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La spesa in campagna - 10 e 11 ottobre

Lunedì, 9 ottobre 2017

 
AGIA-CIA: CONVEGNO A 40 ANNI DALLA COSTITUENTE CONTADINA DI BORGO TACCONE-IRSINA

Lunedì, 9 ottobre 2017

Rincontrarsi quaranta anni dopo la storica manifestazione nazionale della Costituente contadina su “Occupazione giovanile e sviluppo dell’agricoltura” quando alcune migliaia di ragazze e ragazzi, provenienti da ogni parte d’Italia, si incontrarono per una settimana nel Borgo Taccone nel comune di Irsina (14-16 ottobre 1977), per rilanciare la sfida sulle questioni di ieri e di oggi del Mezzogiorno: le aree interne, l’emigrazione, l’agricoltura, l’innovazione, il lavoro giovanile, la migliore valorizzazione delle risorse endogene. E’ questo il significato del Convegno di Studio che l’Associazione Giovani Imprenditori Agricoli e la Confederazione Italiana degli Agricoltori, organizzano a Tricarico il 13 e 14 ottobre prossimi a Tricarico.

Quarant’anni fa – evidenziano Agia e Cia Basilicata - i giovani si riunirono per discutere, confrontarsi, studiare, e anche divertirsi, socializzando esperienze e passioni. Erano animati dalla convinzione che l’Agricoltura avesse un futuro, e che il loro futuro fosse nella riscoperta della ruralità. Quarant’anni fa le sensibilità ambientaliste erano agli albori e l’ecologia, ancora troppo tenue, era sottovalutata e ignorata dai produttori di opinioni e dai registi della comunicazione di massa. Quell’evento s’inseriva in un fenomeno non solo nazionale ma che in Italia ha avuto una sua consistenza e specificità: la nascita e lo sviluppo di cooperative giovanili. Si trattava di una modalità sperimentata dalle nuove generazioni per “creare lavoro” in diversi settori, dall’agricoltura all’artigianato, dai servizi sociali e sanitari a quelli connessi con aspetti culturali, ambientali e per il tempo libero, fino ai servizi alle imprese nel campo della progettazione, dell’informatica e dell’assistenza tecnica. Furono costituite 1.248 cooperative giovanili con circa 16 mila soci.

In quarant’anni sono cambiate molte cose: è cambiato il Mondo. La riprova – sottolinea Agia e Cia - è la concomitanza dei 7 Grandi che il 14 e 15 ottobre si incontrano a Bergamo per discutere di Politiche agricole a livello planetario. Gli argomenti sul tavolo della due giorni saranno la tutela del reddito dei produttori di fronte alle crisi di mercato o legate alle calamità naturali e ai cambiamenti climatici, ed il ruolo della cooperazione agricola nella gestione delle migrazioni. Le crisi di settore che stiamo vivendo non sono più dovute solo al mercato ma anche ai fenomeni naturali, come i terremoti, e i cambiamenti climatici. Questo impone una riflessione e spinge i Governi ad agire da subito per fornire strumenti concreti agli agricoltori e tutelare il loro reddito in tutto il mondo. È il momento delle risposte. Basti pensare anche ad un’altra grande questione globale, quella delle migrazioni, che saranno al centro anche della giornata mondiale dell’alimentazione della Fao di quest’anno in programma lunedì 16 ottobre a Roma e alla quale parteciperà Papa Francesco.

Da Bergamo a Tricarico il “pallino” torna nelle mani dei giovani che nel 1977 si incontrarono a Taccone ed hanno fatto la loro parte e onorato l’impegno assunto in quelle giornate. Riprendere i pensieri e gli ideali di Taccone 77 può significare affidare ai giovani di oggi la speranza nel proprio futuro.

Il Convegno di Tricarico – continuano Agia e Cia - è impegnato ad analizzare queste tematiche sviluppando una riflessione storica sul ritardo accumulato, proponendosi di elaborare risposte adeguate in funzione delle nuove politiche agricole e giovanili. Quaranta Anni fa – conclude la nota - sfidavamo le opinioni dominanti che pretendevano di relegare a fenomeni marginali e residuali l’Agricoltura ed il Mondo rurale. Secondo gli apologeti del fordismo il futuro apparteneva all’industria.

