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Cia: quattro cucchiai al giorno di olio riducono rischio malattie cardiache

Giovedì, 16 febbraio 2017

Quattro cucchiai al giorno di olio extravergine di oliva migliorano gli effetti protettivi per il cuore del colesterolo 'buono' (Hdl), cosa che riduce il rischio di malattie cardiache e ictus. È quanto emerge da una ricerca dell'Hospital del Mar Medical Research Institute, a Barcellona, pubblicata sulla rivista Circulation. Siamo di fronte ad un nuovo rapporto scientifico – commenta la Cia di Basilicata – della funzione salva-vita dell’olio all’interno della dieta mediterranea di cui è uno degli ingredienti cardine, un toccasana per il cuore.

Dieta mediterranea come sinonimo di salubrità e longevità, una preziosa alleata per contrastare l’insorgenza di malattie cerebrovascolari, come ictus e infarti. La Cia evidenzia la prevalenza di giovani lucani (di età 18 anni ed oltre) in condizione di sovrappeso pari, nel 2014, a 39,0% (valore nazionale 36,2%). Nell’arco temporale 2005-2015, i dati della Basilicata risultano tutti maggiori rispetto ai valori Italia e presentano un andamento altalenante. La prevalenza di persone di età 18 anni ed oltre obese è pari, nel 2015, a 11,5% (valore nazionale 10,2%). La Cia lucana intende pertanto Intensificare le visite di scolaresche alle Fattorie Didattiche; realizzare laboratori e lezioni nelle scuole di educazione alimentare; rilanciare il programma "Frutta nelle scuole".

 

L'impegno della Cia per la qualità e la sicurezza alimentare a tutela dei consumatori, soprattutto bambini, è ribadito da Paolo Carbone, dirigente regionale, che ricorda -tra le tante iniziative promosse- l'accordo tra la Confederazione e i medici di famiglia tesa a un'alimentazione sana e corretta indispensabile anche per prevenire malattie; le Fattorie Didattiche e più di recente le Fattorie Sportive con programmi specifici di alimentazione per quanti praticano sport non esclusivamente agonistico. Oltre ad accrescere l’attrattività degli agriturismi, autentici tempi del mangiare sano, mangiare mediterraneo.

 

"La qualità dei prodotti, la loro tipicità, la sicurezza alimentare -sottolinea Carbone- hanno sempre rappresentato per la Cia un elemento cardine della sua strategia a tutela della salute pubblica. La Confederazione vuole, così, promuovere e rilanciare la tipicità dei prodotti italiani, da tutti riconosciuti come elementi importanti per una dieta ideale come quella mediterranea. Azioni tese, quindi, a prevenire e a ridurre i rischi di una cattiva alimentazione".

D'altra parte, "la ricchezza delle nostre tradizioni agricolo-alimentari garantisce -continua Carbone- una risposta più che sufficiente non solo per tutti i gusti, ma anche per tutte le necessità dietologiche, siano esse per il mantenimento di uno stato di benessere che per i fini più squisitamente terapeutici". Il dirigente di Cia Basilicata ribadisce la necessità di rilanciare il consumo tra i bambini di frutta e verdura fresca e trasformata e di altri prodotti come succhi e spremute per contribuire alla lotta contro l'obesità infantile e migliorare le loro abitudini alimentari. E' l'obiettivo del programma europeo "Frutta nelle scuole", che in regione è attuato in circa 120 plessi scolastici delle due province lucane e interessa oltre 25 mila alunni.

 

E per tornare all’olio domani venerdì 17 ad Albano di Lucania (Frantoio Oleario Fontana dei Santi) nuovo incontro promosso da Oprol (Organizzazione Produttor Olivicoli Lucani) aderente a Cia Basilicata. Docente Stefania D’Alessandro, capo panel riconosciuto dal MiPAAF. L’incontro formativo ha l’obiettivo di fornire le conoscenze basilari dell’analisi sensoriale e della tecnica di degustazione degli oli extra-vergini d’oliva necessarie al riconoscimento della qualità ai fini di un acquisto consapevole e di un corretto uso in cucina del prodotto. Nel corso del panel test, insieme ad esperti del settore, si affronteranno sinteticamente tutti gli argomenti inerenti la filiera olivo-olio, quali la chimica dell’olio, la qualità, la trasformazione, la commercializzazione, la normativa e l’abbinamento degli oli in cucina.

