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Cia-Turismo Verde: TRICARICO, La storia di Andrea ed Elena e della loro creatura - l'Azienda Agricola Mantenera di Tricarico

Lunedì, 16 gennaio 2017

La storia di Andrea ed Elena e della loro creatura - l'Azienda Agricola Mantenera di Tricarico – è una storia che ha molte “lezioni”. Innanzitutto è una storia di emigrazione alla rovescia perché una coppia, lui milanese lei romana, lasciano le loro città  per vivere un’avventura di vita nella foresta Mantenera di Tricarico (da cui prende il nome l’azienda). Perché lavorare nei campi non è solo trendy, ma una scommessa risultata vincente. Perché è un esempio virtuoso del nuovo processo avviato dalla Cia e da Turismo Verde con la spesa agricola 2.0 (dal produttore al consumatore passando per il web).Con ordine la storia  nasce nel 2014 dal desiderio e dalla passione di Andrea ed Elena per la terra e la natura. La ricerca per una dimensione di vita più a misura d'uomo fuori dal contesto cittadino – raccontano i protagonisti - ci ha spinti a lasciare i nostri luoghi di nascita e di vita così abbiamo acquistato un uliveto in Basilicata nel comune di Tricarico, in un territorio compreso tra il Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane e la Foresta Mantenera.

