Benvenuto in CIA Basilicata
AGRICOLTURA: Gli agricoltori hanno “reputazione” più alta

Sabato, 21 ottobre 2017

Gli agricoltori conquistano il terzo posto nei giudizi sulle professioni che suscitano maggiore fiducia tra gli italiani. L'impresa agricola e gli imprenditori del settore, con il 19,8% di gradimento, sono al terzo posto preceduti soltanto dalle forze dell'ordine (48% delle risposte) e dal volontariato (42,5%). Il dato emerge da una ricerca condotta dal Censis , secondo la quale nel corso degli anni è cambiata la percezione che gli italiani hanno dell'agricoltura e oggi il 78,9% dei cittadini dichiara di avere un'opinione altamente positiva sulla professione degli agricoltori. La ricerca sottolinea che l'agricoltura oggi ottiene pieno riconoscimento sociale per effetto della scelta strategica di mettere al centro della propria azione le aspettative dei consumatori, tenendo in conto del complesso delle implicazioni sociali, ambientali e di valori legate alla professione.

Per la Cia e l’Agia Basilicata, ad una settimana dall’iniziativa di Tricarico, la “rinascita” a tutto tondo del settore agricolo, oltreché a livello identitario, prende forma anche nella sua potenzialità di proporsi come forza propulsiva in grado di trainare l’economia italiana fuori dallo stallo della crisi e al tempo stesso di rappresentare una valida opportunità di futuro dei giovani.

“Il cambio di marcia è possibile – commenta Nicola Serio, presidente Cia Basilicata – in quanto oggi più che in passato il territorio è diventato un luogo dove si consolidano multifunzionalità e multidimensionalità delle attività economiche, attraverso l’intreccio tra soggetti e processi sociali, culturali e produttivi dalle origini anche lontane. Di qui prende spunto il progetto economico della CIA in Basilicata, attraverso la crescita dell’associazionismo. Puntiamo in sostanza a recuperare a valore la forza identitaria delle nostre comunità rurali che sono depositarie di cultura, storia, tradizioni, custodi di saperi, professionalità. Favorire lo sviluppo locale – continu – è la nostra missione”.

Le altre indicazioni del Censis: ai titolari delle aziende agricole importa la semplificazione degli adempimenti burocratici in capo alle aziende (49%); l’abbattimento del carico fiscale (22,8%); la tutela del Made in Italy (12,1%); il sostegno economico all’avvio dell’attività di impresa da parte dei giovani (8,3%); la promozione di accordi quadro e di filiera (4,5%) e il supporto all’innovazione e all’internazionalizzazione del settore (3,2%).

Il rispetto della natura e del paesaggio, il modello di nutrizione fondato sulla dieta mediterranea e sulla salute dei consumatori, l’inimitabile ed immenso patrimonio storico fin nei borghi più piccoli appartengono al cuore della identità italiana e costituiscono un importante vantaggio strategico nella competizione globale per l’intero sistema Paese.

Sempre più tutte le comunità, non solo italiane, devono presidiare con grande attenzione i propri equilibri attraverso filiere e reti “a maglie strette” in cui l’afflusso delle grandi derrate alimentari e la presenza dei grandi mercati sia integrato con produzioni (alimentari e non) coerenti con la vocazione, l’identità e la gestione organizzata del territorio, la possibilità di usufruire dei suoi paesaggi, della sua storia, delle sue acque, delle sue strade, delle sue attrazioni, delle sue energie.

Il processo di cambiamento richiede, tuttavia, che la società nel suo insieme riconosca il valore del carattere multifunzionale dell’agricoltura e della silvicoltura che, oltre ad assicurare la produzione di alimenti, svolga un ruolo cruciale nella produzione di beni di pubblica utilità, come l’affermazione e la salvaguardia della qualità dei paesaggi, il mantenimento della biodiversità, la stabilità del clima e la capacità di mitigare disastri naturali quali inondazioni, siccità e incendi.

 

Per i giovani che intendono lavorare in azienda, nei campi o in stalla – dice Rudy Marranchelli presidente Agia – l’indagine Censis equivale ad un’iniezione di fiducia e di ottimismo. Per troppo tempo siamo stati considerati i contadini poveri ultimi della classe. Invece come abbiamo dimostrato a Tricarico abbiamo competenze e professionalità in grado di innovare i sistemi di produzione e persino di far arrivare i nostri prodotti in mercati esteri. Se dunque iscriversi ad Agraria è trendy, imparare un mestiere legato alla terra una scommessa. Che sempre più giovani dimostrano di voler sostenere, attratti dalla possibilità di trasformarla in una seria e duratura opportunità di lavoro. Posto che alle tradizionali professioni – una ventina quelle «codificate», dall’agricoltore in senso lato, al fitoiatra, fino allo zoonomo – negli ultimi anni si stanno affiancando nuove attività altamente specialistiche. Che comunque dopo una formazione di base richiedono la frequenza di master, stage o scuole di specializzazione.

