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Giovani, Agricoltura, Impresa

Venerdì, 29 settembre 2017

 

 
GIOVANNI RUSSO: CIA, E’ MORTO L’ULTIMO MERIDIONALISTA AMICO DEL MONDO CONTADINO

Martedì, 26 settembre 2017

E' morto l'ultimo meridionalista che sapeva interpretare, con il comune sentire delle popolazioni rurali, le ragioni del Mezzogiorno e del mondo contadino. E’ il messaggio della Cia di Basilicata che ricorda il forte legame tra la confederazione degli agricoltori, già Alleanza dei Contadini prima e successivamente Confederazione Italiana Coltivatori e il giornalista-scrittore che più volte è stato nella regione per partecipare ad iniziative promosse dalla Confederazione oltre che a convegni ed incontri. In Baroni e contadini ha denunciato, senza usare toni alti ma attraverso l’esposizione nuda dei fatti, lo strapotere e l’egoismo dei grandi proprietari, tra i quali il principe Doria in Lucania. E tra i tanti libri e saggi dedicati alla nostra regione il volume scritto insieme a Corrado Stajano sul terremoto in Basilicata e Irpinia del 1980. Ma – evidenzia la Cia – è soprattutto “Baroni e contadini", diventato, a mezzo secolo dalla sua uscita, un classico della letteratura meridionalistica, che rivela la sua attualità e la sua profondità d'analisi, e si contrappone alle tesi revisioniste oggi di moda. La banalizzazione del dibattito sui problemi del Sud nasconde invece una realtà complessa: nell'ultimo ventennio, dal Mezzogiorno è ripresa l'emigrazione come negli anni Cinquanta, ma questa volta da parte di giovani con elevati livelli di istruzione che finanziano lo sviluppo del Nord. D'altra parte, aree dal dinamismo paragonabile al Nordest smentiscono l'idea di un Sud arretrato e irredimibile, benché permangano i difetti storici, denunciati da Salvemini e Dorso, della borghesia meridionale: familismo e mancanza di senso civico. Bisogna uscire da visioni localistiche e tornare a considerare – come ci ha indicato Russo - la questione meridionale come un aspetto della questione italiana, che oggi non può non essere una questione europea. Il Mezzogiorno si trova a un bivio: diventare l'avanguardia dell'Europa nel Mediterraneo, il ponte per lo sviluppo di regioni ancora arretrate del Sud europeo e del Nordafrica, o essere assimilato a queste e aggravare il divario rispetto all'Europa.

A Giovanni Russo il merito di essere stato in grado di mettere in risalto che sono ormai lontane le polemiche sul mito della “civiltà contadina” che Rocco Scotellaro avrebbe contribuito a creare. Dalle sue poesie e dai suoi scritti, invece, è emersa sempre più tutta la positività di un atteggiamento volto ad accettare la vita, a rispettare il lavoro nelle sue molteplici forme, a mettersi in comunione con gli uomini nelle infinite varietà delle loro esistenze. Una capacità acquisita attraverso il contatto diretto con il mondo contadino, di cui ha avvertito non già il dramma dell’immobilità, ma quello del mutamento. Egli ha colto nei contadini la forza e le individuali potenzialità di rinnovamento. Ha scoperto il loro senso di sè, la loro volontà di cambiare la propria condizione nella misura delle loro possibilità.

Rocco Scotellaro - è il pensiero che ci ha trasmesso Russo – afferma Paolo Carbone della Cia lucana - ha contribuito a far emergere alcuni valori essenziali del mondo contadino, quali il senso profondo dei legami familiari, la coscienza della vita e della morte, del destino e della condizione umana, della felicità e della saggezza, e la capacità di questi soggetti sociali di essere protagonisti, in piena autonomia, della vita civile del Paese. Un impegno condiviso da Russo che si contrapponeva al mito della grande impresa industriale, vista come “panacea” per la soluzione di tutti i problemi del Sud, sacrificando ad essa ogni criterio di equilibrio sino a riscoprire così la molteplicità delle funzioni dell’agricoltura e una diversificazione di attese da parte della società che riguardano la qualità legata al territorio, nonché la tutela e la valorizzazione dello spazio rurale, da richiedere nuove strategie di intervento pubblico e moderne forme di rappresentanza sociale. Nel quarantennale della Cia – conclude Carbone – noi insieme a tutto il mondo contadino perdiamo un intellettuale-amico controcorrente.

