fare impresa agricola e, insieme, sale la necessità di una partecipazione attiva e diretta alla rappresentanza dei loro bisogni. L'incidenza delle donne nelle aziende agricole lucane va al di sopra della media nazionale (30 per cento). Sono queste le premesse dell’Assemblea congressuale di Donne in Campo aderente alla Cia che ha eletto Lucrezia Digilio nuova presidente che subentra a Matilde Iungano dopo un lungo e positivo impegno di crescita quantitativa e qualitativa dell’Associazione. Lucrezia è laureata in agraria tecnologia delle produzioni animali, lavora nell’azienda di famiglia di Ferrandina e viene dal direttivo regionale AGIA e per AGIA e il CEJA (Consiglio Europeo Giovani Agricoltori) ricopre l'incarico di Esperto UE presso il Gruppo di Dialogo Civile Prodotti da Latte a Bruxelles. Guiderà una squadra (il direttivo) composta da Maria Bontempi, Angela Guarini, Nicolina Caggiano, Elena Pucci, Maria Chiara Pisano, Ida Curcio, Chiara Gerardi.

'Riprendersi la capacità di immaginare il futuro' è l'ultimo slogan su cui l'Associazione Donne in Campo vuole impegnarsi. L'Associazione crea ‘reti’ di donne sul territorio rurale, tesse relazioni tra le aziende e costruisce comunità e gruppi locali. Il connubio straordinario tra donne e agricoltura – sottolinea Lucreazia Digilio - passa attraverso l’amore per la terra, l’attenzione alla salubrità dei prodotti e ai processi produttivi, nell’impegno a tramandare le culture locali alle nuove generazioni e nell'innovazione, caratteristica determinante dell'imprenditoria femminile. Un impegno – aggiunge - che permette alle agricoltrici di "ricucire" lo strappo tra tradizione e innovazione ricongiungendo passato, presente e futuro in un "continuum" che ridisegna un sentiero comune per tutta la collettività.

In questi anni di crisi economica, le aziende agricole al femminile – sottolinea il direttore regionale della Cia Donato Distefano - hanno retto e reagito meglio alle difficoltà, rispetto al resto dell’agricoltura, perché più multifunzionali e innovative. Il confronto degli ultimi censimenti evidenzia che le aziende al femminile hanno tenuto meglio la crisi calando dell’1% mentre quelle maschili subivano un calo del 9%.. Le donne in Italia possiedono il 21% della superficie agricola utilizzata, la dimensione delle loro imprese è inferiore rispetto alla media totale (circa 8 ettari): circa il 78% di esse è al di sotto dei 5 ettari (contro il 9,1 delle aziende maschili), mentre il 20% si colloca al di sopra dei 100 ettari. Il volume di produzione delle imprese femminili, inoltre, è mediamente di 16mila euro contro i circa 30mila euro di quelle maschili.

Le Donne in Campo intendono ripristinare un sano ed equilibrato rapporto con l’ambiente e una piena e libera espressione delle capacità imprenditoriali delle agricoltrici e degli agricoltori italiani. Sono impegnate nella valorizzazione di tutti i metodi di produzione agricola ecocompatibili con particolare attenzione alla salvaguardia della stabilità e alla fertilità dei suoli. Allo stesso tempo vogliono introdurre con la ricerca innovazioni culturali, di processo, di prodotto e di diversificazione delle attività aziendali a integrazione del reddito. Sono impegnate a trasmettere alle nuove generazioni i valori dell’agricoltura con le fattorie didattiche, ad offrire le loro aziende per l’accoglienza degli anziani, dei disabili e degli emarginati, delle donne in difficoltà a difendere l’agricoltura di montagna.

Secondo Donne in Campo Basilicata, per lo sviluppo delle filiere corte un ruolo rilevante ha il programma "La Spesa in Campagna", per il quale la neo presidente Lucrezia Digilio ha coordinato numerose iniziative, con aziende di cui le donne sono titolari che spesso implementano valore aggiunto con attività di trasformazione dei prodotti, organizzate sul territorio, integrate con le reti agrituristiche, capaci di entrare in relazione diretta con i consumatori, anche promuovendo sistemi di acquisto innovativi.

