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CIA: QUOTAZIONI BASSE PER NETTARINE, ALBICOCCHE E PESCHE

Mercoledì, 12 luglio 2017

Dalle prime settimane di avvio della campagna restano sempre giù i prezzi di nettarine, albicocche e pesche, solo in parte spiegabile con una abbondante offerta sui mercati di prodotti esteri e nazionali, a causa del caldo anticipato e prolungato che ha portato la frutta a maturare contemporaneamente in tanti areali produttivi europei. E’ quanto sottolinea la Cia del Materano facendo riferimento ai dati più aggiornati di fonte Ismea che registrano sul mercato di Matera quotazioni di 0,40 centesimi/kg per le nettarine di polpa bianca, 0,35 cents/kg per le nettarine di polpa gialla e 0,30 cents/kg per le pesche; sui mercati del Metapontino solo le nettarine bio spuntano quotazioni più interessanti che raggiungono lo 0,60 cents/kg e le albicocche 0,42 cents/kg. Inoltre da poco è iniziata la commercializzazione dell’uva da tavola Vittoria prodotta nel Metapontino e particolarmente richiesta dai mercati per ora con quotazioni di 0,70-0,80 cents/kg.

La caduta dei prezzi della frutta estiva che è l’altra faccia della siccità record che pure continua a preoccupare i nostri produttori – sottolinea la Cia - è evidentissimo rispetto alle annate precedenti per le albicocche ma consistenti anche per le pesche. Un vero peccato vista l'ottima qualità dei prodotti del Metapontino, il caldo torrido e la crescente voglia di consumare frutta fresca di stagione che, dai primi dati, farebbero aumentare le vendite della frutta di stagione, la più indicata per vincere l’opprimente calura, tra il 7 e il 10% - osserva la Cia - che però non riesce a 'fare il paio' con una offerta ancora sovrabbondante".

"Noi di Cia - Agricoltori Italiani proponiamo da anni gli strumenti che consentirebbero di evitare o mitigare queste situazioni ricorrenti di crisi, hanno nomi ormai noti: la programmazione delle produzioni frutticole, la condivisione della programmazione e delle strategie commerciali, l'attivazione perlomeno a livello sperimentale dei fondi mutualistici o delle polizze ricavi. Serve poi un organismo interprofessionale che fissi regole per la produzione, commercializzazione e la vendita - prosegue la nota della Cia - nell'ottica di costruire le condizioni per una più equa ripartizione del reddito lungo la catena alimentare. Tutte cose da fare ma per le quali non si è però mai trovata comunità d'intenti".

 
CIA: DARE PIU’ VALORE ALLA MONTAGNA

Lunedì, 10 luglio 2017

"La montagna lucana con 24mila ha di seminativi, 15mila di colture legnose, 16,5mila di prati-pascolo e 17,7mila di colture boschive, può rappresentare una grande opportunità economica per tutti quei territori considerati periferici, ma c'è bisogno di investimenti per permettere alle popolazioni locali di vivere e fare reddito ed evitare l'abbandono di questi territori. Per questo, è necessario puntare sullo sviluppo delle attività economiche e fra queste l'agricoltura è uno dei settori sicuramente trainanti". A sottolinearlo è la Cia di Basilicata evidenziando che soprattutto nella stagione estiva la montagna acquista maggiore attenzione diventando attrattore di turismo e di buon vivere. Di qui la necessità di dare alla montagna il giusto valore e individuare gli interventi più adatti per questo obiettivo. Servono politiche integrate, per dare risposte sui servizi per i quali non possono valere le stesse regole di economicità che devono essere rispettate in città. L'agricoltura in queste aree è un'attività primaria e deve essere integrata in un sistema socio-economico che comprenda trasporti, sanità e sociale, per permettere di vivere alle comunità locali. Lo sviluppo dei servizi e delle infrastrutture, però -aggiunge la Cia - devono venire dai fondi comunitari, ma ovviamente non può essere il piano di sviluppo rurale la prima fonte di finanziamento per investire sui servizi.