 
CIA: RIFORMARE SISTEMA POLIZZE ASSICURATIVE CONTRO DANNI CALAMITA’

Martedì, 26 settembre 2017

Le maggiori criticità rilevate dagli agricoltori per la sottoscrizione di polizze assicurative contro i danni da avversità atmosferiche si riscontrano per il 45% nella complessità amministrativa e burocratica (compresi i ritardi per la corresponsione dei contributi), per il 30% nei prezzi e franchigie elevati e per il restante 25% per la mancanza di adeguate informazioni. Ora le coperture tradizionali (contratti assicurativi sulla produzione) risultano meno incentivanti anche per una progressiva riduzione delle aliquote di contributo, ma con gli ultimi orientamenti Ue possono rappresentare una delle poche strade da seguire per ridurre le perdite.

Per la Cia di Basilicata il documento della Conferenza delle Regioni che individua una serie di possibili soluzioni al problema, sintetizzabile nella diminuzione del numero di polizze assicurative sottoscritte da titolari di aziende agricole del Sud (specie rispetto al centro-nord), è un passo avanti importante. Ci sono – dice Nicola Serio, presidente Cia Basilicata – proposte sicuramente positive in linea con le nostre come quella centrale di costituire un fondo assicurativo per tutelare le aziende agricole dagli eventi naturali e dalle crisi di mercato, in parte coperto dalla fiscalità generale ed in parte dai fondi del PSR. Un ulteriore passaggio particolarmente atteso dagli agricoltori è la modifica del piano assicurativo agricolo. L’attuale piano infatti non coglie le criticità più volte evidenziate dalla Cia e dall'Associazione nazionale dei Condifesa. Abbiamo presentato poche proposte -continua- ragionevoli e recepibili, ovviamente tutte volte a rendere lo strumento assicurativo agevolato più fruibile e corrispondente alle esigenze degli agricoltori che si vogliono tutelare a cominciare dall’aggiornamento dello strumento del Fondo Nazionale di Solidarietà. In sostanza insistiamo sulla semplificazione per la determinazione delle procedure e delle rese, sulla flessibilità nella costruzione della tipologia assicurativa e sulla revisione del meccanismo di definizione del contributo ammissibile, sulla riassicurazione pubblica che dovrebbe avere una copertura obbligatoria per le calamità. Il rischio da scongiurare è che si disincentivi il ricorso allo strumento assicurativo, mentre invece l'obiettivo che ci vogliamo dare – dice il dirigente della Cia- è ampliare tutto il sistema.

 

Tra le indicazioni della Conferenza delle Regioni positive da approfondire, l’elaborazione del PAI (piano assicurativo individuale) ad inizio annata agraria, eliminando la manifestazione di interesse con la proposta di riforma e semplificazione, analizzando le colture fino al prodotto e non alle varietà. Vi deve essere anche la possibilità per le aziende agricole di indicare la resa aziendale effettiva, come dichiarata dall’assicurando assumendosi la responsabilità ed eliminando l’obbligatorietà di assicurare quella media per zona, più vicina alla realtà produttiva. Ancora, il tasso presente nel certificato assicurativo – come ha spiegato Carlo Hausmann (assessore della regione Lazio) a nome degli Assessori regionali all’Agricoltura - va indicato come uguale al “parametro”. In tal modo si potrebbe stabilire la reale spesa assicurativa a carico dell’azienda, eliminando tutte le clausole di salvaguardia oggi presenti che creano confusione e non permettono di poter ottenere un conteggio preciso del costo di polizza fino a quando non saranno pubblicati i parametri contributivi annuali.

Occorre una preliminare verifica sui pacchetti che le compagnie assicurative propongono ai beneficiari affinché i premi siano parametrati quanto più favorevolmente per le aziende. Ciò può attuarsi anche con un aumento del contributo pubblico sul pagamento dei premi. Poi bisogna sviluppare dei percorsi di conoscenza degli strumenti assicurativi verso gli agricoltori. La Cia è favorevole a campagne promozionali utili alla crescita dell’associazionismo in agricoltura. In tal senso è altrettanto importante – come suggerito dalla Conferenza delle Regioni - strutturare percorsi di sostegno e supporto per le attività di anticipazione, anche attraverso processi di concentrazione e mutualità nei confronti delle realtà più deboli. Ismea può svolgere un importante ruolo di promoter anche per sviluppare un importante progetto di riassicuratore pubblico. È da prevedere anche la possibilità di attuare strumenti perequativi tra Regioni in riferimento alla presenza e ripetitività dei rischi, in modo da eliminare le diseguaglianze nel costo dei premi tra agricoltori di diversi territori regionali.