Fatto sta che l’agricoltura e la zootecnia, con tutte le sue declinazioni multifunzionali caldeggiate anche dalla Politica agricola comune, hanno aperto le porte a decine di nuove attività. Con almeno 5mila partite Iva negli ultimi tre anni, secondo le rilevazioni dell’Agia, l’associazione giovani agricoltori della Cia. Dall’architetto del verde, al consulente enogastronomico, dallo stilista ecosostenibile con fibre agricole, al professore di tartufo, l’elenco dei nuovi mestieri «green» si allunga quasi a vista d’occhio.

“Per riuscire a fare impresa oggi in ambito rurale -sottolinea Marranchelli- ci vuole una cultura imprenditoriale diversa, capace di assumersi dei rischi, di lavorare in rete, di cogliere le opportunità che oggi offrono il web e la dimensione del mercato internazionale. Il settore agricolo da sistema chiuso deve diventare sistema aperto sfruttando al massimo la caratteristica insita nell’attività agricola, ovvero la tensione allo sperimentare, all’innovazione. Lavorare in rete offre moltissimi stimoli in questo senso: la costituzione di Partenariati Europei per l’Innovazione, la formazione di Reti di impresa per cogliere nuovi fondi, la propensione all’internalizzazione esplorando mercati nuovi sono elementi fondamentali per la valorizzazione del settore agricolo locale oggi. Ai giovani imprenditori agricoli lucani l’opportunità di cogliere ora la sfida del Psr 2014-2020”.

 
Bullismo e Cyberbullismo: da oggi giornate a Policoro con studenti

Martedì, 17 ottobre 2017

Da oggi sino a venerdì 19 ottobre l'associazione OrtoSociale, insieme alla CIA e l'AGIA di Basilicata e con il contributo della Presidenza del Consiglio Regionale, saranno a Policoro per parlare di Bullismo e Cyberbullismo con i ragazzi dell'Istituto Giovanni Paolo II –Policoro. Le giornate si caratterizzano con lo slogan: “ un albero a scuola per dire NO AL BULLISMO”. Con la psicologa Antonella Magno e piantare un albero di ulivo insieme alla biologa Denise Manolio nel cortile dell'Istituto Giovanni Paolo II. Presenti durante le giornate anche Rudy Marranchelli - Presidente AGIA Basilicata; Nicola Serio Presidente CIA Basilicata; Teresa Carretta - Consigliere Comunale con delega all'Istruzione; Maria Carmela Stigliano - Dirigente I.C. Giovanni Paolo II.

L’iniziativa, rivolta alle classi delle scuole primarie, nasce al fine di sviluppare e stimolare “azioni didattiche” innovative, orientate a prevenire il fenomeno del bullismo mediante percorsi educativi finalizzati al miglioramento della stima di sé e degli altri e allo sviluppo di un comportamento responsabile, cosciente e consapevole anche in un ambiente scolastico non tradizionale “il giardino”. Sviluppare negli studenti capacità critiche sulle dinamiche di gruppo e sulla diffusione del senso di appartenenza ad una comunità.

Perchè piantare un Albero ? Coltivare – sottolineano CIA ed AGIA - è il gesto più antico, forse il primo che ha consentito di parlare di civiltà. Piantare e custodire un albero a scuola è coltivare prima di tutto dei saperi. Saperi che hanno a che fare con i gesti, con un apprendimento esperienziale che le generazioni più giovani non sempre hanno modo di sperimentare. Coltivare a scuola è un modo per imparare. Imparare a conoscere il proprio territorio, il funzionamento di una comunità, l'importanza dei beni collettivi e dei saperi altrui. “Imparare facendo”, sviluppare la manualità e il rapporto reale e pratico con gli elementi naturali e ambientali, sviluppare il concetto del “prendersi cura di”, imparare ad aspettare, cogliere il concetto di diversità, lavorare in gruppo, questi gli obiettivi che si vogliono raggiungere perché a scuola si coltiva il futuro.