La nostra scelta di vita – aggiungono - influenza ovviamente la nostra produzione di olive e di conseguenza il nostro olio. Crediamo fortemente che la natura vada solo assecondata non forzata con agenti chimici o interventi meccanici, che erodendo il terreno lo impoveriscono. Solo l'amore per la natura ci ha permesso di ottenere la certificazione biologica e questo garantisce il nostro prodotto Sano Naturale e di Qualità. Dopo l’acquisto del terreno  ci siamo trasferiti a Tricarico, vivendo momenti anche difficili per l’inserimento in un contesto sociale così diverso da quello a cui eravamo abituati, dove i ritmi hanno tempi diversi e le persone si conoscono tutte tra loro, abituate a lasciare questi luoghi alla ricerca di lavoro e mondanità al nord Italia e a tornarci solo per le vacanze. All’inizio molti non capivano come mai noi invece eravamo emigrati al contrario, proprio qui. Il nostro approccio rispettoso verso un’agricoltura sostenibile, alla gestione del suolo con inerbimento tecnico per contrastare l’erosione e l’impoverimento di preziosi nutrienti  e il metodo biologico di cura delle nostre piante di olivo ci ha fatto apprezzare dalla comunità locale e ci ha aiutato nell’inserimento .La gestione del nostro uliveto prevede l’adozione di due asini di razza Martina Franca con il solo scopo di pascolare, brucando l’erba  smuovendo  leggermente il terreno con le zampe  e concimandolo, eviteremo  la lavorazione del suolo con macchine agricole e l’uso di concimi . Il pascolo di animali sotto gli olivi ha un elevato valore naturale in termini di biodiversità e paesaggio.L’olio da noi prodotto- continuano Andrea ed Elena - è un blend tra le nostre cultivar: Coratina ,Maiatica, Leccino, la raccolta avviene precocemente durante la prima decade di ottobre all’inizio dell’invaiatura, il periodo in cui inizia la maturazione, donando cosi al nostro olio le caratteristiche sensoriali di Fruttato Verde, Amaro Medio e Piccante, nonché bassissima acidità e alto numero di Polifenoli.La novità innovativa che apre nuovi scenari per i nostri agricoltori è la vetrina web per arrivare nelle case dei consumatori in poche ore, con un semplice click. "La sfida che colgono Agricommy e Amazon -spiega la Cia- è infatti quella di arrivare a garantire un'altra modalità affidabile di distribuzione per una vasta platea di piccoli e medi imprenditori agricoli ma anche per far emergere le tante agricolture del nostro Paese inserendole dentro un marchio distintivo unico. Ma oltre al valore tecnologico e a quello commerciale l'operazione, della "spesa agricola 2.0" ha anche un valore per così dire informativo. Consente al consumatore di conoscere origine dei prodotti, storia e valori del produttori, ma anche di riabituarsi ai "prodotti di stagione" e a riconoscere i vari marchi di qualità, dal biologico alla Dop". 
“Quando parliamo di territori come destino e pensiamo principalmente alle aree interne – sottolinea Paolo Carbone della Cia – non possiamo che guardare con interesse ad un servizio di e-commerce per la vendita dei prodotti tipici delle aziende agricole, facendo promozione attraverso la forza della geolocalizzazione, che sta diventando uno strumento fondamentale per essere trovati ed esistere sulla rete, soprattutto da quando si è diffuso l'uso di smarthphone e di tutti gli altri dispositivi mobili. La tendenza dei consumatori – continua - è quella di ricercare prodotti e servizi localmente. Per l'impresa, quindi, essere individuati all'interno di ricerche ottimizzate per località geografiche è fondamentale”. 
Il percorso anche in Basilicata è appena cominciato, tenuto conto che in Italia solo l'8% è favorevole a comprare prodotti alimentari, vini e liquori attraverso il canale dell'e-commerce. Un italiano su tre (32%) usa i social network prima di comprare in rete ed il 23% non impiega ancora internet per la spesa. 
Ma la Cia sta provando a promuovere l’e-commerce. L'Associazione Nazionale "la Spesa in Campagna", pratica la filiera corta e la qualità degli alimenti. Il consumatore può acquistare i prodotti con diverse modalità: 
Punto vendita in azienda: recarsi direttamente in azienda per acquistare i prodotti. Il cittadino/consumatore avrà occasione di conoscere da vicino lo stesso imprenditore, l'attività agricola, le tecniche di coltivazione e di allevamento animali, la cultura contadina, nonché di godere del paesaggio agrario circostante, delle bellezze naturali e artistiche del territorio. 
E-commerce: procedere all'acquisto on - line con la consegna a casa del prodotto scelto, sempre con la massima trasparenza sulle condizioni di vendita, di spedizione e i tempi di consegna, secondo gli standard di sicurezza garantiti dalle più avanzate tecnologie moderne. 
Mercato contadino: un'iniziativa che raccoglie piccoli produttori agricoli locali e li mette direttamente in contatto con i consumatori finali nelle piazze dei tanti comuni d'Italia. 
Bottega locale: un'aggregazione di aziende agricole del territorio che portano i propri prodotti nella bottega e che hanno scelto di gestire in maniera associata la vendita diretta. 
Relazioni dirette si possono sviluppare con i GAS - Gruppi di acquisto Solidali presenti sul territorio, per organizzare la fornitura dei prodotti con modalità concordate sulla base delle loro particolari esigenze 
Le aziende che aderiscono al circuito "la Spesa in Campagna" rispettano regole precise che prevedono anche la disponibilità a sottoporsi a verifiche, che, secondo i principi del controllo partecipato, sono aperte ai rappresentanti delle associazioni dei consumatori. 
Del resto Agricommy è una sorta di work in progress come si addice a internet perché accanto alla vendita on line dei prodotti verrà sviluppato anche una sorta di "personal shopper" che guiderà gli utenti internet a fare il miglior acquisto in campagna al momento giusto in rapporto alle proprie esigenze e ai propri desideri di consumo. 
E' il "vantaggio fiduciario" che offre agli agricoltori la vendita diretta che ora viene aumentato dalla possibilità di rivolgersi alla platea degli internauti. 

 
CIA: AL VIA INIZIATIVE PER QUARANTENNALE

Venerdì, 13 gennaio 2017

Il futuro della rappresentanza del mondo agricolo non può prescindere dal passato. Questo per la Cia significa ripercorrere la sua storia che ha segnato profondamente quella sociale, civile, politica della nostra e delle altre regioni italiane. E’ questo il significato del quarantennale della Confederazione che si celebra quest’anno attraverso numerose iniziative con lo slogan centrale "Da quarant'anni con gli Agricoltori Italiani". Uno slogan che è sia memoria del passato sia proposito per il futuro con cui la Cia ha scelto di aprire le celebrazioni per i 40 anni dall'unificazione tra UCI, Alleanza Contadini e Federmezzadri, da cui nacque nel 1977 la Confederazione italiana coltivatori che poi, nel 1992, evolse nell'attuale Confederazione italiana agricoltori.