 

 
INCONTRO FORMATIVO SULLA DEGUSTAZIONE E DIFFERENZIAZIONE DEGLI OLI EXTRAVERGINI DI OLIVA

Martedì, 14 febbraio 2017

 
Assicurazioni agricole: Cia, passo importante da Mipaaf

Martedì, 14 febbraio 2017
L’annuncio del Ministro del Mipaaf Martina che entro la fine del mese di febbraio si procederà ad effettuare i primi pagamenti dei contributi sulle assicurazioni agricole agevolate nell'ambito del Programma di sviluppo rurale nazionale 2014-2020 raccoglie una sollecitazione della Cia tanto più attuale alla luce dei danni provocati dalle gelate e dalla neve nel mese di gennaio soprattutto nel Metapontino. E’ il commento del presidente regionale vicario della Cia lucana Nicola Serio riferendo che le domande di pagamento già presentate ad Agea ad oggi ammontano a quasi 25.000 per un importo concedibile di circa 32,6 milioni di euro. La campagna assicurativa 2015 ha portato alla sottoscrizione di oltre 153mila polizze agricole agevolate. A fronte delle polizze sottoscritte, sono stati presentati dalle aziende beneficiarie circa 120.000 Piani assicurativi individuali (PAI).
Per quanto riguarda la campagna assicurativa 2016, il relativo bando sarà pubblicato entro fine febbraio, mentre per i primi giorni di marzo 2017 è previsto il rilascio dei Piani assicurativi individuali (PAI) propedeutici alla stipula delle polizze 2017. Superata questa fase di avvio del nuovo sistema, verranno sviluppate ulteriori semplificazioni finalizzate a snellire gli adempimenti burocratici a carico degli agricoltori e delle amministrazioni.
L'obiettivo è quello di consentire alle aziende agricole di utilizzare tutte le opportunità introdotte con la riforma della politica agricola comune varata nel 2015 garantendo l'accesso agli strumenti di gestione del rischio da parte delle aziende agricole per utilizzare.
Per il futuro, la nostra proposta – dice Serio - è di costituire un fondo assicurativo per tutelare le aziende agricole dagli eventi naturali e dalle crisi di mercato, in parte coperto dalla fiscalità generale ed in parte dai fondi del PSR. Un ulteriore passaggio particolarmente atteso dai nostri agricoltori è la modifica del piano assicurativo agricolo. L’attuale piano infatti non coglie le criticità che erano state più volte evidenziate dalla Cia e dall'Associazione nazionale dei Condifesa. Avevamo presentato poche proposte -continua- ragionevoli e recepibili, ovviamente tutte volte a rendere lo strumento assicurativo agevolato più fruibile e corrispondente alle esigenze degli agricoltori che si vogliono tutelare. In sostanza insistiamo sulla semplificazione per la determinazione delle procedure e delle rese, sulla flessibilità nella costruzione della tipologia assicurativa e sulla revisione del meccanismo di definizione del contributo ammissibile. Il rischio da scongiurare è che si disincentivi il ricorso allo strumento assicurativo in un momento in cui si ha già chiara l'inversione di tendenza seppur lieve, volumi assicurati in calo a far data dal 2015, mentre invece l'obiettivo che ci vogliamo dare – dice il dirigente della Cia- è ampliare tutto il sistema.

