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AGIA-CIA: CON “BANCA TERRE” PRIMO PASSO PER RICAMBIO GENERAZIONALE NEI CAMPI

Mercoledì, 15 marzo 2017

L’ operatività da oggi della “Banca delle terre agricole”, prevista dal Collegato agricolo, con i primi 8mila ettari di terreni di proprietà di Ismea da destinare con corsia preferenziale ai giovani, rafforza gli strumenti finalizzati al ricambio generazionale in agricoltura. E’ il commento di Maria Pirrone, presidente Agia-Cia che è intervenuta alla presentazione dell’iniziativa promossa dalla Senatrice Maria Teresa Bertuzzi alla presenza, tra gli altri, di Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

Si tratta - spiega Pirrone - di un progetto, fortemente sostenuto da Agia-Cia - di mappatura delle terre previsto dal Collegato Agricolo e realizzato da Ismea, l’ente economico del Mipaaf, per consentire a chiunque – soprattutto ai giovani - di reperire su internet i terreni di natura pubblica in vendita. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio fondiario pubblico e riportare all’agricoltura anche le aree incolte, incentivando soprattutto il ricambio generazionale nel settore. Per avere la mappa completa si può consultare il sito www.ismea.it.

 

L’agricoltura – evidenzia ancora la presidente di Agia-Cia - non è più solo un 'affare di famiglia'. Se un tempo in campagna ci si nasceva e il mestiere si ereditava dai genitori, oggi cresce sempre di più il numero di chi sceglie la vita dei campi, pur provenendo da esperienze e formazioni diverse. E fanno bene perché l’agricoltura si sta dimostrando vitale e “anticiclica” dal punto di vista occupazionale, anche se i numeri del 'turn over' generazionale nei campi sono ancora bassi, con gli 'under 40' che rappresentano solo il 9,9% del comparto e gli “under 30” che si fermano addirittura al 2,1%. Stiamo assistendo a un fenomeno di rinnovamento del comparto: mentre i figli degli agricoltori che decidono di portare avanti l’azienda di famiglia si sono ridotti al 61% del totale - rimarca Pirrone - una nuova tendenza avvicina al lavoro dei campi giovani laureati o professionisti di altri settori che decidono di mollare tutto e di cambiare vita”. Alla base di questo fenomeno nuovo che sta attraversando il comparto ci sono più fattori. Quasi il 45 per cento di questi imprenditori “young” decide di investire in agricoltura dopo esperienze lavorative concluse negativamente nei comparti più vicini alla propria preparazione. Il 33% dichiara di aver scelto l’agricoltura più per la qualità della vita in campagna che per le reali prospettive offerte dal settore. Mentre il restante 22% è stato coinvolto nella scelta da amici e conoscenti, con cui poi ha iniziato l’esperienza lavorativa in azienda.

Tra le altre proposte di Agia-Cia che saranno al centro della Conferenza Economica Cia di fine mese a Bologna:

• norme Ue per l’incremento dell’aiuto ai giovani per l’acquisto di terreni;

• misure del PRSR per l’affiancamento e/o il passaggio di proprietà dei terreni dagli imprenditori over 65 ai giovani agricoltori;

• impedire che i terreni agricoli che hanno beneficiato della Pac possano aver una destinazione diversa da quella agricola per almeno dieci anni;

• modificare i regolamenti attuativi di Ismea, relativi al “subentro” e al “primo insediamento” rendendoli complementari con i PRSR;

• istituire il “tutoraggio” a favore del giovane che subentra nella conduzione ad un over 65.

 

 

 

Scheda

Cos'è la banca delle terre agricole:

Per la prima volta l’Italia ha una ‘Banca delle terre agricole’ nazionale. Uno strumento utile di mappatura per consentire a chi cerca terreni pubblici in vendita da poter coltivare di accedere facilmente al database nazionale.

Come funziona:

Chiunque potrà accedere al sito www.ismea.it e avviare la ricerca per regione. Sono disponibili tutte le caratteristiche dei terreni, la loro posizione, le tipologie di coltivazioni e i valori catastali. Gli utenti potranno consultare la Banca anche per grandezza dei terreni disponibili, potendo fare così ricerche più mirate a seconda delle esigenze produttive.