L'obiettivo è quello di riflettere sull'attualità del pensiero dei protagonisti del movimento popolare meridionale e di quello contadino, per porre concretamente al centro del dibattito economico e politico regionale e nazionale la riformulazione, in chiave moderna, dello storico problema: passare dalla 'questione agraria' di Rocco Scotellaro e Manlio Rossi Doria ad una più attuale 'questione rurale' posta dalla nascita e dall'evoluzione della stessa Politica Agricola Comunitaria, dal continuo processo di allargamento dell'Unione Europea, dai fenomeni di internazionalizzazione selvaggia e dall'irruzione prepotente sulla scena agroalimentare della grande distribuzione organizzata.

Sta a noi – affermano Nicola Serio e Donato Distefano, presidente regionale vicario e direttore regionale Cia - rinnovare la memoria storica delle lotte contadine, nel ricordo dei nostri capocontadini e l'impegno per diventare il sindacato più moderno del territorio agricolo. Dall'occupazione della terra alla riforma della governance in agricoltura c'è un filo unico che è rappresentato dal protagonismo ieri come oggi del mondo agricolo: quel tratto tipico della cultura contadina, che vede esaltare la coscienza individuale, il bisogno profondo di autonomia della persona umana, l'agire responsabile del singolo nel contesto sociale; valori antichi che stentano ancora a vivificare e arricchire la modernità.

Tante le iniziative con cui la Cia festeggerà lungo tutto il 2017 le sue 40 candeline: una Conferenza economica nazionale; un focus a Bruxelles su "Avolio e l'Europa"; un convegno a Roma su "Autonomia, Impresa, Rappresentanza" e, soprattutto, un grande evento di chiusura il 20 dicembre a quarant'anni esatti dalla costituzione della Confederazione.

C’è un legame stretto tra Giuseppe Avolio e Rocco Scotellario – sottolinea Paolo Carbone – segnato dalla militanza socialista e dall’attenzione al tema della terra e del mondo contadino emerso con maggiore forza nel 2003, quando la CIA volle ricordare i 50 anni della morte di Scotellaro con un convegno organizzato a Tricarico sul tema “L’attualità di Rocco Scotellaro. Dal declino della civiltà contadina alla rinascita della ruralità”, Avolio vi partecipò con un appassionato intervento.

"La Cia di oggi guarda, in questo modo, alle sue radici ma vive nel presente ed è proiettata nel futuro -sottolinea il presidente nazionale Dino Scanavino- per definire una rappresentanza connessa con il reale, in un modo nuovo, concreto, vicino ai bisogni degli imprenditori associati, specifico, competente, non generalista, non autoreferenziale".

Una rappresentanza moderna che è frutto di tante battaglie: per difendere il reddito dei produttori, per uno stato sociale più equo, per una Pac semplice e senza ritardi nei pagamenti, per un'amministrazione più efficiente, per un Paese veloce, per affermare l'immagine di un'agricoltura seria e coraggiosa, fatta di agricoltori e non di slogan.

Ma non solo azione sindacale, anche servizi per l'imprenditoria. L'organizzazione ha messo in moto un progetto di crescita e di rinnovamento totale delle attività con un obiettivo preciso per il sistema Cia: "Non solo saper fare, ma saper ascoltare, non aspettare negli uffici ma andare nelle aziende -spiega Scanavino-, non essere soltanto i migliori in un singolo servizio ma offrire una gamma di servizi che sia completa e integrata. Alla persona e all'impresa. Da qui ai prossimi 40 anni".

