Benvenuto in CIA Basilicata
PRESIDENTE CIA POTENZA A SIMPOSIO PARLAMENTO EUROPEO SU LOTTA INTEGRATA IN AGRICOLTURA

Si è svolto al Parlamento europeo il 6^ Simposio sulla lotta integrata in agricoltura, promosso da Pan Europe (ong che promuove l’uso razionale dei pesticidi), IBMA (associazione internazionale dell’industria dei produttori di metodi alternativi di protezione delle piante) e IOBC, (organizzazione internazionale per la ricerca di metodi di protezione sostenibili). L'edizione del 2018 si è focalizzata sul settore dei seminativi. Nel corso dell’evento sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni europee, del mondo della ricerca e produttori agricoli per discutere in merito agli ultimi progressi in termini di maggiore sostenibilità nell’attività agricola. All’incontro è intervenuto anche Leonardo Moscaritolo produttore di cereali della Basilicata, Presidente Cia - Potenza, per presentare la propria esperienza aziendale. L’intervento si è focalizzato sulle tecniche della falsa semina e semina con seminatrici innovative, che garantiscono un sesto d’impianto reticolato con buoni risultati sulla diminuzione dell’uso di diserbanti. E' stato inoltre evidenziato che sostenibilità economica e ambientale possono crescere insieme, l'introduzione nel ciclo colturale dell'orzo distico con conseguente passaggio da un ciclo di rotazione di 3 a 5 anni è un esempio.

Tutti  - ha detto - dobbiamo essere impegnati nel delicato compito di salvaguardare l'ambiente, garantire la sostenibilità aziendale e fare nostri tutti i vantaggi che la scienza e la ricerca ci mettono a disposizione.

 
Infantino, il cantore della tradizione popolare

l'ultima esibizione di Antonio Infantino a Tricarico per evento Cia-AgiaCon Antonio Infantino scompare il cantore della tradizione musicale popolare contadina. Il nostro impegno è che si tramandi specie alle giovani generazioni. Lo sottolineano la Cia e l’Agia della Basilicata ricordando l’ultima esibizione di Infantino a Tricarico il 13 ottobre 2017 accogliendo l’invito di Cia e Agia in occasione dell’evento dedicato ai 40 anni dalla costituente contadina di Borgo Taccone. Prima del concerto l’artista ha parlato ai giovani arrivati a Tricarico da tutt’Italia per affidare loro un messaggio di impegno culturale, sociale e civico a credere nella terra interrompendo la fuga verso le città.La musica di tradizione orale, da sempre, rappresenta uno snodo centrale e imprescindibile per la comprensione, tutela e valorizzazione della cultura del mondo contadino come per sostenerne l’identità e il rinnovamento. E’, peraltro, l’obiettivo centrale dell’Associazione Basilicata Rurale, promossa dalla Cia-Agricoltori.  L’Associazione Basilicata Rurale ritiene utile continuare il lavoro che ha visto Ernesto De Martino pioniere per approfondire, preservare e innovare – in modo giusto e corretto – radici e sonorità della musica popolare lucana. Principi e finalità che sono alla base dell’idea di lanciare un “progetto” da Tricarico, patria del maestro Antonio Infantino e dei Tarantolati.  La rivoluzionaria e significativa esperienza nella musica italiana realizzata – quasi mezzo secolo fa – dal maestro Infantino ha coinvolto centinaia persone in italia e nel mondo sui temi trattati dal gruppo dei Tarantolati di Tricarico, ricercati nel patrimonio millenario di questa terra che fu sede della scuola orfico-pitagorica. Nella tradizione del tarantismo si ritrovavano le conoscenze cosmiche e i rituali appartenenti alla cultura millenaria dei popoli del mediterraneo. Una storie di riscoperta, che si traduce nei suoni e nei ritmi della taranta, antichi e modernissimi che furono alla base del lavoro di studioso e artista del maestro e guru Antonio Infantino, che negli anni ’60 faceva parte dei grandi nomi della musica popolare italiana, riuniti nello spettacolo “Ci ragiono e canto” da Dario Fo. I Tarantolati di Tricarico, fondato da Antonio Infantino, non furono un gruppo musicale qualsiasi ma un movimento culturale e musicale che, nel corso degli anni, ha portato sui palcoscenici e nelle piazze del mondo centinaia di musicisti – noti e meno noti, di tutte le età – a interpretare, rivivere, danzare il mondo interiore della taranta. il morso del ragno. Il ciclo della vita e della morte, la catarsi e la levitazione: ruotando e facendo esplodere, ritmicamente, freneticamente, suono, colore, armonia.Noi – concludono Cia e Agia – vogliamo proseguire l’impegno di Infantino.

