Benvenuto in CIA Basilicata
A GRASSANO INCONTRO TECNICO SULLA DIFESA DELLA COLTURA DELL’OLIVO

Martedì. 25 luglio 2017

Un incontro tecnico sulla difesa della coltura dell’olivo è stato organizzato a Grassano (Palazzo Materi) per giovedì 27 luglio prossimo (ore 17) dall’Alsia, dal Comune di Grassano e dall’associazione Oprol-Cia. Nell’incontro - che affronterà temi specifici sui metodi di controllo della mosca delle olive – saranno presentate le attività dell’Alsia in corso e le innovazioni tecnologiche che la ricerca rende disponibili permettendo di ottimizzare la gestione dell’oliveto con tecniche di agricoltura di precisione. Saranno presentati anche gli aggiornamenti dei disciplinari regionali di produzione integrata per la coltura dell’olivo insieme agli ultimi preparati insetticidi registrati recentemente dalla DOW AgroSciences sulla coltura dell’olivo.

Un incontro – sottolinea una nota di Oprol-Cia – particolarmente attuale per fare il punto con i produttori olivicoli dell’andamento vegetativo. La situazione climatica preoccupa sia per la siccità che per le previsioni di piogge improvvise e abbandonanti con il pericolo della diffusione della mosca delle olive. Si deve perciò intervenire con il supporto dei tecnici per salvaguardare quantità e qualità delle nostre olive più pregiate come quelle della Collina Materana.

Sono previsti interventi del sindaco di Grassano Filippo Luberto, del presidente Oprol Rocco Pace, di Ermanno Pennacchio dell’Ufficio Fitosanitario del Dipartimento Agricoltura, del tecnico Oprol Rocco Nigro, dei tecnici Alsia Arturo Caponero, Giovanni Lacertosa e Pasquale Grieco, di Giampaolo Destefani (Dow AgroSciences).

 

 
Difesa sostenibile dell’olivo: attività ed innovazioni

Venerdì, 21 luglio 2017

 
CIA: A POTENZA PRESIDENTE SCANAVINO PRESENTA ORGANIZZAZIONE INTERPROFESSIONALE CARNE BOVINA ITALIANA

Lunedì, 17 luglio 2017

L’Organizzazione Interprofessionale (OI) della carne bovina italiana che segna la più grande realtà di filiera della carne è stata presentata dal presidente nazionale della Cia Dino Scanavino in un’assemblea che si è tenuta a Potenza con la presenza di dirigenti della Cia di Basilicata, Calabria, Campania e Puglia. Gli obiettivi dell’iniziativa, in sintesi: delineare una strategia nazionale condivisa; facilitare le relazioni economiche tra i diversi attori della filiera; favorire la creazione di valore e la sua equa distribuzione lungo la filiera; svolgere varie azioni per la trasparenza del mercato, la sua qualificazione, la promozione al consumo interno ed esterno, la committenza organizzata con il mondo della ricerca. Per dare valore alla organizzazione interprofessionale a Potenza si è parlato anche del progetto di filiera zootecnica italiana che sarà presentato al Ministero nei prossimi mesi con il contributo fondamentale della Siciliani SpA la più importante azienda della industria di macellazione del sud-Italia”

“Il settore della carne bovina – ha evidenziato il presidente Scanavino - è strategico per il nostro Paese, con oltre un terzo dei 10 miliardi di fatturato complessivo del settore e garantisce lavoro a più di 80 mila addetti. Il comparto è in difficoltà per la forte contrazione della domanda, negli ultimi dieci anni ha registrato un crollo pro capite superiore al 30%, anche in presenza di persistenti campagne mediatiche che alimentano una moda anti-carne. La nostra “OI” -ha continuato- rappresenta un deciso salto di qualità rispetto alle esperienze abbozzate nel passato, con una visione strategica ed una cultura economica nuova, adeguata alle sfide del mercato attuale ed alle mutevoli esigenze dei consumatori. Ci vogliono politiche di accompagnamento. Noi – ha aggiunto il presidente della Cia - facciamo la parte degli imprenditori ma se il progetto diventa di interesse nazionale e territoriale e se la politica ci dà una mano è più facile raggiungere l’obiettivo. Da parte nostra abbiamo presentato un progetto di filiera al Ministero per l’avvio di questo percorso finalizzato alla produzione del vitello italiano da carne. Siamo in attesa che i bandi si aprano per potere presentare un progetto che prevede anche un intervento sulle strutture che valorizzi il lavoro di tutti i produttori agricoli della filiera, cosa che accade sempre più raramente”.