L’agricoltura è, per definizione, settore produttivo diffuso nello spazio rurale. Questa peculiarità obbliga ad una attenzione particolare per la erogazione di servizi alle persone ed alle imprese. È auspicabile pertanto il rafforzamento delle infrastrutture civili, sociali e di servizio alle imprese per favorire un equilibrato sviluppo delle aree rurali: welfare locale, servizi civili e sanitari, infrastrutture di comunicazione informatica e per la mobilità delle merci e delle persone. È altresì necessario il rafforzamento della macchina amministrativa per ottenere il duplice risultato di migliori servizi a fronte di una più equa e sostenibile gestione dei tributi, tariffe e fiscalità di carattere locale

Inoltre per la Cia l’erosione della superficie agricola utilizzata è costante ed irreversibile e non può non suscitare allarme e preoccupazione. Solo nelle aree montane ci sono 7,5mila ettari non utilizzati. Occorre porre un freno ad un uso dissennato e confuso del suolo agrario soprattutto determinato dalle azioni non programmate delle opere di urbanizzazione, in particolare per centri commerciali e capannoni industriali. Occorre arrestare questo fenomeno con una gestione accorta degli insediamenti, recuperando una enorme cubatura abitativa, industriale e per servizi da tempo inutilizzata. Occorre preservare l’agricoltura, il peculiare ed inconfondibile paesaggio agrario, oggi più che mai identificabile con il bene ambientale di tutto il Paese. Infine occorre porre attenzione alla capacità di gestione dei terreni demaniali, a vario titolo in possesso degli Enti Locali, ma anche quelli a proprietà collettiva o gestiti in uso collettivo, affinchè con ciò si contribuisca ad una più adeguata gestione del territorio, dello spazio rurale ed al miglioramento del reddito delle imprese agricole.

Secondo la Cia, inoltre, non mancano le problematiche, come un eccesso di vincoli e di burocrazia, che sta spingendo il settore alla marginalità economica. Per questo occorre un piano nazionale di sviluppo dell'impresa boschiva, una strategia di valorizzazione della selvicoltura e dell'impresa, fondata su incentivi, agevolazioni fiscali (a partire dall'Iva sui combustibili legnosi), incentivi all'occupazione come mezzo di contrasto al lavoro nero. E poi semplificazione e sburocratizzazione.

 

 
BERNALDA, FESTA CONTADINA NELLA FATTORIA SPORTIVA

Giovedì, 6 luglio 2017

L’atmosfera delle feste contadine di un tempo “ricreata” a Bernalda nella Fattoria Sportiva Mastrangelo per dare avvio all'estate 2017. L’evento con tantissimo pubblico all’insegna di musica e balli “PIZZICAndo in Fattoria” con la bravissima Maria Pina Matera e il suo corpo di ballo, le melodie e i racconti popolari dei Briganti Montesi, buon cibo gustato sotto le stelle e preparato dallo Chef Domenico Radicchi, la presentazione della “mappa del gusto”, il tutto innaffiato dal vino greco bianco Margherì. Raggiunto l’obiettivo perseguito da Cia e Agia del Metapontino: unire la pratica sportiva alla vacanza in campagna, integrando la voglia o la necessità di movimento alla conoscenza del territorio e dei prodotti agroalimentari locali. E' questa la filosofia dell’Azienda Mastrangelo, in cui la campagna diventa una sorta di palestra a cielo aperto, in cui poter fare una vacanza "sportiva" immersi nei luoghi dove la cultura agroalimentare e del vivere sano è di casa, scoprendo (e assaggiando) quali sono e come si producono tutti quegli alimenti indispensabili per una dieta corretta ed equilibrata. La “Fattoria Sportiva” Mastrangelo è dotata di una pista brecciata ed omologata di 500 mt che si sviluppa su un percorso di 10 stazioni destinate agli esercizi a corpo libero e con attrezzi, inoltre la pista continua per altri 500 mt in sterrato per il cross-running. Al centro del percorso è stata allestita un’area per attività sportiva libera ed un gazebo in legno regolamentare per attività e gare di arti marziali; l’azienda è dotata, inoltre, di parcheggi auto all’aperto custoditi ed ombreggiati, di baby parking e spogliatoi con servizi igienici.

Passione, Perseveranza e Pratica, queste le 3P dei giovani agricoltori italiani. Le caratteristiche che hanno portato tante aziende di giovani imprenditori a introdurre innovazioni di successo, che cambiano la vita non solo dei loro attuatori e delle loro imprese, ma anche dei territori dove questi operano. E' questo il caso della Fattoria Sportiva, che nel Metaponto costituisce oggi una opportunità per dilettanti e professionisti di praticare sport nel verde di un'azienda biologica, con l'ausilio di personal trainer e insegnanti professionali e autoapprendimento da smartphone. La fattoria sportiva nasce infatti dalla passione di Giuseppe Mastrangelo, che a 25 anni decide di ridare vita all'azienda di famiglia sita a Bernalda , restaura la bellissima masseria del '700 dove si trasferisce da Napoli e rinnova completamente i vigneti e gli oliveti introducendo tecniche di coltivazioni biologiche. L'azienda produce olio extravergine di oliva di ottima qualità esportandolo in varie regioni d'Italia. Di recente ha introdotto, anche grazie ad un finanziamento di filiera del PSR Basilicata, la vinificazione in azienda delle sue pregiate uve "Greco Matera DOC", e imbottiglia e commercializza in proprio migliaia di bottiglie con questa denominazione con l'aggiunta della certificazione biologica.