 
VII ASSEMBLEA CONGRESSUALE ANP-CIA A BRIENZA

Martedì, 6 febbraio 2018

Guaragna, nuovo presidente ANP-CIAMantenere un livello di servizi adeguato per gli anziani che vivono nelle aree rurali soprattutto per i bisognosi e i non autosufficienti, finalizzare l’impiego delle risorse e conservare una rete di assistenza efficace, adeguamento delle pensioni a quanto previsto dall’Europa, strategie di politica mirate alla valorizzazione del ruolo sociale dell’anziano nella società. Sono questi i temi principali affrontati dalla VII Assemblea Congressuale della ANP (Associazione Nazionale Pensionati) Basilicata, aderente alla Cia-Agricoltori, che si è svolta a Brienza. Mimmo Guaragna è stato eletto nuovo presidente regionale mentre Giovanni Bulfaro che sinora ha diretto l’Associazione è presidente onorario; il comitato direttivo è formato da Antonio Guastamacchia, Iola Margonara, Filippo Massaro, Vincenzo Santarsiero, Rocco Sileo, Maria Giuseppina Durante, Vito Pace. Un centinaio di pensionati provenienti da tutti i Comuni della regione, in rappresentanza di circa 10mila associati, hanno ribadito la necessità di affermare i diritti, organizzare i servizi, valorizzare il ruolo dei pensionati in un patto tra generazioni per lo sviluppo della Basilicata.

 

Lo scenario delle condizioni di vita degli anziani che vivono nei comuni agricoli è segnato dalla perdita incessante di abitanti e non si prevede una inversione di tendenza. La crisi demografica fa aumentare la percentuale delle persone anziane.

Più di un terzo dei lucani è assegnatario di una pensione, ma queste pensioni sono nella stragrande maggioranza schiacciate sui minimi, tant’è che le nostre due provincie occupano i livelli più bassi delle graduatorie nazionali. Eppure, queste pensioni così scarne in tantissime situazioni permettono ad interi nuclei familiari di sopravvivere.

Questo scenario, incontestabile nella sua drammaticità, obbliga la ANP lucana ad assumere maggiori responsabilità.

Nel corso della legislatura che si è conclusa recentemente la ANP e la CIA hanno promosso una vertenza ed una mobilitazione molto interessanti ed impegnative. Si sono ottenuti buoni risultati ma ancora molto c’è da fare. Con l’apertura del nuovo Parlamento la vertenza pensioni sarà ripresa ancora con più forza e con più decisione. Secondo dati attendibili l’80 per cento degli agricoltori pensionati lucani percepisce un assegno mensile inferiore ai 500 euro.

Altro tema affrontato il ricambio generazionale nelle aziende agricole che vedrà in prima linea l’Associazione nazionale pensionati della Cia. «Il tema dell’affiancamento per il ricambio generazionale in agricoltura – ha sottolineato il nuovo presidente Anp Mimmo Guaragna - si fonda sul ruolo dell’anziano che aiuta, collabora, sostiene, insegna, forse anche rimprovera, ma comunque favorisce l’inserimento del giovane agricoltore. Se questo ruolo è considerato, anche dalla legge, un valore, ciò deve valere anche per il resto delle funzioni svolte anche quando queste non sono più propriamente produttive. Comunque, anche qui intendiamo ribadire il nostro impegno all’attuazione della legge, proposta insieme ad Agia, che prevede appunto l’affiancamento per favorire il ricambio generazionale nelle aziende agricole».

E sul ruolo degli anziani? «Se come da più parti si sostiene – ha proseguito Guaragna -, gli anziani sono una risorsa sociale e culturale, è necessario che la società si organizzi e sia coerente, che metta nelle condizioni le persone anziane di esprimere tutte le potenzialità e la ricchezza sociale e culturale di cui sono portatrici. Per noi questo è un argomento sensibile, per il quale da anni ormai rivolgiamo il nostro impegno, in particolare per valorizzare la memoria e i valori della cultura contadina da trasferire alle nuove generazioni di agricoltori e di cittadini».

Ancora è importante che nei nostri comuni rurali e nei quartieri e nelle frazioni delle nostre cittadine gli anziani abbiano i loro luoghi autogestiti dove incontrarsi e socializzare.

I centri anziani non devono essere dei ghetti, ed è per questo che si propone la creazione dei Centri di Aggregazione Intergenerazionali, affinché si realizzi un dialogo con tutti, soprattutto con i giovani a cui chiediamo di ritrovare e di ripensare le proprie radici.

E’ inoltre compito dell’ANP rivitalizzare la Consulta Regionale per l’Anziano. La nostra presenza ed il nostro attivismo in questo organismo sarà molto più efficace se la Consulta raccoglierà i suggerimenti che verranno dai territori.