Quali sono i terreni disponibili:

Nella ‘Banca delle terre agricole’ sarà possibile trovare i terreni delle Regioni, dei Comuni e degli Enti pubblici che sottoscriveranno convenzioni con Ismea. Sul sito anche i terreni dell’iniziativa ‘Terrevive’, gestita dall’Agenzia del Demanio con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

 

Mutui agevolati per i giovani:

I primi 8mila ettari di terreni di proprietà di Ismea sono tutti in piena coltivazione e saranno destinati con corsia preferenziale ai giovani. La procedura di questi primi terreni prevede un percorso semplice:

Manifestazione d’interesse, attraverso Banca della Terra, per uno o più lotti, procedura competitiva a evidenza pubblica tra coloro che hanno manifestato interesse a seguito di avviso pubblico, possibilità di mutui agevolati Ismea se la richiesta è effettuata da giovani.

Le risorse finanziarie della vendita vengono finalizzate da Ismea esclusivamente ad interventi in favore dei giovani agricoltori.

 

 
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Mercoledì, 15 marzo 2017

 
A GARAGUSO PROGETTO FATTORIE SOCIALI

Mercoledì, 15 marzo 2017

Il Progetto della Cia “Le fattorie sociali per coltivare benessere” è stato il tema centrale di un seminario formativo-informativo promosso da Cia ed Agia a Garaguso scalo presso l'Istituto Professionale per l’agricoltura e l’ambiente.

L'Italia oggi si colloca ai primi posti dello scenario europeo con oltre 1.000 progetti e pratiche di agricoltura sociale all'attivo. Dopo le Fattorie Didattiche tantissime aziende associate alla Cia hanno già avviato e sperimentato questo nuovo modo di fare agricoltura, promuovendo l'offerta di servizi assistenziali e occupazionali a vantaggio di soggetti deboli (portatori di handicap, tossicodipendenti, detenuti, anziani, bambini) e di aree fragili (montagne e centri isolati) in collaborazione con istituzioni pubbliche e con il vasto mondo del Terzo settore. L'agricoltura sociale, dunque, cresce nei numeri, contando oltre 4 mila addetti su tutto il territorio nazionale e toccando un valore della produzione di 200 milioni di euro. Dati incoraggianti. La legge nazionale del 2015 sull'agricoltura sociale ha finalmente riconosciuto giuridicamente le tante esperienze di eccellenza, spesso volontarie e autogestite, di chi ha saputo coniugare l'imprenditorialità agricola con la responsabilità sociale. E ora diventa l'occasione per dare un forte impulso alla crescita del settore, anche con il sostegno dei Psr e dei fondi Sie (Fondi europei di investimento e sviluppo).

Si tratta – sottolinea Nicola Serio, presidente regionale vicario Cia - di un'importante novità che apre nuovi spazi di valorizzazione per le imprese e consolida il rapporto tra le nuove funzioni pubbliche e sociali svolte da agricoltura e cittadini, perché l'agricoltura sociale è un processo plurale, radicato nei luoghi e sulla base dei bisogni delle comunità locali. La fattoria sociale non è mai un'esperienza isolata, ma sempre un sistema territoriale che coinvolge aziende agricole, cooperative sociali, strutture sanitarie, enti locali, famiglie

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Soprattutto la Confederazione italiana agricoltori – dice il direttore regionale Donato Distefano - vuole essere parte propositiva con le Regioni nella predisposizione dei Psr, nella realizzazione di programmi finalizzati allo sviluppo della multifunzionalità delle imprese agricole e basati su pratiche di progettazione integrata territoriale e di sviluppo dell'agricoltura sociale.

Al seminario sono intervenuti oltre a dirigenti nazionali e regionali della Cia - tra i quali il Presidente nazionale Fattorie Sociali Marco Bernando Di Stefano, Ilaria Signoriello, portavoce Forum Nazionale Agricoltura Sociale, Cinzia Pagni, vice presidente nazionale Cia – esperti e l’assessore regionale all’agricoltura Luca Braia. Un'occasione inoltre per rinnovare l'iniziativa “La spesa in campagna” e per preparare l'assemblea regionale della Cia arricchendola di idee, proposte, considerazioni dei giovani studenti, futuri motori dell'agricoltura di domani.