L'esperienza di imprenditore agricolo, la vita in campagna confermano la sua idea che lo sport, l'attività fisica vuol dire benessere e che questo benessere può essere anche migliorato se praticato all'aria aperta, in un ambiente sano, dove sia possibile trovare attrezzature e trainer professionali al pari di quanto avviene nelle Associazioni Sportive cittadine.

La perseveranza di Giuseppe nell'inseguire l'idea di coniugare agricoltura e sport viene premiata quando si presenta l'occasione giusta: l'avvio della Fattoria Sportiva nasce a seguito del protocollo di intesa sottoscritto dalla FIDAL (Federazione Italiana Atletica Leggera) con la CIA e viene finanziato dal Gruppo di Azione Locale Rotondella con le risorse del PSR Basilicata 2007-2013. Il protocollo prevede l'assistenza alla progettazione e realizzazione di un percorso professionale per la corsa e non solo, un bellissimo "circuito vita", della lunghezza complessiva di 1.000 metri, con le giuste pendenze, il fondo a regola d'arte e stazioni di sosta all'interno delle quali sono presenti numerose attrezzature per eseguire tutti i principali esercizi fisici dallo stretching al potenziamento. Presso ciascuna postazione è stato istallato un cartello con il QR code che permette all'utilizzatore, attraverso uno smartphone, di vedere l'esercizio eseguito a regola d'arte da istruttori FIDAL. Oltre al percorso FIDAL Giuseppe presenta un progetto per la realizzazione di uno spazio coperto per praticare altri sport e le arti marziali come il karate, di cui è istruttore federale. Con l'ausilio di un architetto progetta e realizza una bellissima Pagoda con tecniche di bio-architettura e tutti materiali naturali. Uno spazio coperto e attrezzato dove nell'estate passata si sono trasferite molte attività praticate in inverno nelle palestre della vicina Bernalda.

La Fattoria Sportiva è solo all'inizio, l'esperienza, la pratica fanno scaturire nuove idee ed i vecchi magazzini diventano una palestra per tutte le età, bambine che danzano, signore che fanno pilates. La fattoria si anima, nasce la necessità di un luogo di ristoro, di nuovi servizi funzionali alle nuove idee ed attività che Giuseppe, con l'ausilio della moglie avviano in azienda. Nascono attività pensate per i bambini, la summer farm per i bimbi da 4 a7 anni con una full immersion in lingua inglese, i laboratori didattici, le attività sportive e ludiche che utilizzano il circuito.

Oggi Giuseppe è certamente uno dei maggiori esperti di Fattoria sportiva, ne conosce le problematiche, gli aspetti burocratici e normativi, ha partecipato a sviluppare una polizza assicurativa specifica per questo tipo di attività. E' convinto delle potenzialità di questa nuova, ma "naturale" scelta di coniugare agricoltura e sport ed è impegnato nella creazione di una rete di Fattorie sportive sul territorio nazionale. Ma il suo impegno è soprattutto quello di far conoscere e proporre l'offerta sportiva e di benessere della sua azienda nel territorio, così da far diventare il suo circuito FIDAL e le attrezzature per lo sport un patrimonio comune che può caratterizzare in modo originale un' area a grande vocazione turistica, dove agricoltori e non solo hanno e stanno investendo in recettività di qualità.

 

 
A Matera mostra fotografica "Alma mater. Storie di transumanza, pascoli e vie erbose"

Mercoledì, 5 luglio 2017

Sarà inaugurata nella sera di venerdì 7 a Matera , nei locali della Galleria Studio Arti Visive di via delle Beccherie 41, la mostra fotografica "Alma mater. Storie di transumanza, pascoli e vie erbose", con scatti che hanno per soggetto la transumanza delle vacche di razza Podolica a Matera e realizzati dall'artista materana Teresa Lupo. L'autrice degli scatti negli ultimi anni ha seguito l'arrivo, la permanenza al pascolo e la partenza delle podoliche transumanti che ogni anno percorrono strade e sentieri tra la Murgia di Matera e l'Appennino Lucano. Alla prima dell'esposizione sarà presente l'autrice che condurrà tra le immagini e renderà i visitatori partecipi delle sue esperienze artistiche sulla descrizione del paesaggio e delle attività rurali. Alla realizzazione hanno contribuito le sponsorizzazioni di aziende agricole del materano e di CIA Basilicata.