 
PRESIDENTE CIA POTENZA A SIMPOSIO PARLAMENTO EUROPEO SU LOTTA INTEGRATA IN AGRICOLTURA

Si è svolto al Parlamento europeo il 6^ Simposio sulla lotta integrata in agricoltura, promosso da Pan Europe (ong che promuove l’uso razionale dei pesticidi), IBMA (associazione internazionale dell’industria dei produttori di metodi alternativi di protezione delle piante) e IOBC, (organizzazione internazionale per la ricerca di metodi di protezione sostenibili). L'edizione del 2018 si è focalizzata sul settore dei seminativi. Nel corso dell’evento sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni europee, del mondo della ricerca e produttori agricoli per discutere in merito agli ultimi progressi in termini di maggiore sostenibilità nell’attività agricola. All’incontro è intervenuto anche Leonardo Moscaritolo produttore di cereali della Basilicata, Presidente Cia - Potenza, per presentare la propria esperienza aziendale. L’intervento si è focalizzato sulle tecniche della falsa semina e semina con seminatrici innovative, che garantiscono un sesto d’impianto reticolato con buoni risultati sulla diminuzione dell’uso di diserbanti. E' stato inoltre evidenziato che sostenibilità economica e ambientale possono crescere insieme, l'introduzione nel ciclo colturale dell'orzo distico con conseguente passaggio da un ciclo di rotazione di 3 a 5 anni è un esempio.

Tutti  - ha detto - dobbiamo essere impegnati nel delicato compito di salvaguardare l'ambiente, garantire la sostenibilità aziendale e fare nostri tutti i vantaggi che la scienza e la ricerca ci mettono a disposizione.

 
Infantino, il cantore della tradizione popolare

l'ultima esibizione di Antonio Infantino a Tricarico per evento Cia-AgiaCon Antonio Infantino scompare il cantore della tradizione musicale popolare contadina. Il nostro impegno è che si tramandi specie alle giovani generazioni. Lo sottolineano la Cia e l’Agia della Basilicata ricordando l’ultima esibizione di Infantino a Tricarico il 13 ottobre 2017 accogliendo l’invito di Cia e Agia in occasione dell’evento dedicato ai 40 anni dalla costituente contadina di Borgo Taccone. Prima del concerto l’artista ha parlato ai giovani arrivati a Tricarico da tutt’Italia per affidare loro un messaggio di impegno culturale, sociale e civico a credere nella terra interrompendo la fuga verso le città.La musica di tradizione orale, da sempre, rappresenta uno snodo centrale e imprescindibile per la comprensione, tutela e valorizzazione della cultura del mondo contadino come per sostenerne l’identità e il rinnovamento. E’, peraltro, l’obiettivo centrale dell’Associazione Basilicata Rurale, promossa dalla Cia-Agricoltori.  L’Associazione Basilicata Rurale ritiene utile continuare il lavoro che ha visto Ernesto De Martino pioniere per approfondire, preservare e innovare – in modo giusto e corretto – radici e sonorità della musica popolare lucana. Principi e finalità che sono alla base dell’idea di lanciare un “progetto” da Tricarico, patria del maestro Antonio Infantino e dei Tarantolati.  La rivoluzionaria e significativa esperienza nella musica italiana realizzata – quasi mezzo secolo fa – dal maestro Infantino ha coinvolto centinaia persone in italia e nel mondo sui temi trattati dal gruppo dei Tarantolati di Tricarico, ricercati nel patrimonio millenario di questa terra che fu sede della scuola orfico-pitagorica. Nella tradizione del tarantismo si ritrovavano le conoscenze cosmiche e i rituali appartenenti alla cultura millenaria dei popoli del mediterraneo. Una storie di riscoperta, che si traduce nei suoni e nei ritmi della taranta, antichi e modernissimi che furono alla base del lavoro di studioso e artista del maestro e guru Antonio Infantino, che negli anni ’60 faceva parte dei grandi nomi della musica popolare italiana, riuniti nello spettacolo “Ci ragiono e canto” da Dario Fo. I Tarantolati di Tricarico, fondato da Antonio Infantino, non furono un gruppo musicale qualsiasi ma un movimento culturale e musicale che, nel corso degli anni, ha portato sui palcoscenici e nelle piazze del mondo centinaia di musicisti – noti e meno noti, di tutte le età – a interpretare, rivivere, danzare il mondo interiore della taranta. il morso del ragno. Il ciclo della vita e della morte, la catarsi e la levitazione: ruotando e facendo esplodere, ritmicamente, freneticamente, suono, colore, armonia.Noi – concludono Cia e Agia – vogliamo proseguire l’impegno di Infantino.

 
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