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TURISMO VERDE-CIA: A BERNALDA ASSEMBLEA REGIONALE

Mercoledì, 16 maggio 2018

L’ospitalità rurale in agriturismo e l’acquisto dei prodotti direttamente in azienda sono un connubio inscindibile per la promozione delle produzioni tipiche e di qualità e con esse dei territori. E’ questa la “parola d’ordine” dell’assemblea regionale di Turismo Verde – Spesa in Campagna Basilicata che si terrà venerdì 18 maggio a Bernalda (ore 16 -Fattoria Sportiva “Mastrangelo”). Sarà principalmente – precisa una nota – un incontro di lavoro per fare il punto del comparto agrituristico lucano che registra 137 strutture ricettive con 2.557 posti letto e circa 800mila giornate-letto l’anno e una permanenza media di 3,1 giorni. A questo patrimonio di ospitalità rurale vanno aggiunti i punti di ristoro (una sessantina) che ampliano l’offerta del turismo in campagna. Numeri importanti per costruire la rete degli agriturismi e per intensificare i progetti avviati con la spesa in campagna che non solo conviene ai consumatori perché si risparmia ma perché garantisce genuinità e tipicità dei prodotti. Qui sta anche il valore per così dire didattico della vendita diretta, che consente di far dialogare direttamente il consumatore con il produttore.
Si tratta – sottolinea una nota della Cia – di un progetto molto importante già avviato sperimentalmente in Basilicata da qualche tempo con l’adesione di una trentina di aziende, in gran parte agrituristiche e sul quale puntiamo con la massima decisione. Al momento la spesa in campagna non ha certo i numeri della grande distribuzione, né dei negozi e dei mercati. Crediamo, però, che se si porta avanti un’iniziativa seria e responsabile, questo tipo di vendita diretta può arrivare a coprire il 4-5 per cento dell’intero mercato.
D’altra parte, una filiera lunga comporta una spesa maggiore per i consumatori. Oggi i prezzi dei prodotti, nel loro viaggio dal campo alla tavola, subiscono, proprio a causa dei troppi passaggi e dei troppi intermediari e dei costi di trasporto, aumenti considerevoli.
E questo si riflette in maniera negativa per le tasche dei consumatori che per acquistare anche prodotti di prima necessità sono costretti a fronteggiare continui e insostenibili rincari.
All’assemblea di Bernalda dopo i saluti di Giuseppe Stasi e Giambattista Lorusso, rispettivamente presidenti Cia Matera e Potenza, sono previsti interventi di Paolo D’Andrea, responsabile Spesa in Campagna Basilicata, Giuseppe Modarelli, presidente Turismo Verde, Tommaso Buffa responsabile nazionale Turismo Verde. Ci saranno anche comunicazioni di dirigenti del Dipartimento Agricoltura della Regione, di Alsia e Unibas; conclusioni del coordinatore regionale Cia Donato Distefano.

“Per poter innovare – sottolinea la Cia - occorre partire dai prodotti della tradizione e dalla consapevolezza che le ormai note qualità, tipicità e valori che li contraddistinguono vanno salvaguardate, conservate e organizzate con adeguate forme di tutela, per combattere le sempre più frequenti contraffazioni del “made in italy” agroalimentare, e farne, dunque, strumento di innovazione e di sviluppo economico per imprese e comunità locali. L’agricoltura è certamente il settore sul quale puntare per garantire occasioni di sviluppo e coesione anche nelle regioni meridionali. In quest’ottica è importante potenziare il legame fra territorio, consuetudini alimentari e tradizioni enogastronomiche: tutto ciò offre identità e sviluppo alle comunità locali. Sono necessarie, quindi, iniziative che promuovono la vendita diretta dei prodotti dell’azienda agricola, le “strade enogastronomiche” collegate ai prodotti tipici ed ai vini di qualità, la valorizzazione turistica attraverso le tipicità agroalimentari, i Musei del cibo e della tradizione contadina, una ristorazione che richiami le ricette e i prodotti locali, anche nelle mense pubbliche, l’ospitalità turistica alberghiera per la valorizzazione delle tradizioni alimentari locali”.