"In Italia – sottolinea Cosimo Gaudiano, responsabile Agia Matera - si è rinnovato l'interesse per l'economia agricola e la cultura rurale, complici la riscoperta del valore dei paesaggi modellati dalle mille “agriculture” nazionali e il ricambio generazionale alla conduzione di terreni e imprese. Parallelamente fioriscono i tentativi descrittivi e artistici di identificare i nuovi rapporti tra le città e le campagne, con le contraddizioni e le opportunità. La transumanza di greggi e mandrie è ancora praticata rivelando la sua adattabilità e flessibilità nel tempo, nonostante la sua scomparsa più volte prevista. Essa diventa così archetipo della fusione tra elementi strutturali moderni con il mondo rurale apparentemente immutabile, strade moderne asfaltate e l'accesso del pastore a pascoli in luoghi ancestrali tramandatisi tra le generazioni. Le visioni fotografiche – aggiunge Gaudiano - espongono questa amalgama e ci stimolano a immaginare nuovi usi e inserimenti per elementi concepiti per essere estranei al delicato e forte tessuto paesaggistico italiano. Si rende così possibile l'attualizzazione e la salvaguardia di questo pezzo di cultura contadina da abbandono e appassimento definitivo."

 
A POTENZA LA VIABILITA’ RURALE DEGRADATA IMPEDISCE AGLI AGRICOLTORI DI RACCOGLIERE IL GRANO!

Mercoledì, 5 luglio 2017

La qualità della viabilità non è solo un elemento per determinare la qualità della vita delle popolazioni rurali, essa è da sempre la condizione per le aziende agricole per continuare le proprie attività indirizzate alla produzione di beni alimentari di elevata qualità, alla tutela dell’ambiente ed alla valorizzazione del territorio.

Purtroppo gli agricoltori e le popolazioni residenti nelle aree rurali non hanno mai potuto contare su una qualità della viabilità rurale accettabile (così come tanti altri servizi essenziali!).

La situazione diviene sempre più insostenibile in presenza delle note ristrettezze finanziarie in cui versano i comuni, che vedono sempre più limitata la propria capacità di intervento in questo campo.

Sono ormai molti anni che sulla viabilità rurale non si interviene nemmeno con una “vitale” manutenzione ordinaria.

Allora si ricorre ad altri strumenti per preservare le condizioni minime di agibilità delle strade rurali, come accade in diverse frazioni del comune di Potenza: si introduce il divieto di transito per i mezzi che a pieno carico superano i 50 quintali di peso!

Apprezziamo lo sforzo per l’originalità, la bontà e le finalità dell’idea – si afferma in una nota della CIA Agricoltori Italiani di Potenza – l’unico problema è che questo riguarda direttamente le aziende agricole che non possono recarsi nei campi con i loro mezzi ed a fronte delle tante segnalazioni fatte dagli agricoltori al Comune di Potenza, non si comprende come mai non si sia ancora risolto il problema.

E’ noto che una delle difficoltà che vivono gli agricoltori ed i conduttori di attività agricole nell’area di Piani del Mattino e frazioni circostanti è rappresentata dalla impossibilità di raggiungere con i mezzi agricoli (che vanno ben oltre il limite imposto per la circolazione su quella viabilità) i terreni per la raccolta del fieno o, tra qualche giorno, dalla raccolta dei cereali ed il loro trasporto al centro aziendale o la difficoltà di approvvigionarsi di carburante agricolo o mangimi per le aziende zootecniche.

La CIA, a tutela delle imprese agricole dell’area di Piani del Mattino e dei territori contermini, chiede al Comune di Potenza di adottare con estrema urgenza un provvedimento che in deroga al divieto di transito per i mezzi con peso a pieno carico di 5 tonnellate sulla viabilità locale sia consentita la circolazione a tutti i mezzi agricoli ed a tutti i mezzi che trasportano produzioni agricole o mezzi tecnici destinati alle imprese agricole (es. mangimi o carburanti agricoli).

Si tratta di un semplice provvedimento fondato sul “buonsenso”!.

Qualora ciò non dovesse accadere in tempi rapidi si valuterà l’ipotesi di chiamare a responsabilità chi con le proprie azioni si sarà reso responsabile dei danni arrecati alle imprese agricole.

 

 
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