 
MALTEMPO: CIA, MERCATI INGROSSO VUOTI, PREZZI ALLE STELLE E PRODUTTORI LOCALI IN GINOCCHIO

Mercoledì, 11 gennaio 2017

Mercati meridionali (Napoli, Salerno, Taranto, Foggia) all’ingrosso di ortofrutta e di riferimento per i produttori lucani quasi vuoti sia di prodotti che di acquirenti e prezzi alle stelle: le melanzane sono arrivate a 3,00-3,50 euro/kg, i pomodori e le zucchine a 2,50 euro/kg. I limitati quantitativi di carciofi pugliesi in cella frigo stanno terminando. Rialzo vertiginoso, di conseguenza, per i prezzi dei carciofi tunisini ed egiziani, molto richiesti al momento. La produzione orticola siciliana, quella disponibile, supera i 3 euro al chilo; il ciliegino 1,90 euro, la melanzana 1,50 e il cetriolo 0,70 centesimi. E’ la “fotografia” scattata dalla Cia-Confederazione Italiana Agricoltori che evidenzia i tre comparti più a rischio in Basilicata: ortaggi i invernali in campo, come legumi e carciofi, "gelati" , ortaggi 'fuori-serra' distrutti per un buon 80%; (produzione 2015 pari a 170 milioni euro); agrumi (produzione 2015 pari a 45,3 milioni); allevamenti (produzione 2015 pari a 152,4 milioni). Parliamo di prezzi ai mercati all’ingrosso – precisa la nota – che saranno decisamente più alti dal fruttivendolo come al supermercato.

Le prime stime parziali elaborate dalla Cia – che sostiene l’iniziativa dell’assessore all’agricoltura Luca Braia per il riconoscimento dello stato di calamità e il più tempestivo avvio delle procedure di ristoro - parlano di alcune decine di milioni di euro di danni. Perdite di produzioni, guasti di beni strumentali, problemi logistici e di reperimento foraggio per gli allevamenti. Consumi almeno triplicati di gasolio ed energia per il riscaldamento di stalle e serre. In alcune zone gli alberi sono stati divelti dal forte vento, in altre si teme per la tenuta di molte piante da frutta. Un quadro critico che impone misure straordinarie per dare sollievo agli agricoltori colpiti.

L’altra faccia della medaglia è che i prezzi tenderanno a salire sempre più. Ortaggi e verdure nostrane scarseggiano. A farla da padrone sono le produzioni spagnole, al momento: melanzane, peperoni, zucchine, pomodori ad esempio con quotazioni più accettabili, seppur sempre elevate.

Tutto ciò mentre i nostri produttori – è scritto nella nota – sono in ginocchio e preoccupati che il gelo perduri in tutta la settimana. Tra le priorità segnalate: garantire la consegna del latte da parte delle aziende zootecniche che altrimenti si vedranno costrette a disfarsene.

 

 
CIA: DANNI MAGGIORI NEL METAPONTINO E NELLA COLLINA-MONTAGNA MATERANA

Martedì, 10 gennaio 2017

Allo sciogliersi del ghiaccio nel Metapontino, il comprensorio agricolo più colpito da neve e gelo con temperatura sino a 7 gradi sotto lo zero, si contano i danni. La Cia-Confederazione Italiana Agricola Basilicata – riferisce il presidente regionale vicario Nicola Serio – è fortemente impegnata ad affrontare l’emergenza e a dare una mano ai produttori in attesa che si concretizzino gli impegni assunti dall’assessore all’agricoltura Braia con l’istituzione di una task force e l’avvio delle procedure per il riconoscimento di calamità naturale. Forse da 50-60 anni non accadeva che la neve arrivasse sino in riva al mare con una situazione che secondo una nostra prima stima – aggiunge Serio - riguarda oltre 10mila ha di colture ortive con danni anche all’80 per cento perché “bruciate” dal gelo. Abbiamo già raccolto segnalazioni di agricoltori per il mancato ritiro del prodotto da parte di commercianti all’ingrosso. Si tratta di colture ortive ed ortofrutticole pregiate ad alto reddito.

Sempre in provincia di Matera nell’area della Collina-Montagna Materana le difficoltà più gravi sono per gli allevatori alle prese con la carenza di acqua, per effetto del gelo che ha paralizzato le condotte, e di fieno per le vacche da latte e con il mancato ritiro del latte prodotto. Ci sono poi numerose aziende nelle zone rurali di Tricarico, Accettura e Grassano che sono ancora isolate ed altre a rischio di sfondamento dei tetti di capannoni a causa del peso della neve. Con il freddo cala la produzione del latte di un buon 20-30% e – come accade in territorio di Bella, in provincia di Potenza – se non sarà conferito il latte entro i prossimi due giorni, purtroppo, dovrà essere completamente sprecato.