Tante le attese ed aspettative anche al Sud. L’economia delle aree interne e montane – hanno sottolineato i dirigenti della Cia delle regioni meridionali - si basa prevalentemente sul comparto agrozootecnico. La creazione di una filiera italiana della zootecnia da carne, ma anche di altri comparti, capace di fornire maggiori garanzie al consumatore e capace di garantire contestualmente una più dignitosa redditività alle aziende consentirebbe anche di continuare a presidiare territori ad alto rischio di spopolamento. In particolare l’attenzione è rivolta allo strumento dell’etichetta necessario per la trasparenza e la tracciabilità degli alimenti, ribadendo però come servano seri piani di filiera per una vera tutela e valorizzazione del Made in Italy. Occorre pertanto insistere sulla qualità, i controlli sull’intera filiera allevamenti-mattatoi-macellerie-aziende di trasformazione-supermercati”.

 
CIA: QUOTAZIONI BASSE PER NETTARINE, ALBICOCCHE E PESCHE

Mercoledì, 12 luglio 2017

Dalle prime settimane di avvio della campagna restano sempre giù i prezzi di nettarine, albicocche e pesche, solo in parte spiegabile con una abbondante offerta sui mercati di prodotti esteri e nazionali, a causa del caldo anticipato e prolungato che ha portato la frutta a maturare contemporaneamente in tanti areali produttivi europei. E’ quanto sottolinea la Cia del Materano facendo riferimento ai dati più aggiornati di fonte Ismea che registrano sul mercato di Matera quotazioni di 0,40 centesimi/kg per le nettarine di polpa bianca, 0,35 cents/kg per le nettarine di polpa gialla e 0,30 cents/kg per le pesche; sui mercati del Metapontino solo le nettarine bio spuntano quotazioni più interessanti che raggiungono lo 0,60 cents/kg e le albicocche 0,42 cents/kg. Inoltre da poco è iniziata la commercializzazione dell’uva da tavola Vittoria prodotta nel Metapontino e particolarmente richiesta dai mercati per ora con quotazioni di 0,70-0,80 cents/kg.

La caduta dei prezzi della frutta estiva che è l’altra faccia della siccità record che pure continua a preoccupare i nostri produttori – sottolinea la Cia - è evidentissimo rispetto alle annate precedenti per le albicocche ma consistenti anche per le pesche. Un vero peccato vista l'ottima qualità dei prodotti del Metapontino, il caldo torrido e la crescente voglia di consumare frutta fresca di stagione che, dai primi dati, farebbero aumentare le vendite della frutta di stagione, la più indicata per vincere l’opprimente calura, tra il 7 e il 10% - osserva la Cia - che però non riesce a 'fare il paio' con una offerta ancora sovrabbondante".

"Noi di Cia - Agricoltori Italiani proponiamo da anni gli strumenti che consentirebbero di evitare o mitigare queste situazioni ricorrenti di crisi, hanno nomi ormai noti: la programmazione delle produzioni frutticole, la condivisione della programmazione e delle strategie commerciali, l'attivazione perlomeno a livello sperimentale dei fondi mutualistici o delle polizze ricavi. Serve poi un organismo interprofessionale che fissi regole per la produzione, commercializzazione e la vendita - prosegue la nota della Cia - nell'ottica di costruire le condizioni per una più equa ripartizione del reddito lungo la catena alimentare. Tutte cose da fare ma per le quali non si è però mai trovata comunità d'intenti".