 
INFORTUNIO LAVORO A TOLVE: ANP-CIA, SICUREZZA NEI CAMPI E’ UNA PRIORITA’

Sabato, 5 maggio 2018

Il tragico incidente mortale di un agricoltore di 78 anni nelle campagne di Tolve ci colpisce due volte perché la sicurezza nei lavori agricoli resta un tema di forte emergenza, specie a pochi giorni dalla Festa del Lavoro che i sindacati confederali hanno voluto dedicare proprio alla sicurezza, e perché la presenza a lavoro nelle nostre aziende agricole persino di 80enni è molto diffusa. Ad affermarlo è Mimmo Guaragna, presidente dell’Anp (Associazione Nazionale Pensionati) della Cia-Agricoltori Basilicata sottolineando che i pensionati sono la spina dorsale dell’agricoltura  lucana e con passione dedicano il loro tempo a coltivazioni che in molti casi senza di loro sarebbero abbandonate.

Ma secondo i dati Inail in Provincia di Potenza  - aggiunge -  se nel corso dell’ultimo anno diminuiscono gli infortuni sul lavoro nel comparto industriale (-8%) aumentano quelli nel comparto agricolo (+ 4%) a riprova che c’è ancora molto da fare. La Cia all’interno delle iniziative che ogni anno si svolgono a maggio “mese del sociale” con la campagna “Coltiviamo la vita” ha da tempo portato a termine “Agriprev”, unico progetto di ricerca sulla prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro per il settore agricolo selezionato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, "L'agricoltura – continua Guaragna  - non necessita di grandi e sofisticati sistemi di prevenzione e controllo della sicurezza ma piuttosto di buone pratiche, di giuste precauzioni tecniche e di una razionale organizzazione del lavoro, elementi di forte incidenza sull'abbattimento dei rischi. Inoltre è necessario investire, in via prioritaria, sulla formazione e l'informazione dei datori di lavoro e dei lavoratori. Uno degli obiettivi che si prefigge il progetto Agriprev è proprio la semplificazione e la modularità degli adempimenti in base alle tipologie dei destinatari. Il nostro traguardo - continua  - è quello di far in modo che la prevenzione all'interno delle aziende agricole sia sempre più efficace ed efficiente"

Gli ultrasessantenni -evidenzia ancora l’Anp-Cia Basilicata- sono circa il 20 per cento della popolazione ed entro 15 anni raggiungeranno il 25 per cento. Attualmente oltre l´80 per cento (in pratica 8 su 10) degli anziani chiede servizi sociali, sanitari e assistenziali pronti ed efficienti.  Ciò comporta che sono sempre più numerosi gli agricoltori lucani over 65 anni che, per sopravvivere, aiutare la famiglia e arrivare a fine mese, continuano ad occuparsi dei lavori nei campi. Una distorsione che azzera il ricambio generazionale in agricoltura.  Siamo di fronte – si legge nella nota – a pensioni da fame per chi ha lavorato in agricoltura, le più basse d'Europa. Questo costringe i produttori a continuare l'attività, bloccando il turn-over nei campi.  Ma il problema delle cifre rimane e sono quelle che bloccano un’agricoltura italiana troppo anziana – i titolari di azienda sopra i 65 anni sono il 43% del totale della forza lavoro in agricoltura– e incapace di rinnovarsi. E la ‘colpa’ se di colpa si può parlare non è certo degli agricoltori over 65 che vorrebbero lasciare il posto a chi ha più energia, idee, prospettive di innovazione, ma non può farlo perché la contropartita è una pensione da fame.

«La Confederazione italiana degli agricoltori», ha spiegato la direttrice Cia Potenza Giovanna Perruolo, «da tempo si sta battendo a favore della categoria che vede pensionati che a differenza degli altri continuano a lavorare. E non capisco se lo fanno per passione o perché hanno bisogno di arrotondare la pensione; anche se, a mio avviso, stare alla guida di un trattore ad età avanzata, diventa pericoloso». Per questo Cia pone l'attenzione soprattutto sulla necessità di garantire pensioni più eque, «per non ritrovarsi in futuro con agricoltori di prima fascia che potrebbero andare a percepire 297 euro al mese. Una pensione a dir poco da fame e assolutamente insostenibile: un tema su cui si sta lavorando anche a livello nazionale», ha aggiunto Perruolo.