 
AGIA-CIA: RACCOGLIAMO INVITO MONS. LIGORIO

Venerdì, 10 febbraio 2017

“L’invito che Monsignor Ligorio, arcivescovo di Potenza, rivolge ai giovani da Napoli dal convegno “Chiesa e lavoro” a trovare il lavoro nei campi rimotivando le giovani generazioni al ritorno alla coltivazione della terra e a impiantare nuove colture è un forte e solenne incoraggiamento a proseguire nella nostra attività perché il ricambio generazionale in agricoltura è un passaggio cruciale per l’agricoltura lucana”: a sostenerlo è il presidente dell’Agia-Cia Basilicata Rudy Marranchelli per il quale l’erogazione di 12milioni di euro a favore di 183 nuovi imprenditori under 40 disposta dal Dipartimento Agricoltura dell’assessore Braia è un importante passo in questa direzione.

Lo scarso ricambio generazionale nella nostra regione è dovuto innanzitutto all’alto costo della terra che specie nel Metapontino può raggiungere anche i 17-22mila euro ad ettaro, dagli alti costi di avviamento, dalla scarsa immagine sociale dell’attività agricola, dalla carenza di formazione e di servizi di consulenza adeguati. Il Progetto Agricoltura, futuro giovane predisposto dall’Agia sulla base della parola d’ordine Passione, Amore, Energia per una nuova stagione dell’agricoltura lucana – sottolinea la nota - contiene proposte semplici e concrete in grado di tradurre in pratica l’incoraggiamento di Mons. Ligorio: un'agenzia per il riordino fondiario per facilitare l'accesso alla proprietà della terra; la costituzione di società miste giovani e anziani, società in cui l’anziano proprietario, titolare dell’azienda, entra in società con il giovane; misure per facilitare nuove imprese agricole attraverso l’accesso al credito e al mercato, la semplificazione normativa, la fiscalità agevolata, il supporto alla gestione. Per questo – dice il presidente dell’Agia-Cia -  puntiamo a seguire l’esperienza della Regione Toscana che ha costituito la ‘Banca della Terra’, una sorta di pubblico registro a cui i giovani agricoltori potranno fare riferimento per affittare o comprare un terreno. Le aziende agricole con giovani al di sotto dei 29 anni (secondo dati rielaborati da indagine Infoimprese-Unioncamere) sono meno di un migliaio di cui circa 600 in provincia di Potenza e 400 nel Materano, e rappresentano una quota superiore al 25% del complesso di imprese giovanili

E’ pertanto necessario – continua Marranchelli - garantire ai giovani adeguati strumenti economici di ingresso e di competitività e misure di semplificazione e senza interventi per il finanziamento delle azioni di sostegno all'imprenditoria giovanile in agricoltura con la concessione di mutui a tasso zero sarà sempre più difficile per un giovane diventare imprenditore agricolo. Non ci resta che sperare nel nuovo Psr 2014-2020 e rilanciare il pacchetto integrato giovani in agricoltura che contenga:

• norme Ue per l’incremento dell’aiuto ai giovani per l’acquisto di terreni,

• misure del Prsr per l’affiancamento e/o il passaggio di proprietà dei terreni dagli imprenditori over 65 ai giovani agricoltori;

• impedire che i terreni agricoli che hanno beneficiato della Pac possano aver una destinazione diversa da quella agricola per almeno dieci anni.

• modificare i regolamenti attuativi di Ismea, relativi al “subentro” e al “primo insediamento” rendendoli complementari con i Prsr ;

• istituire il “tutoraggio” a favore del giovane che subentra nella conduzione ad un over 65.

Per determinare le condizioni di una nuova stagione dell’agricoltura lucana -sottolinea il presidente Marranchelli ringraziando Monsignor Ligorio- abbiamo bisogno oltre alla Banca per la terra la costituzione di società miste giovani e anziani, società in cui l’anziano proprietario, titolare dell’azienda, entra in società con il giovane, misure per facilitare nuove imprese agricole attraverso l’accesso al credito e al mercato, la semplificazione normativa, la fiscalità agevolata, il supporto alla gestione”.

 
FRUIT LOGISTICA: CIA, l’obiettivo è conquistare nuovi spazi all’estero, contrastando il falso del “made in Italy”.