Per la Cia infine – dice Serio - è indispensabile definire misure, azioni, strumenti, programmi e progetti di prevenzione da calamità naturali, la strada migliore per ridurre i danni.

 
Passeggiata della salute

Lunedì, 25 settembre 2017

L’associazione Cuore e Salute organizza ogni anno, dal 2011, la “Passeggiata della salute”, un semplice percorso assistito, adatto persone di ogni età. Quest’anno la passeggiata si è svolta domenica 24 settembre ad Avigliano (con partenza alle ore 9,30 in Piazza Gianturco) e sarà replicata domenica 1 ottobre nella frazione Possidente (con partenza alle 9 nel piazzale della Stazione di Avigliano). I partecipanti sono stati guidati da professionisti della palestra Ludorum e da tirocinanti del corso di laurea in Scienze Motorie del Polo di Studio eCampus di Potenza.

 

Durante le passeggiate, la CIA ha offerto frutta biologica locale, in sintonia con i progetti che la Cia persegue tra i quali “Mangiare sano mangiare lucano” e “Fattorie sportive” promossi da tempo.

Abbiamo aderito – sottolinea la Cia - con il preciso obiettivo di dare il nostro contributo per innalzare il livello di consapevolezza e di conoscenza dei consumatori in materia di alimentazione e produzioni agricole. Per noi è una grande occasione per stare a contatto con le persone, fornendo informazioni e promuovendo contestualmente il consumo di prodotti salubri e buoni. La nostra agricoltura è ricca di produzioni e varietà di frutta e verdura, ma i consumi interni sono in continua flessione. Rispetto a quarant'anni fa gli italiani mangiano quasi un terzo in meno di ortofrutta. Questo dato ci allarma sia in termini economici per il settore, ma soprattutto per l'impatto che questo comportamento alimentare ha direttamente sulla salute pubblica.

Come associazione di agricoltori – aggiunge la nota - siamo i primi a dire che senza agricoltura non c’è futuro, allo stesso tempo affermiamo che serve urgentemente un cambio culturale poiché il futuro del settore agricolo, e dunque anche il nostro, non può che passare da un ritorno al passato». «Quando si tratta di scegliere lo smartphone o il tablet da acquistare – continua – cerchiamo di prendere il meglio, la stessa cosa non si può sempre dire quando scegliamo cosa portare sulle nostre tavole, qui anzi vige la legge del prezzo più basso a scapito di chi produce eccellenze e, soprattutto, della nostra salute. Se prendiamo come esempio le farine, ma potremmo prendere ad esempio qualsiasi altro alimento, quelle più nocive alla salute (la 0 e la 00) sono anche le meno costose mentre il tipo più salubre (la farina 2) è la più cara e anche la meno conosciuta e di conseguenza quella che raramente arriva sulle nostre tavole. E questo, come detto, malgrado sia quella che meno crea intolleranza e cattiva digestione. L’esempio della farina è solo uno dei tanti, si potrebbe infatti parlare dell’olio di oliva o dell’ortofrutta ( spesso priva di etichetta ) ma la lista sarebbe lunga».

«Si deve lavorare per trovare una soluzione, una presa di coscienza collettiva, che ponga fine a questo paradosso che ci spinge ad acquistare beni più nocivi arricchendo le multinazionali a scapito dei lavoratori onesti. Serve un’opera di educazione dei cittadiniconsumatori che deve iniziare dalle scuole – dice Paolo Carbone della Cia - si devono educare i nostri bambini e i nostri giovani ad una sana e corretta alimentazione e abituarli ad un corretto comportamento come consumatori: mangiare meno e meglio comprando meno e meglio. Solo così potremo assicurare un futuro ai nostri figli, al nostro pianeta e alla nostra agricoltura e prevenire malattie tutelando la salute”.

 
Semina Diretta 2.0

Lunedì, 25 settembre 2017

 

Per approfondimenti: www.seminadiretta.org

 
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