 
LE FRAGOLE DEL METAPONTINO A UNO MATTINA

Giovedì, 26 aprile 2018

Le gustose fragole del Metapontino hanno svegliato gli italiani entrando nelle case attraverso la tv. Nella trasmissione Uno Mattina Raiuno Rudy Marranchelli, presidente Agia-Cia, insieme ad uno chef ed una esperta, ha fatto conoscere la qualità della rossa del Metapontino. Un mercato che con le produzioni di eccellenza come la fragola Candonga (una varietà pregiata che ha conquistato i mercati nazionali ed internazionali) – ma anche le altre di grande qualità come la Sabrina, Fortuna, Sabrosa, San Andreas, Nabila – ha permesso di creare un valore aggiunto importante alle aziende agricole di questa zona della Basilicata.

Marranchelli ha ricordato la produzione dimezzata a causa delle basse temperature notturne, che hanno toccato i meno 5 gradi – bloccando la maturazione delle fragole – hanno portato ad una diminuzione della produzione del 50 per cento (rispetto al 2017) ed anche con un possibile recupero nei mesi di maggio e giugno la campagna annuale si chiuderà con un calo di almeno il 40 per cento. Nel Metapontino si coltivano mille ettari a fragola, con una produzione media (2017) di 400 quintali per ettaro, per una produzione totale di circa 400mila quintali. Quest’anno, al momento, si stima una produzione poco superiore ai 200mila quintali. Una riduzione di prodotto che ha condizionato il mercato: nel 2017 nello stesso periodo dell’anno (metà di aprile) un chilo di fragole veniva pagato nei mercati generali 2,50 euro al chilo, quest’anno il prezzo è di circa 5 euro al chilo (con punte di 10 euro al kg nel periodo di Pasqua).

 

Le debolezze di comparto sono dunque riconducibili principalmente alla mancanza di un’organizzazione di vendita con un sistema produttivo polverizzato, all’assenza di certificazione volontaria, a costi di produzione elevati (60mila euro di investimento per ettari). Giuseppe Stasi presidente Cia Matera fa i conti in tasca ai produttori del Metapontino: “per un ettaro di fragole bisogna investire anche 65 mila euro, con una forte dipendenza da vivai della Polonia e della Spagna; solo per trasporto ed imballaggio il costo è di 70-80 cent al kg; la manodopera oltre alle tariffe provinciali dei lavoratori agricoli da noi incide per altri 10 euro a lavoratore proveniente da Puglia e Calabria per trasporto. Se, dunque, si producono meno di 400 quintali ad ettaro e non si riescono a vendere ad almeno 2 euro al kg -sottolinea Stasi- ci rimettiamo. Il rischio -per la Cia del Metapontino- è pesante perché la fragola Candonga è un “brand” per il “made in Basilicata”.

E’ chiaro, dunque, che per poter recuperare competitività e garantire reddito ai produttori, bisogna puntare all’aggregazione. La costituzione di Organizzazioni di produttori, in grado di aggregare il prodotto, pianificare strategie competitive e sviluppare efficaci relazioni interprofessionali, resta – afferma Stasi - l’aspetto prioritario e il principale impegno politico e professionale della Cia, proprio con l’obiettivo di sostenere gli agricoltori nell’aggregazione dell’offerta, consentire una maggiore competitività sul mercato e favorire tutte le relazioni di filiera.

 

 
PONTI PRIMAVERA: LE “CASE DI CAMPAGNA” (AGRITURISMI) SI PREPARANO AD ACCOGLIERE GLI OSPITI DELLA CITTA’