 
Protocollo d’intesa CIA, AGIA e UNIVERSITA' POPOLARE DEL POLLINO

Giovedì, 5 ottobre 2017

La Valle del Sarmento rappresenta un territorio strategico per l’agricoltura, per garantire uno sviluppo durevole, assicurare un’alimentazione sana e diversificata e salvaguardare l'ambiente. E’ da questa premessa che prende le motivazioni il protocollo siglato a Terranova del Pollino tra Agia (Rudy Marranchelli), Cia (Nicola Serio) e Università Popolare del Pollino (Federico Valicenti). Uno strumento importante per valorizzare le "aziende presidio" del territorio rurale dei piccoli comuni dell'area in difesa dell'identità e della riconducibilità di prodotti legati a microterritori, produzioni enogastronomiche tipiche, preziose e di qualità e a sostegno di un nuovo modello di sviluppo locale basato sulle risorse territoriali e paesaggistiche, tradizioni culturali e popolari.

 

Le parti si impegnano a realizzare progetti educativo -formativi destinati agli agricoltori e alle Scuole, al fine di divulgare e promuovere la multifunzionalità in agricoltura e lo studio delle materie agricole . Nello specifico Agia e Cia organizzeranno incontri con le imprese agricole, con particolare riferimento a quelle gestite da giovani imprenditori, mettendo a disposizione dell’Università del Pollino, il saper fare e la maestria degli agricoltori nelle attività di coltivazione, allevamento, produzione e trasformazione dei prodotti tipici, nonché la cultura d’impresa e la capacità d’innovare; si occuperanno di prevedere e programmare la formazione e l’aggiornamento per gli agricoltori che già svolgono, o intendono svolgere attività collaterali in azienda e di concordare progetti, rivolti alla riscoperta delle antiche tradizioni dei paesaggi agrari, che mirino a offrire percorsi nella elaborazione del piano dell'offerta formativa.

 

L’Università Popolare del Pollino si impegna a:favorire le iniziative concordate sulla base di progetti educativi e didattici finalizzate a promuovere la diffusione e l'approfondimento della cultura dei territorio legata alle attività agricole; contribuire a favorire fra i giovani agricoltori le attività di comunicazione, sui temi e sulle attività dell’accordo; favorire fra i partecipanti ai corsi l’accrescimento della consapevolezza che il rapporto tra l'uomo e l'ambiente che lo circonda deve essere basato sul rispetto di esso e delle sue leggi e che, anche l'agricoltura, deve rispettare questi principi; favorire l'organizzazione di iniziative, in collaborazione con le aziende AGIA e CIA, per le scuole dedicate ai temi della conoscenza dell’agricoltura e del mondo rurale; promuovere iniziative per la diffusione e l'approfondimento delle attività di un'agricoltura sempre più multifunzionale; promuovere progettualità (con CIA e AGIA) finalizzata a valorizzare i prodotti e le produzioni locali .

 

Scopo centrale dell’intesa: favorire la collaborazione tra il mondo dell'agricoltura e della formazione, al fine di arricchire il patrimonio culturale delle nuove generazioni in rapporto alle azioni per lo sviluppo rurale, la valorizzazione della multifunzionalità dell'agricoltura, la pluriattività delle aziende e la promozione dell’ imprenditorialità giovanile nel settore;

 

Il protocollo fa seguito al Progetto dell’Agia “gener@zioni a sud” basato sulle bioresistenze e su un “sano” rapporto con il territorio per dimostrare quanto l’agricoltura non sia solo e semplicemente un azione economica/finanziaria ma, anche, pratica di resistenza alle forme di illegalità, resistenza all’uniformazione (che è appiattimento e non uguaglianza) sia culturale che alimentare, resistenza alla violenza con cui vengono trattate e gestite le risorse naturali, resistenza alla scomparsa di biodiversità.