 
AGIA-CIA: DA TRICARICO SI RILANCIA LA SFIDA ALLA RASSEGNAZIONE

Lunedì, 16 ottobre 2017  

A 40 anni dalla storica manifestazione nazionale della Costituente contadina a Borgo Taccone-Irsina i giovani agricoltori della Cia hanno rilanciato la sfida alla rassegnazione con un evento nazionale che ha visto protagonisti giovani imprenditori agricoli provenienti, oltre che dalla Basilicata, da Toscana, Emilia, Calabria, Sicilia, Lombardia e Veneto per dimostrare che con una visione moderna della ruralità c’è futuro per i giovani che vogliono lavorare la terra. E’ stato il Ministro alla Coesione Territoriale e Mezzogiorno Claudio De Vincenti, in un video messaggio, a riconoscere che “quei ragazzi che nel 1977 arrivarono da tutt’Italia a Borgo Taccone hanno avuto la vista lunga. Avevano ragione loro – ha detto il Ministro – e devo riconoscere che anch’io come tanti economisti all’epoca pensavo solo all’industrializzazione del Paese”. Con il riconoscimento e il plauso all’iniziativa di Agia e Cia, il Ministro ha ricordato i provvedimenti più importanti contenuti nella Legge di Bilancio come Resto al Sud e la Banca della Terra, “misure che – ha annunciato – insieme a quella della riduzione contributiva per le nuove assunzioni saranno operativi da novembre. Vogliamo dare terra e capitale ai giovani che intendono scommettere il proprio destino in agricoltura e scommettere sul loro protagonismo sociale e civile”.

Gli imprenditori dell’Agia a dimostrazione che l’evento di Tricarico non ha nulla di nostalgico hanno fatto le cose sul serio insediando quattro tavoli di lavoro su temi centrali per il ricambio generazionale in agricoltura: terra e suolo (coordinatore il toscano Valentino Berni); legislazione, lavoro, credito (coordinato dall’emiliano Stefano Francia); innovazione, formazione e consulenza (coordinato dal calabrese Emanuele Milone); nuove frontiere dello sviluppo rurale (Salvatore Borruto, Calabria). Dalle riflessioni e gli approfondimenti dei quattro tavoli e dal dibattito con i protagonisti di Taccone 1977 (sen. Angelo Ziccardi, Paolo Carbone,  Armando Tita testimonial) arricchito da interventi di assessori regionali (Luca Braia, Roberto Cifarelli), esperti, tecnici, dirigenti Cia sarà lanciato il Manifesto di Tricarico che ha un filo rosso con la Carta di Irsina.

Quarant’anni fa – è stato sottolineato -  i giovani si riunirono per discutere, confrontarsi, studiare, e anche divertirsi, socializzando esperienze e passioni. Erano animati dalla convinzione che l’Agricoltura avesse un futuro, e che il loro futuro fosse nella riscoperta della ruralità. In quarant’anni sono cambiate molte cose: è cambiato il Mondo. La riprova – ha sottolineato Nicola Serio, presidente Cia Basilicata - è la concomitanza dei 7 Grandi a Bergamo che – ha detto – non riescono a dare risposte ai due grandi problemi del Pianeta: la fame e lo spreco alimentare. Per noi l’obiettivo resta produrre in modo sostenibile e con equità, generando benessere per chi produce e per chi si alimenta, e dare una speranza a chi ancora non ha accesso al cibo.

Da Bergamo dove Maria Pirrone, presidente nazionale Agia ha partecipato al G7, a Tricarico il “pallino” torna nelle mani dei giovani. Ogni impresa agricola – aggiungono i dirigenti dell’Agia Pirrone e Rudy Marranchelli  - custodisce due anime: una è romantica e, nella mente delle persone, alimenta l’idea del bello, della serenità, del gusto, della bontà, del cibo giusto e sufficiente; la seconda è arida e fa tribolare gli agricoltori; è quella che rimette i piedi per terra e ci fa scontrare con la realtà.  Quella realtà che secondo le ultimi indagini vede un giovane su due avere paura del suo futuro e di non conoscere lo stesso livello di benessere del padre e della madre.

Ma – è stato detto – l’agricoltura non è più solo un “affare di famiglia”. Se un tempo in campagna ci si nasceva e il mestiere si ereditava dai genitori, oggi cresce sempre di più il numero di chi sceglie la vita dei campi, pur provenendo da esperienze e formazioni diverse. E fanno bene -evidenzia l’Agia Cia- perché l’agricoltura si sta dimostrando vitale e “anticiclica” dal punto di vista occupazionale, anche se i numeri del “turn over” generazionale nei campi sono ancora bassi, con gli “under 40” che rappresentano solo il 9,9 per cento del comparto e gli “under 30” che si fermano addirittura al 2,1 per cento.

Per Donato Distefano, direttore regionale della Cia, l’incontro di Tricarico rafforza il ruolo di rappresentanza del mondo agricolo svolto dalla Cia che si avvia alla stagione congressuale per adeguare la propria organizzazione ai compiti da svolgere. Altre organizzazioni-movimenti preferiscono parlare alla “pancia” degli agricoltori, cavalcando il diffuso malessere, noi invece alla testa, per costruire le condizioni e le opportunità per superare le emergenze e problematiche. Il ricambio generazionale è per noi una priorità. E lo vogliamo sostenere con il protagonismo dei ragazzi e delle ragazze.