Nella collina-montagna materana – sottolinea Paolo Carbone della Cia – si aggiunge un altro danno rispetto al Metapontino in quanto i titolari di aziende agricole e zootecniche non hanno stipulato polizze assicurative per il risarcimento danni da neve e gelo semplicemente perché non possono permetterselo. E’ un’antica e sempre attuale questione che ci vede sollecitare la Regione a contribuire alle spese assicurative. C’è da segnalare anche l’impercorribilità di strade interpoderali che costringono gli agricoltori a fare da soli per liberare le uniche vie di comunicazione attraverso il sistema dell’aiuto tra produttori agricoli con mezzi agricoli e trattori trasformati in spazzaneve e spargisale.

 

 
TURISMO VERDE-CIA: ULTIMO CAPODANNO SENZA MARCHIO NAZIONALE

Venerdì, 30 dicembre 2016

Per le aziende agrituristiche lucane sarà questo l’ultimo Capodanno senza “marchio nazionale”. Ieri la Giunta regionale su proposta dell’assessore Braia ha approvato la delibera che introduce il marchio anche in Basilicata. Passo successivo, nei primi mesi del nuovo anno, sarà una nuova legge regionale su agriturismo e turismo rurale che aggiorni e adegui le precedenti normative piuttosto datate che risalgono al 2005 e del 2006. Ad affermarlo in una nota congiunta sono la Cia e Turismo Verde (Agenzia Agrituristica) ricordando il Marchio "Agriturismo Italia", con il quale il Ministero delle Politiche agricole ha voluto fissare i criteri di classificazione nazionale sulla base dei servizi offerti e riunire sotto un logo nazionale riconosciuto il sistema agrituristico italiano: una casa rurale, un albero e la bandiera italiana che prende le forme delle linee di un campo arato, iscritti all'interno di un girasole. Sotto, la scritta "Agriturismo Italia" e una simbologia di classificazione con piccole icone di girasoli, da uno a cinque. Spetta alle Regioni stabilire le procedure per la concessione alle aziende agrituristiche della licenza d'uso del marchio, così come provvedono ai controlli e sanzioni, e all'iscrizione nel Repertorio nazionale dell'agriturismo delle aziende a cui è stato concesso l'uso del marchio. Tutto è pronto quindi per la partenza di un marchio che molto potrà apportare al sistema agrituristico lucano in termini di chiarezza dell'offerta, riconoscibilità, garanzia di qualità.

Per il Capodanno Turismo Verde conferma il tutto esaurito sia per il cenone del 31 che per il primo dell’anno a conferma del trend positivo della scelta degli italiani di trascorrere le vacanze a diretto contatto con la terra e i suoi tesori, anche d’inverno. Premiati dalle famiglie e da gruppi di amici soprattutto gli agriturismi che offrono ristorazione grazie all’ambiente familiare che contraddistingue questo tipo di ospitalità”. Tutti elementi che premiano la scelta dell’agriturismo, con un aumento previsto dell’8%, il più alto dall’inizio della crisi. Complici i listini rimasti pressochè stabili con la possibilità di veri e propri «pacchetti feste», ma anche la voglia di respirare aria «buona e pulita”. I clienti delle feste sono sensibili al buon cibo genuino, alla natura, alla sostenibilità e alla qualità. “

Per quanto riguarda il marchio "Agriturismo Italia" – riferisce Paolo Carbone Turismo Verde-Cia - tutti i titolari di agriturismi sono d'accordo sul fatto che un marchio per il settore nel suo complesso, con garanzia istituzionale a monte, sembra in grado di dare sensazioni di certificazione e garanzia, l'idea di luoghi controllati e affidabili. Anche la suddivisione degli agriturismi in categorie è, secondo molti, opportuna in quanto può aiutare a scegliere e dare una garanzia ulteriore. Su questo punto, la chiave di volta del problema è nei criteri di attribuzione dei girasoli e nella accurata comunicazione di questo significato ad operatori e a consumatori per fare in modo che i girasoli siano legati a una maggior ricchezza di proposte, offerte, servizi e attività.

 

 
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