Martedì, 24 aprile 2018

I ponti di primavera, oltre alla Festa di Liberazione, sono l’occasione del ritorno alla “casa di campagna”. Turismo Verde, Agenzia agrituristica della Cia-Agricoltori Basilicata, registra già prime significative prenotazioni con una crescita di pernottamenti e quindi non solo di posti a tavola.  Le previsioni per i 157 agriturismi lucani sono di un incremento di ospiti tra il 5-7%  superando, almeno per il prossimo fine settimana sino al lungo ponte del Primo Maggio, la permanenza media stagionale che è di 3,1 giorni. I numeri di posti letto complessivi nelle 137 strutture che offrono ricettività sono circa 2.600 per un ammontare di giornate letto disponibili di poco meno di 800 mila con una buona performance di quantità rispetto ad un movimento tra arrivi e presenze che è ancora al di sotto delle 100 mila unità l’anno e che – evidenzia Turismo Verde – offre ampi margini di miglioramento. Il boom di ospiti è comunque atteso a tavola (il potenziale è di 9mila coperti) per i tradizionali pasti della cucina contadina garantiti dagli Agrichef, secondo il progetto degli “Agrichef” lanciato in occasione di Expo 2015 che parte da un’ idea di cooperazione tra aziende agricole a tutto vantaggio del consumatore. Produrre un’alleanza tra chi consuma e chi produce fondata su comuni valori sta alla base anche del progetto sula tutela della biodiversità e la diffusone dei prodotti tipici locali. Ad avvantaggiarsi del richiamo della giornata in campagna gli agriturismi più vicini alle città come quelli del Melandro. All’agriturismo” Il Cerro 1848″ di Picerno (Strada Convento Montagna) puntano sui menù primaverili. I prodotti della nostra terra e di stagione – dicono i titolari di Picerno -  cucinati con arte, passione , semplicità. E poi escursioni ,didattica, animazione per bimbi ,visite guidate per spesa in campagna ,possibilità di B&B. È solo merito dei nostri operatori agrituristici l’aver recuperato e riqualificato le vecchie cascine, le masserie – sottolinea Paolo Carbone della Cia- cioè molto del patrimonio edilizio rurale tutelando le peculiarità paesaggistiche. L’aver sostenuto le produzioni tipiche, di qualità, la biodiversità con il recupero di varietà antiche e le connesse tradizioni enogastronomiche, riscoprendo le vecchie ricette che in campagna si sono tramandate di generazione in generazione. Il bravo imprenditore, e la sua famiglia, i collaboratori, hanno la capacità e la professionalità per rendere più piacevole il soggiorno in agriturismo, nella sua accezione più classica, mettono subito a proprio agio gli ospiti: li aiutano nella scelta del piatto, descrivendo ogni singolo particolare degli ingredienti fin dalla loro produzione in azienda e nel territorio locale.  L’operatore agrituristico – aggiunge Nicola Figliuolo della Cia - è felice di raccontare, nella sua semplicità e alcune volte anche nel suo dialetto, la storia della sua azienda, della sua famiglia, delle camere che accoglieranno l’ospite; il tutto in una atmosfera familiare, calda e accogliente, ma allo stesso tempo discreta, che invoglia alla conversazione anche tra commensali e ospiti in generale. E la primavera inoltrata è la stagione più bella per una breve vacanza in campagna. Da aprile a giugno l’agriturismo è immerso in un verde quasi abbagliante, l’orto è il giardino sono pieni di colori e le nuove piantine si preparano alla produzione di fiori e ortaggi estivi,  i bambini possono correre e giocare liberamente nel grande giardino e dar da mangiare agli animali , la cucina è in fermento con tutti i piatti della nuova stagione, siano essi nuove proposte o confortanti tradizioni.

Il progetto degli “Agrichef” lanciato in occasione di Expo 2015 – si legge in una nota – parte da un’ idea di cooperazione tra aziende agricole a tutto vantaggio del consumatore. Produrre un’alleanza tra chi consuma e chi produce fondata su comuni valori sta alla base anche del progetto sula tutela della biodiversità e la diffusone dei prodotti biologici.

Ma chi è l'Agrichef? Intanto si tratta di una definizione che vanta già innumerevoli casi d'imitazione (ma il marchio originale depositato è della Cia). Quelli che hanno ottenuto il riconoscimento sono un centinaio finora. L'Agrichef è un cuoco/cuoca di comprovata abilità ed esperienza che esercita il suo mestiere all'interno della cucina dell'agriturismo. Può essere il titolare d'azienda, un elemento della famiglia ma anche un esterno che però si impegna a trasformare principalmente produzioni agricole aziendali, o di prossimità, nel rispetto della stagionalità e utilizza nella realizzazione delle pietanze ingredienti legati alla tutela della biodiversità. Questo per favorire, attraverso il consumo di specifici prodotti, la costante coltivazione dei medesimi preservandoli dal rischio dell'estinzione. Un processo virtuoso, quindi, per l'agricoltura nel suo complesso, che rifugge la standardizzazione delle produzioni, mirando all'esaltazione delle differenze anche a discapito delle convenienze sulle rese "quali-quantitative".