 
La spesa in campagna - 10 e 11 ottobre

Lunedì, 9 ottobre 2017

 
AGIA-CIA: CONVEGNO A 40 ANNI DALLA COSTITUENTE CONTADINA DI BORGO TACCONE-IRSINA

Lunedì, 9 ottobre 2017

Rincontrarsi quaranta anni dopo la storica manifestazione nazionale della Costituente contadina su “Occupazione giovanile e sviluppo dell’agricoltura” quando alcune migliaia di ragazze e ragazzi, provenienti da ogni parte d’Italia, si incontrarono per una settimana nel Borgo Taccone nel comune di Irsina (14-16 ottobre 1977), per rilanciare la sfida sulle questioni di ieri e di oggi del Mezzogiorno: le aree interne, l’emigrazione, l’agricoltura, l’innovazione, il lavoro giovanile, la migliore valorizzazione delle risorse endogene. E’ questo il significato del Convegno di Studio che l’Associazione Giovani Imprenditori Agricoli e la Confederazione Italiana degli Agricoltori, organizzano a Tricarico il 13 e 14 ottobre prossimi a Tricarico.

Quarant’anni fa – evidenziano Agia e Cia Basilicata - i giovani si riunirono per discutere, confrontarsi, studiare, e anche divertirsi, socializzando esperienze e passioni. Erano animati dalla convinzione che l’Agricoltura avesse un futuro, e che il loro futuro fosse nella riscoperta della ruralità. Quarant’anni fa le sensibilità ambientaliste erano agli albori e l’ecologia, ancora troppo tenue, era sottovalutata e ignorata dai produttori di opinioni e dai registi della comunicazione di massa. Quell’evento s’inseriva in un fenomeno non solo nazionale ma che in Italia ha avuto una sua consistenza e specificità: la nascita e lo sviluppo di cooperative giovanili. Si trattava di una modalità sperimentata dalle nuove generazioni per “creare lavoro” in diversi settori, dall’agricoltura all’artigianato, dai servizi sociali e sanitari a quelli connessi con aspetti culturali, ambientali e per il tempo libero, fino ai servizi alle imprese nel campo della progettazione, dell’informatica e dell’assistenza tecnica. Furono costituite 1.248 cooperative giovanili con circa 16 mila soci.

In quarant’anni sono cambiate molte cose: è cambiato il Mondo. La riprova – sottolinea Agia e Cia - è la concomitanza dei 7 Grandi che il 14 e 15 ottobre si incontrano a Bergamo per discutere di Politiche agricole a livello planetario. Gli argomenti sul tavolo della due giorni saranno la tutela del reddito dei produttori di fronte alle crisi di mercato o legate alle calamità naturali e ai cambiamenti climatici, ed il ruolo della cooperazione agricola nella gestione delle migrazioni. Le crisi di settore che stiamo vivendo non sono più dovute solo al mercato ma anche ai fenomeni naturali, come i terremoti, e i cambiamenti climatici. Questo impone una riflessione e spinge i Governi ad agire da subito per fornire strumenti concreti agli agricoltori e tutelare il loro reddito in tutto il mondo. È il momento delle risposte. Basti pensare anche ad un’altra grande questione globale, quella delle migrazioni, che saranno al centro anche della giornata mondiale dell’alimentazione della Fao di quest’anno in programma lunedì 16 ottobre a Roma e alla quale parteciperà Papa Francesco.

Da Bergamo a Tricarico il “pallino” torna nelle mani dei giovani che nel 1977 si incontrarono a Taccone ed hanno fatto la loro parte e onorato l’impegno assunto in quelle giornate. Riprendere i pensieri e gli ideali di Taccone 77 può significare affidare ai giovani di oggi la speranza nel proprio futuro.

Il Convegno di Tricarico – continuano Agia e Cia - è impegnato ad analizzare queste tematiche sviluppando una riflessione storica sul ritardo accumulato, proponendosi di elaborare risposte adeguate in funzione delle nuove politiche agricole e giovanili. Quaranta Anni fa – conclude la nota - sfidavamo le opinioni dominanti che pretendevano di relegare a fenomeni marginali e residuali l’Agricoltura ed il Mondo rurale. Secondo gli apologeti del fordismo il futuro apparteneva all’industria.

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 3 di 64
Min Max
Ven. molto nuvoloso pioggia 8 9
Sab. molto nuvoloso pioggia 3 9
Dom. nuvoloso -0 4
Scegli la città

Chi è online

 21 visitatori online