 
La tradizione contadina e popolare del Falò di S. Antonio Abate

Giovedì, 18 gennaio 2018

La tradizione contadina e popolare del Falò di S. Antonio Abate è molto diffusa in tutta la Basilicata. Il grande fuoco che riscalda la serata è un rito antico di buon auspicio, acceso per propiziare i raccolti delle campagne e riproposto anche in chiave più moderna come momento d'incontro allegro e beneaugurante aperto a tutti. A sottolinearlo è l’Associazione Basilicata Rurale-Cia secondo cui le radici di una popolazione debbono essere sempre coltivate e mantenute vive, perché non inaridiscano, perché non ci si dimentichi della cultura e delle tradizioni. Questo e tante altre motivazioni sono la spinta con cui si svolgono i riti ogni anno in questa ricorrenza in onore di S. Antonio Abate protettore degli animali e del focolare domestico, tesori inestimabili per la nostra gente che, in tempi ormai lontani, furono fondamentali per i lavori nella campagna e per il sostentamento delle famiglie. Riti che segnano l’inizio del Carnevale contadino che a Tricarico rinnova la tradizione più conosciuta.


La Cia già impegnata nella fase congressuale che culminerà in febbraio con l’assise nazionale intende rilanciare l’Associazione “Basilicata Rurale” che – afferma Mimmo Guaragna – è il contenitore per colmare la grave lacuna che si registra nell’associazionismo della cultura popolare contadina. Intendiamo realizzare un osservatorio sulle politiche di welfare, animazione, aggregazione e attività solidaristiche a favore delle comunità delle aree rurali; rafforzare la tutela e la valorizzazione della cultura popolare; favorire una rinnovata attenzione in particolare verso le giovani generazioni; un centro documentale e archivio storico – librario relativo alle attività del settore agricolo. Il 2018  rappresenta un anniversario importante per la CIA, i suoi primi 40 anni. Nata con il nome di Confederazione italiana coltivatori (CIC) (partendo dalla fusione di alcune organizzazioni già esistenti di rappresentanza del mondo agricolo: l'Alleanza contadini, la Federmezzadri e l'Unione Coltivatori Italiani) l’ organizzazione vanta un percorso storico-culturale di rilievo, con eventi e fatti interessanti anche in Basilicata come abbiamo voluto esprimere a Tricarico in occasione del 40ennale di Borgo Taccone. Ed è proprio la Carta di Tricarico – aggiunge Guaragna – che ci fa recuperare il nostro patrimonio storico. L'associazione Basilicata Rurale rappresenta in particolare per i giovani uno strumento capace di accompagnarci verso il mondo della rappresentanza e dell'impresa. Solo conoscendo il nostro passato possiamo proiettarci verso il futuro. Oltre al ruolo culturale e di "memoria" storica che riveste, l’associazione è anche un serio strumento di animazione e aggregazione, capace di approfondire tematiche e svolgere attività di sostegno alle comunità rurali. L’obiettivo è studiare quelle che sono le "nuove" agricolture, per proiettare i giovani verso un modello di Sviluppo Rurale moderno. Una vera "officina delle idee", che vanta "maestri" di rilievo, protagonisti nella nostra regione. Nell'era dell'autoriforma dell'organizzazione (che punta sulla rappresentanza diretta degli agricoltori), strumenti come Basilicata Rurale sono essenziali per costruire dal basso una solida struttura di rappresentanza capace di leggere e interpretare l’evoluzione della società, i nuovi bisogni delle imprese e dei cittadini, contribuendo allo sviluppo economico, al benessere sociale ed alla tutela del territorio e dell’ambiente. Naturalmente la capacità deve essere anche quella di "aprirsi" al territorio, con seminari, tavoli di lavoro, pubblicazioni, studi ecc. ed è su questo che oggi si sta lavorando "a ritmi accelerati", coscienti che il futuro della nostra regione può ripartire solo puntando su un'agricoltura che si apre a nuovi settori e nuovi soggetti. Noi continuiamo a sostenere che l'agricoltura lucana è bioresistente. Perché è capace di distinguersi, produrre artigianalmente e arrivare sul mercato globale; perché è capace di ridare valore ai prodotti della tradizione adeguandoli ai gusti moderni; perché un'idea di investimento privata può contagiare favorevolmente una piccola collettività; perché l'agricoltore con le sue conoscenze, date dalla convivenza continua con gli elementi della natura, è in grado di prevenire e tamponare con la sua opera quotidiana gli eventi climatici avversi; perché la nostra terra, tanto bella quanto fragile, va tutelata innanzitutto con il presidio umano.