A poca distanza potrete godere della tranquillità dei borghi Sono 800 mila gli italiani e gli stranieri che mangeranno in agriturismo durante il lungo ponte del 25 aprile. E' quanto emerge da una stima della Coldiretti sulla base delle prenotazioni ricevute dalle aziende di Campagna Amica in occasione della Festa della Liberazione. A spingere le presenze in campagna, sottolinea la Coldiretti, sono le positive previsioni meteo che condizionano la scelta del 79% dei vacanzieri secondo l'indagine Coldiretti/Ixe'. Molte delle 23 mila aziende agrituristiche si sono attrezzate offrendo, non solo pasti e alloggio, ma anche colazioni al sacco o la semplice messa a disposizione spazi per picnic, tende, roulotte e camper, per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia. La capacità di mantenere inalterate le tradizioni alimentari nel tempo con menu locali a base prodotti di stagione a chilometri zero e biologici, secondo la Coldiretti, è la qualità più apprezzata dagli ospiti ma sta crescendo l'offerta di servizi aggiuntivi.

Nelle aziende agricole sono sempre più spesso offerti programmi ricreativi come l'equitazione, il tiro con l'arco, il trekking ma non mancano attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici ma anche corsi di cucina o di orticoltura.

Senza timore di essere smentiti possiamo dire che la primavera inoltrata è la stagione più bella per una breve vacanza in campagna, ancor di più se sceglierete proprio La Casa di Campagna per un soggiorno durante i ponti di primavera!
Da aprile a giugno l’agriturismo è immerso in un verde quasi abbagliante, l’orto è il giardino sono pieni di colori e le nuove piantine si preparano alla produzione di fiori e ortaggi estivi,  i bambini possono correre e giocare liberamente nel grande giardino e dar da mangiare agli animali , la cucina è in fermento con tutti i piatti della nuova stagione, siano essi nuove proposte o confortanti tradizioni…

A poca distanza potrete godere della tranquillità dei borghi affacciati sul Lago Trasimeno con i battelli pronti a portarvi all’Isola Polvese e Maggiore, dei capolavori delle città d’arte quali Perugia e Assisi , di una pausa golosa alla Casa del Cioccolato o di una giornata attiva con i bambini alla Città della Domenica… ce n’è davvero per tutti i gusti!

Vi abbiamo incuriositi? E allora correte a prenotare, i ponti di primavera si avvicinano e  noi vi aspettiamo!

I prodotti della nostra agricoltura cucinati con arte,passione ,semplicità .Escursioni ,didattica, animazione per bimbi ,visite guidate per spesa in campagna ,possibilità di B&B.