Giovedì, 9 febbraio 2017

La presenza a Berlino a Fruit Logistica delle produzioni e dei produttori lucani rientra a pieno titolo nell’ ampio progetto di internazionalizzazione delle aziende Cia, che la stessa organizzazione agricola ha realizzato per far conoscere al mercato straniero, alla stampa internazionale e agli opinion-leader di settore il meraviglioso scrigno nascosto dei cibi tradizionali italiani, oltre che con corsi di formazione avviati da pochi giorni per imprenditori agricoli che intendono attuare programmi di internazionalizzazione. Lo sottolinea la Cia lucana evidenziando l' impegno, condiviso con le azioni messe in campo dall’assessore all’Agricoltura Luca Braia, di rafforzare e accompagnare le nostre aziende nella sfida dell’internazionalizzazione.Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della Cia, sui dati diffusi dall’Istat, le esportazioni agroalimentari italiane a fine 2016 hanno raggiunto quasi 38 miliardi di euro, registrando un nuovo record dopo i 36,8 miliardi del 2015. L’Unione Europea è il mercato principali, a cui sono stati destinati oltre due terzi delle vendite (16,2 miliardi di euro pari al +5% sul 2015), con Germania, Francia e Regno Unito a occupare le prime tre posizioni sul podio dei mercati di sbocco.”Più gli agricoltori saranno sostenuti nei processi di internazionalizzazione – commenta il direttore regionale della Cia, Donato Distefano – più l’export crescerà, rendendo possibile l’ambizioso traguardo dei 50 miliardi di euro di vendite di prodotti agroalimentari italiani sui mercati stranieri entro il 2020. Ho però il timore che, a forza di parlare solo di 'km zero', stiamo relegando le nostre produzioni di eccellenza alla vendita nei mercatini rionali, che complessivamente generano un fatturato inferiore al miliardo e mezzo di euro. Questa strategia 'limitata' blocca, invece, un potenziale da almeno 70 miliardi di euro in export".Recenti studi e analisi, su come "vengono percepite" le produzioni italiane all'estero, dicono che ben 4 consumatori stranieri su 10 giudicano la qualità dei nostri cibi superiore rispetto a quella locale, il 43% degli statunitensi chiede più Made in Italy nei supermercati e ben il 74% dichiara di essere disposto a riconoscere un prezzo maggiorato sui prodotti, a patto che siano 100% italiani.  “Ma – aggiunge Distefano - l’Italia non ha mai messo in campo una strategia organica per aggredire i mercati stranieri. Con il nostro piano di promozione, che abbiamo bisogno di condividere con la Regione e Sviluppo Basilicata ,l’obiettivo è di favorire la crescita e conquistare nuovi spazi all’estero, contrastando l’italian sounding, vale a dire il falso del made in Italy”.Gli stranieri considerano il cibo Made in Italy un elemento d'eccellenza per le loro tavole, ma la stragrande maggioranza dei prodotti che il Belpaese è in grado di offrire resta ignota al consumatore fuori dai confini della Penisola.  Un dato su tutti: a fronte di una produzione nazionale che vanta oltre 5.847 tra cibi tradizionali e denominazioni di origine, l'Italia porta sulle tavole dei consumatori internazionali non più di 200 prodotti del Made in Italy".
Secondo la Cia serve dunque accelerare il piano di internazionalizzazione portato avanti in partnership con Ice, Gambero Rosso International, Centro Studi Anticontraffazione . Servono però assistenza tecnica e risorse a favore delle imprese agricole che manifestano interesse e coraggio di puntare sui mercati esteri. Nel primo trimestre 2016 la Basilicata ha esportato prodotti agricoli per 14 milioni di euro con un incremento, rispetto al primo trimestre 2015, di circa il 21%, accorciando notevolmente il divario con l’export del petrolio fermo a 52 milioni di euro e attestandosi come comparto importante per l’export del “made in Basilicata”.

 
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