 
Agrumi: Cia, la direzione è quella giusta, però servono più risorse subito e un vero Piano di settore

Lunedì. 15 gennaio 2018

Dal tavolo agrumi del Ministero alle Politiche Agricole sono arrivate prime risposte per il settore, non sufficienti a far fronte alla grave crisi di mercato. Così la Cia-Agricoltori Italiani. Il comparto agrumicolo lucano in particolare concentrato nel Metapontino con oltre 3.500 aziende, 5.800 ettari di produzione per arance (80-85 mila tonnellate/anno) e 2.100 ettari di clementine (24-26 mila tonnellate/anno), continua a svolgere un ruolo strategico per la Plv dell'agricoltura lucana, oltre che per l'export (specie in Germania).

Punti di debolezza del comparto - evidenzia ancora la Cia Basilicata - sono le quotazioni che restano invariate dal 2008, con poche decine di centesimi al kg sulla pianta rispetto anche ai 2-3 euro al kg per le qualità migliori e più richieste dal mercato che si registrano nella vendita al consumatore; la riduzione progressiva di aziende (-33% in un decennio) e di superficie agricola utile agrumicola (-22% in un decennio); una scarsa competitività commerciale, dovuta a costi di produzione elevati rispetto ai concorrenti esteri; la richiesta di mercato orientata sempre di più sui calibri compresi tra 1 e 4; la produzione di clementine comuni meno richieste dal mercato rispetto ad altre varietà (per intenderci quelle senza nocciolo).

 

L'unico punto di forza è la resa agrumicola, che segue una tendenza al rialzo anno dopo anno. Questo fattore - mette in guardia la Cia lucana - va comunque verificato in riferimento alle condizioni meteo e alla diffusione di fitopatie: in primo piano il virus della Tristeza (Ctv), presente nella quasi totalità delle regioni produttrici.

Le misure contingenti stabilite dal Mipaaf, come il ritiro immediato di 500 tonnellate di agrumi e il piano di comunicazione e promozione al consumo, vanno nella direzione giusta -spiega la Cia-. D’altro canto, però, non è ancora operativo il bando di distribuzione agli indigenti e, soprattutto, le risorse previste dal Fondo agrumicolo per il 2018 (ovvero 2 milioni di euro) sono limitate rispetto alle azioni necessarie per ridare competitività al settore.

L’attuale campagna agrumicola, tra le peggiori degli ultimi anni, caratterizzata da grossi quantitativi di agrumi di piccola pezzatura, non graditi dalla Grande distribuzione organizzata e pagati poco dall’industria di trasformazione, uniti ai problemi fitosanitari cronici come il virus Tristeza e alla grande siccità di quest’estate, stanno mettendo a rischio la vitalità delle aziende del territorio, soprattutto in Sicilia e in Calabria dove si producono l’80% degli agrumi italiani.

Perché -continua la Cia- servono interventi robusti ed efficaci per superare l’emergenza, trovando soluzioni anche con la parte industriale per evitare speculazioni. In prospettiva, invece, c’è bisogno di un vero Piano di settore per il rilancio dell’agrumicoltura nazionale. L’ammodernamento degli impianti produttivi, il sostegno all’aggregazione e la tutela rispetto ai rischi fitosanitari sono impegni non più rinviabili.

 

LE AZIONI PRIORITARIE DECISE AL TAVOLO MIPAAF

 

- Misure di emergenza: ritiro dal mercato di 4500 tonnellate di arance e distribuzione agli indigenti. Il Mipaaf provvederà a mettere in campo un piano aggiuntivo di ritiri di prodotti dal mercato per un totale di 4.500 tonnellate in due fasi:

• 500 tonnellate di ritiri utilizzando subito il totale plafond disponibile sulle dotazioni per il contrasto all'embargo russo;

• 4.000 tonnellate circa attraverso un bando pubblico per acquisto di arance e distribuzione agli indigenti.

Ripristino del potenziale produttivo e rinnovo varietale

Al fine di supportare una strategia di ripristino del potenziale produttivo degli agrumeti colpiti dal virus Tristeza, vanno coordinate le azioni dei produttori con il sostegno che le istituzioni possono mettere in campo. Le condizioni da assicurare per realizzare il programma di rinnovo varietale sono:

• Assicurare la disponibilità di piante indenni per realizzare il piano annuale di riconversione programmato, attraverso investimento diretto del CREA;

• realizzazione del Catasto agrumicolo nazionale: il Mipaaf si impegna a definire il catasto agrumicolo, avviandone la realizzazione già nel 2018, come condizione necessaria per garantire qualsiasi azione di programmazione produttiva orientata al mercato;

• Riconversione produttiva: avvio piano di riconversione varietale con materiale certificato esente da virus, utilizzando in maniera sinergica e integrata le risorse dei PSR e dell'OCM attraverso le organizzazioni dei produttori.