Cresce non solo di quantità ma anche di qualità l’offerta agrituristica nel Melandro. Lo sottolinea Turismo Verde, Agenzia Agrituristica della Cia annunciando che l’ultima adesione alla rete del turismo rurale è venuta dall’agriturismo” IL CERRO 1848″ di Picerno (S.da Convento Montagna). Sono soprattutto le aree rurali limitrofe al capoluogo – si legge nella nota – che esercitano un grande ruolo di attrazione per quella che abbiamo definito la “casa in campagna” dei cittadini, specie potentini.  “È solo merito dei nostri operatori agrituristici l’aver recuperato e riqualificato le vecchie cascine, le masserie –dice Paolo Carbone della Cia- cioè molto del patrimonio edilizio rurale tutelando le peculiarità paesaggistiche. L’aver sostenuto le produzioni tipiche, di qualità, la biodiversità con il recupero di varietà antiche e le connesse tradizioni enogastronomiche, riscoprendo le vecchie ricette che in campagna si sono tramandate di generazione in generazione. Il bravo imprenditore, e la sua famiglia, i collaboratori, hanno la capacità e la professionalità per rendere più piacevole il soggiorno in agriturismo, nella sua accezione più classica, mettono subito a proprio agio gli ospiti: li aiutano nella scelta del piatto, descrivendo ogni singolo particolare degli ingredienti fin dalla loro produzione in azienda e nel territorio locale. L’operatore agrituristico è felice di raccontare (nella sua semplicità e alcune volte anche nel suo dialetto) la storia della sua azienda, della sua famiglia, delle camere che accoglieranno l’ospite; il tutto in una atmosfera familiare, calda e accogliente, ma allo stesso tempo discreta, che invoglia alla conversazione anche tra commensali e ospiti in generale”. Adesso Turismo Vede guarda alla nuova fase di promozione dell’agriturismo lucano e di sviluppo del turismo rurale attraverso l’adeguamento della legislazione regionale e misure efficaci da prevedere nel nuovo PSR 2014-2020. Tutti i titolari di agriturismi puntano a incrementare i servizi, anche attraverso l’introduzione di un marchio di qualità e il relativo disciplinare con l’obiettivo di migliorare i servizi offerti agli ospiti, garantendo un livello superiore alla norma. Il disciplinare -spiega Carbone – dovrebbe contenere e codificare tutti i servizi che le strutture ricettive possono offrire agli ospiti, come ad esempio la gestione di un sito web, servizi ricreativi e sportivi, l’organizzazione di una rete di agriturismi di cui almeno la metà siano in grado di offrire ristorazione o effettuino la vendita diretta dei prodotti aziendali. Per il Melandro – conclude la nota – è una formidabile opportunità di crescita socio-economica e direttamente di multifunzionalità dell’azienda agricola.

Turismo Verde Basilicata, agenzia agrituristica della Cia, riferendo che anche per la stagione turistica 2016 l’agriturismo rappresenta una delle tipologie più gettonate da quanti decidono di trascorrere qualche giorno di vacanza. L’andamento inizialmente “lento” delle prenotazioni per luglio è stato però recuperato grazie al last minute. Una tendenza sempre più presente, legata al fatto che la valutazione attenta delle condizioni meteo è divenuta un fattore determinante nella scelta della vacanza sulla spiaggia come in campagna. Così per la penultima domenica di luglio se i lucani appassionati del mare sono “tradizionalisti” - con i lidi di Metaponto al primo posto - per gli amanti della campagna, la tendenza è la ricerca del nuovo. Una tendenza – precisa Turismo Verde – che si spiega da una parte con la calura opprimente che spinge a lasciare la casa di città per andare in quella di campagna (chi non ce l'ha, l'agriturismo più vicino) e dall'altra di cibi freschi. La cucina agrituristica d'estate è profondamente diversa da quella delle altre stagioni. E' in fondo la “ricetta” della gastronomia contadina che segue la stagionalità e propone piatti solo con i prodotti di stagione. A beneficiare della corsa alla campagna è l’offerta agrituristica più vicina al capoluogo nel Melandro arricchita di recente dall’agriturismo” Il Cerro 1848″ di Picerno (S.da Convento Montagna). Sono soprattutto le aree rurali limitrofe al capoluogo – si legge nella nota – che esercitano un grande ruolo di attrazione per quella che abbiamo definito la “casa in campagna” dei cittadini, specie potentini. I piatti – dai tradizionali strascinati conditi con i cruschi o con i funghi, all'arrosto misto alla brace – sottolineano al “Cerro 1948” hanno rivisitazioni estive in modo da renderli più freschi, oltre ad utilizzare i prodotti dell'orto. Poi le escursioni nel bosco, i laboratori didattici e le donne possono imparare dalle agri-chef i segreti del mangiare bene contadino. La novità nella cucina degli agriturismi associati a Turismo Verde sono gli agri-chef, in gran parte donne, che propongono menù rielaborati come quelli della via Herculea. E Picerno è tappa obbligata dei menù rielaborati tra tradizione, storia, cultura e sapori. L’agriturismo diventa così – sottolinea Turismo Verde – il primo strumento di una narrazione in grado di veicolare e commercializzare meglio produzioni di qualità e territori. L’obiettivo è quello di promuovere il territorio attraverso il turismo, le produzioni agricole e le attività agroalimentari e mira a far sintesi tra chi, a vario titolo, si occupa di valorizzazione dei prodotti tipici. E' solo merito dei nostri operatori agrituristici come nel caso fortemente simbolico di Picerno l’aver recuperato e riqualificato le vecchie cascine, le masserie – aggiunge l’agenzia agrituristica della Cia - cioè molto del patrimonio edilizio rurale tutelando le peculiarità paesaggistiche. L’aver sostenuto le produzioni tipiche, di qualità, la biodiversità con il recupero di varietà antiche e le connesse tradizioni enogastronomiche, riscoprendo le vecchie ricette che in campagna si sono tramandate di generazione in generazione. Il bravo imprenditore, e la sua famiglia, i collaboratori, hanno la capacità e la professionalità per rendere più piacevole il soggiorno in agriturismo, nella sua accezione più classica, mettono subito a proprio agio gli ospiti: li aiutano nella scelta del piatto, descrivendo ogni singolo particolare degli ingredienti fin dalla loro produzione in azienda e nel territorio locale. L’operatore agrituristico, come accade a Picerno, è felice di raccontare (nella sua semplicità e alcune volte anche nel suo dialetto) la storia della sua azienda, della sua famiglia, delle camere che accoglieranno l’ospite; il tutto in una atmosfera familiare, calda e accogliente, ma allo stesso tempo discreta, che invoglia alla conversazione anche tra commensali e ospiti in generale.