 
Giovani, Agricoltura, Impresa

Venerdì, 29 settembre 2017

 

 
GIOVANNI RUSSO: CIA, E’ MORTO L’ULTIMO MERIDIONALISTA AMICO DEL MONDO CONTADINO

Martedì, 26 settembre 2017

E' morto l'ultimo meridionalista che sapeva interpretare, con il comune sentire delle popolazioni rurali, le ragioni del Mezzogiorno e del mondo contadino. E’ il messaggio della Cia di Basilicata che ricorda il forte legame tra la confederazione degli agricoltori, già Alleanza dei Contadini prima e successivamente Confederazione Italiana Coltivatori e il giornalista-scrittore che più volte è stato nella regione per partecipare ad iniziative promosse dalla Confederazione oltre che a convegni ed incontri. In Baroni e contadini ha denunciato, senza usare toni alti ma attraverso l’esposizione nuda dei fatti, lo strapotere e l’egoismo dei grandi proprietari, tra i quali il principe Doria in Lucania. E tra i tanti libri e saggi dedicati alla nostra regione il volume scritto insieme a Corrado Stajano sul terremoto in Basilicata e Irpinia del 1980. Ma – evidenzia la Cia – è soprattutto “Baroni e contadini", diventato, a mezzo secolo dalla sua uscita, un classico della letteratura meridionalistica, che rivela la sua attualità e la sua profondità d'analisi, e si contrappone alle tesi revisioniste oggi di moda. La banalizzazione del dibattito sui problemi del Sud nasconde invece una realtà complessa: nell'ultimo ventennio, dal Mezzogiorno è ripresa l'emigrazione come negli anni Cinquanta, ma questa volta da parte di giovani con elevati livelli di istruzione che finanziano lo sviluppo del Nord. D'altra parte, aree dal dinamismo paragonabile al Nordest smentiscono l'idea di un Sud arretrato e irredimibile, benché permangano i difetti storici, denunciati da Salvemini e Dorso, della borghesia meridionale: familismo e mancanza di senso civico. Bisogna uscire da visioni localistiche e tornare a considerare – come ci ha indicato Russo - la questione meridionale come un aspetto della questione italiana, che oggi non può non essere una questione europea. Il Mezzogiorno si trova a un bivio: diventare l'avanguardia dell'Europa nel Mediterraneo, il ponte per lo sviluppo di regioni ancora arretrate del Sud europeo e del Nordafrica, o essere assimilato a queste e aggravare il divario rispetto all'Europa.

A Giovanni Russo il merito di essere stato in grado di mettere in risalto che sono ormai lontane le polemiche sul mito della “civiltà contadina” che Rocco Scotellaro avrebbe contribuito a creare. Dalle sue poesie e dai suoi scritti, invece, è emersa sempre più tutta la positività di un atteggiamento volto ad accettare la vita, a rispettare il lavoro nelle sue molteplici forme, a mettersi in comunione con gli uomini nelle infinite varietà delle loro esistenze. Una capacità acquisita attraverso il contatto diretto con il mondo contadino, di cui ha avvertito non già il dramma dell’immobilità, ma quello del mutamento. Egli ha colto nei contadini la forza e le individuali potenzialità di rinnovamento. Ha scoperto il loro senso di sè, la loro volontà di cambiare la propria condizione nella misura delle loro possibilità.

Rocco Scotellaro - è il pensiero che ci ha trasmesso Russo – afferma Paolo Carbone della Cia lucana - ha contribuito a far emergere alcuni valori essenziali del mondo contadino, quali il senso profondo dei legami familiari, la coscienza della vita e della morte, del destino e della condizione umana, della felicità e della saggezza, e la capacità di questi soggetti sociali di essere protagonisti, in piena autonomia, della vita civile del Paese. Un impegno condiviso da Russo che si contrapponeva al mito della grande impresa industriale, vista come “panacea” per la soluzione di tutti i problemi del Sud, sacrificando ad essa ogni criterio di equilibrio sino a riscoprire così la molteplicità delle funzioni dell’agricoltura e una diversificazione di attese da parte della società che riguardano la qualità legata al territorio, nonché la tutela e la valorizzazione dello spazio rurale, da richiedere nuove strategie di intervento pubblico e moderne forme di rappresentanza sociale. Nel quarantennale della Cia – conclude Carbone – noi insieme a tutto il mondo contadino perdiamo un intellettuale-amico controcorrente.

 
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