Fondo agrumicolo - 10 milioni di euro in legge di bilancio

Al fine di incentivare l'aggregazione, gli accordi di filiera, l'internazionalizzazione, la competitività e la produzione di qualità è istituto con Legge di Bilancio un Fondo agrumicolo con una dotazione di 10 milioni di euro (2 per 2018, 4 per 2019 e 2020). Nell'elaborazione del decreto attuativo previsto alla norma il Mipaaf ha iniziato a coinvolgere la filiera per un confronto operativo sugli strumenti da attivare con questo budget.

 

Export - rafforzamento azioni su dossier fitosanitari

Una voce cruciale per raggiungere l'equilibrio di mercato e una migliore remunerazione del prodotto è l'aumento dell'export e l'apertura di nuovi mercati. A tale fine è stato già stabilito un finanziamento per rafforzare il lavoro sulla presentazione dei dossier fitosanitari, che sono un elemento strategico per chiudere positivamente i negoziati con i Paesi terzi e aprire alle esportazioni di agrumi italiani.

 

Si utilizzerà anche la novità dell'Omnibus che consente alle Organizzazioni di produttori di finanziare le attività legate alla gestione dei protocolli fitosanitari attraverso i programmi operativi.

 

Promozione e azioni coordinate con GDO

Per un sostegno immediato già nelle prossime settimane il Ministero intende costruire insieme alla filiera produttiva e alla grande distribuzione organizzata un'azione straordinaria di promozione e informazione dei consumatori. Un primo stanziamento di 400mila euro è stato già previsto per il 2018 ed è immediatamente attivabile per comunicazione istituzionale sulle caratteristiche nutrizionali delle arance in collaborazione con la GDO.

 
NATALE: CIA, il trionfo dei prodotti della tradizione natalizia

Venerdì, 22 dicembre 2017

Sulle tavole di Natale e sotto l’albero i prodotti della tradizione non mancheranno. La Cia-Agricoltori Italiani ha realizzato una sezione specifica web dedicata ai prodotti della tradizione natalizia per aiutare famiglie e consumatori a scegliere. E per restare al web la Cia lucana sta provando a promuovere l’e-commerce. L'Associazione Nazionale "la Spesa in Campagna", pratica la filiera corta e la qualità degli alimenti. Il consumatore può acquistare i prodotti alimentari natalizi e per le festività con diverse modalità: 
Punto vendita in azienda: recarsi direttamente in azienda per acquistare i prodotti. Il cittadino/consumatore avrà occasione di conoscere da vicino lo stesso imprenditore, l'attività agricola, le tecniche di coltivazione e di allevamento animali, la cultura contadina, nonché di godere del paesaggio agrario circostante, delle bellezze naturali e artistiche del territorio. 
E-commerce: procedere all'acquisto on - line con la consegna a casa del prodotto scelto, sempre con la massima trasparenza sulle condizioni di vendita, di spedizione e i tempi di consegna, secondo gli standard di sicurezza garantiti dalle più avanzate tecnologie moderne. 
Mercato contadino: un'iniziativa che raccoglie piccoli produttori agricoli locali e li mette direttamente in contatto con i consumatori finali nelle piazze dei tanti comuni d'Italia. 
Bottega locale: un'aggregazione di aziende agricole del territorio che portano i propri prodotti nella bottega e che hanno scelto di gestire in maniera associata la vendita diretta. 
Le aziende che aderiscono al circuito "la Spesa in Campagna" rispettano regole precise che prevedono anche la disponibilità a sottoporsi a verifiche, che, secondo i principi del controllo partecipato, sono aperte ai rappresentanti delle associazioni dei consumatori. 
Quest’anno metti un cesto a Km zero sotto l’albero. E’ sempre l’invito della Cia: “questo natale regaliamo cesti a Km zero, così non solo faremo un pensiero di qualità ma il regalo parlerà di noi, del nostro territorio, della nostra terra”. Ed allora via con l’acquisto di prodotti a chilometro zero e di stagione rigorosamente dal contadino al consumatore. Una scelta che premia perché oltre ad avere garanzia di genuinità, tipicità e freschezza si alleggerisce anche lo scontrino. Dai formaggi, ai salumi, dalle conserve e marmellate al miele, all’olio extravergine d’oliva, tanti sono i prodotti da regalare e regalarsi per un cesto natalizio a km zero e personalizzato.

Quanto ai menu' di Natale, ostriche e frutta esotica verranno consumate con il contagocce. Mentre sara' un trionfo di prodotti e tipicita' locali: ragu', bollito, pasta fatta in casa, torte rustiche e dolci artigianali.

 
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