 
CIA A POTENZA: PASSEGGIATA PER LA SALUTE CON FRUTTA FRESCA

Sabato, 21 aprile 2018

Alla passeggiata per la salute nel Parco Europa Unita, al rione Poggio Tre Galli, che ha concluso il convegno “Strategie non farmacologiche per la prevenzione e cura del diabete mellito” promosso dall’ Azienda Sanitaria Potenza e da Alad/Fand (Associazione Lucana Assistenza Diabetici) la Cia-Agricoltori ha contribuito con stand di frutta fresca di stagione proveniente dal Metapontino, in continuità con i progetti di educazione alimentare e di prevenzione alla salute attraverso il “mangiare sano mangiare lucano”.

Abbiamo aderito – spiega Paolo Carbone della Cia - con il preciso obiettivo di dare il nostro contributo per innalzare il livello di consapevolezza e di conoscenza dei consumatori in materia di alimentazione e produzioni agricole. Per noi è una grande occasione per stare a contatto con le persone, fornendo informazioni e promuovendo contestualmente il consumo di prodotti salubri e buoni. La nostra agricoltura è ricca di produzioni e varietà di frutta e verdura, ma i consumi interni sono in continua flessione. Rispetto a quarant'anni fa gli italiani mangiano quasi un terzo in meno di ortofrutta. Questo dato ci allarma sia in termini economici per il settore, ma soprattutto per l'impatto che questo comportamento alimentare ha direttamente sulla salute pubblica.

«Quando si tratta di scegliere lo smartphone o il tablet da acquistare – continua – cerchiamo di prendere il meglio, la stessa cosa non si può sempre dire quando scegliamo cosa portare sulle nostre tavole, qui anzi vige la legge del prezzo più basso a scapito di chi produce eccellenze e, soprattutto, della nostra salute. La qualità dei prodotti, la loro tipicità, la sicurezza alimentare hanno sempre rappresentato per la Cia un elemento cardine della sua strategia a tutela della salute pubblica, dei consumatori. La Cia vuole, così, promuovere la salute e far conoscere e rilanciare la tipicità dei prodotti italiani, da tutti riconosciuti come elementi importanti per una dieta ideale quella mediterranea. Azioni tese, quindi, a prevenire e a ridurre i rischi di una cattiva alimentazione. D’altra parte, la ricchezza delle nostre tradizioni agricolo-alimentari garantisce –continua - una risposta più che sufficiente non solo per tutti i gusti, ma anche per tutte le necessità dietologiche, siano esse per il mantenimento di uno stato di benessere che per i fini più squisitamente terapeutici. Carbone ribadisce la necessità di rilanciare il consumo tra i bambini di frutta e verdura fresca e trasformata e di altri prodotti come succhi e spremute per contribuire alla lotta contro l'obesità infantile e migliorare le loro abitudini alimentari.

 
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