 
CIA: DARE PIU’ VALORE ALLA MONTAGNA

Lunedì, 10 luglio 2017

"La montagna lucana con 24mila ha di seminativi, 15mila di colture legnose, 16,5mila di prati-pascolo e 17,7mila di colture boschive, può rappresentare una grande opportunità economica per tutti quei territori considerati periferici, ma c'è bisogno di investimenti per permettere alle popolazioni locali di vivere e fare reddito ed evitare l'abbandono di questi territori. Per questo, è necessario puntare sullo sviluppo delle attività economiche e fra queste l'agricoltura è uno dei settori sicuramente trainanti". A sottolinearlo è la Cia di Basilicata evidenziando che soprattutto nella stagione estiva la montagna acquista maggiore attenzione diventando attrattore di turismo e di buon vivere. Di qui la necessità di dare alla montagna il giusto valore e individuare gli interventi più adatti per questo obiettivo. Servono politiche integrate, per dare risposte sui servizi per i quali non possono valere le stesse regole di economicità che devono essere rispettate in città. L'agricoltura in queste aree è un'attività primaria e deve essere integrata in un sistema socio-economico che comprenda trasporti, sanità e sociale, per permettere di vivere alle comunità locali. Lo sviluppo dei servizi e delle infrastrutture, però -aggiunge la Cia - devono venire dai fondi comunitari, ma ovviamente non può essere il piano di sviluppo rurale la prima fonte di finanziamento per investire sui servizi.

L’agricoltura è, per definizione, settore produttivo diffuso nello spazio rurale. Questa peculiarità obbliga ad una attenzione particolare per la erogazione di servizi alle persone ed alle imprese. È auspicabile pertanto il rafforzamento delle infrastrutture civili, sociali e di servizio alle imprese per favorire un equilibrato sviluppo delle aree rurali: welfare locale, servizi civili e sanitari, infrastrutture di comunicazione informatica e per la mobilità delle merci e delle persone. È altresì necessario il rafforzamento della macchina amministrativa per ottenere il duplice risultato di migliori servizi a fronte di una più equa e sostenibile gestione dei tributi, tariffe e fiscalità di carattere locale

Inoltre per la Cia l’erosione della superficie agricola utilizzata è costante ed irreversibile e non può non suscitare allarme e preoccupazione. Solo nelle aree montane ci sono 7,5mila ettari non utilizzati. Occorre porre un freno ad un uso dissennato e confuso del suolo agrario soprattutto determinato dalle azioni non programmate delle opere di urbanizzazione, in particolare per centri commerciali e capannoni industriali. Occorre arrestare questo fenomeno con una gestione accorta degli insediamenti, recuperando una enorme cubatura abitativa, industriale e per servizi da tempo inutilizzata. Occorre preservare l’agricoltura, il peculiare ed inconfondibile paesaggio agrario, oggi più che mai identificabile con il bene ambientale di tutto il Paese. Infine occorre porre attenzione alla capacità di gestione dei terreni demaniali, a vario titolo in possesso degli Enti Locali, ma anche quelli a proprietà collettiva o gestiti in uso collettivo, affinchè con ciò si contribuisca ad una più adeguata gestione del territorio, dello spazio rurale ed al miglioramento del reddito delle imprese agricole.

Secondo la Cia, inoltre, non mancano le problematiche, come un eccesso di vincoli e di burocrazia, che sta spingendo il settore alla marginalità economica. Per questo occorre un piano nazionale di sviluppo dell'impresa boschiva, una strategia di valorizzazione della selvicoltura e dell'impresa, fondata su incentivi, agevolazioni fiscali (a partire dall'Iva sui combustibili legnosi), incentivi all'occupazione come mezzo di contrasto al lavoro nero. E poi semplificazione e sburocratizzazione.

 

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 58
Min Max
Gio. nuvoloso 14 25
Ven. quasi sereno 15 30
Sab. quasi nuvoloso 17 32
Scegli la città

Chi è online

 4 visitatori online