 
CAMPAGNA PESCHE E NETTARINE: ANALISI E PROPOSTE CIA

Mercoledì, 15 marzo 2017

Le produzioni di pesche e nettarine raccolte nel 2016 in Italia hanno evidenziato un calo del 10% rispetto all'anno precedente (poco più di 1.260.000 tonnellate complessive a livello di specie), presentando un livello inferiore rispetto alla media del precedente triennio di circa 15 punti percentuali. Tutte le aree produttive nazionali hanno visto volumi inferiori sia per pesche che per nettarine, con una riduzione marcata in particolare nel Sud Italia. Sono dati ed indicazioni diffusi da Fleshplaza che consentono alla Cia lucana di fare un bilancio della stagione scorsa per programmare la campagna 2017. Il valore complessivo di denaro annuo che pesche e nettarine muovono – sottolinea la Cia – è di 2 miliardi circa per due produzioni d’eccellenza del Metapontino che da sole rappresentano il 59% della PLV generata da frutta estiva con un “giro d’affari” di oltre 4 milioni di euro e con un incremento del 13,5% rispetto allo scorso anno. Ma – avverte la Cia - l'export italiano soffre la concorrenza spagnola: la disponibilità limitata di prodotto e il collocamento positivo sul mercato interno degli ultimi due anni giustificano i volumi inferiori di prodotto che sono stati inviati sui mercati esteri. I dati disponibili sulle esportazioni italiane 2016 mostrano infatti quantitativi inferiori del 6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ai minori volumi è corrisposta una contrazione del valore pari al 3% in termini di valore, grazie a prezzo medio annuo collocato su buoni livelli, maggiore del 4% rispetto al 2015, ma superiore del +17% se lo confrontiamo con l'infelice campagna 2014. La destinazione principale del prodotto italiano rimane la Germania dove puntualmente ci si scontra con la concorrenza sempre più accentuata degli altri produttori europei, Spagna in primis.

Nicola Serio, presidente vicario della Cia lucana, insiste sulla necessità di "intensificare ogni azione di lotta alla sharka in modo da incrementare produzione e reddito". Inoltre, aggiunge, "è tempo di riequilibrare i rapporti tra produttori e grande distribuzione facendo in modo che i dati positivi delle vendite al dettaglio siano trasferiti a monte della filiera agroalimentare". "La ripresa, sia pure ancora lenta, dei consumi -sottolinea Serio- purtroppo non produce alcun beneficio sui produttori ortofrutticoli del Metapontino, come delle aree in generale con produzioni di qualità che non possono reggere alla concorrenza sleale del ‘tutto a un euro' anche perché in troppi supermercati la frutta e la verdura nei banchi di vendita non sono locali e tanto meno italiane. Ma le colpe non possono essere imputate esclusivamente alla grande distruzione organizzata, anch'essa attraversata da mille problemi; per questo occorre individuare le cause e trovare delle soluzioni adeguate. La Cia dal 2011 ha presentato una proposta di legge, di iniziativa popolare, per regolare i rapporti tra agricoltura e Gdo. L'obiettivo è di promuovere e commercializzare i prodotti locali che siano tracciabili e identificabili nel territorio rurale di produzione, aprendo nuovi spazi di mercato a produzioni alimentari e tipiche lucane anche di nicchia. "Ed ecco il primo problema pratico da affrontare attraverso una proposta di legge regionale e linee guida di regolamentazione specifica emanate dai Dipartimenti Regionali interessati (Agricoltura, Sanità, Attività Produttive). Sarà questo un tema centrale dell’Assemblea regionale Cia del 24 marzo prossimo quando sarò presentato UN PROGETTO A SOSTEGNO DELL’AGROALIMENTARE LUCANO con proposte specifiche per i Piani di comparto delle produzioni alimentari regionali; Progetti integrati e intese di prodotto con le PMI della trasformazione; Marchio d’area per la qualità dell’agroalimentare lucano; Programma di sostegno alle OO.PP. e all’aggregazione di prodotto; Progetti di filiera e interprofessione; Reti d’impresa e rapporti di conferimento; Sostegno ai circuiti brevi di commercializzazioni.

 
CIA: SEMINARIO SU FATTORIE SOCIALI DOMANI A GARAGUSO

Venerdì, 10 marzo 2017

Può cominciare dalla cura dell'orto o da un corso di panificazione il riscatto sociale e il reinserimento lavorativo di persone disabili o svantaggiate. Perché l'azienda agricola non è più sinonimo solo di cibo, campagna, paesaggio rurale: oggi vuol dire anche welfare, uno spazio solidale dove le fasce deboli della popolazione possono costruire nuove relazioni sociali, fare terapia con gli animali o con le piante, ritagliarsi un posto nuovo nel mercato del lavoro. E’ questo il tema centrale del seminario formativo-informativo promosso da Cia ed Agia per domani sabato 11 marzo a Garaguso scalo (Istituto Professionale per l’agrcoltura e l’ambiente, ore 9) su “Le fattorie sociali per coltivare benessere”.La legge nazionale del 2015 sull'agricoltura sociale ha finalmente riconosciuto giuridicamente le tante esperienze di eccellenza, spesso volontarie e autogestite, di chi ha saputo coniugare l'imprenditorialità agricola con la responsabilità sociale. E ora diventa l'occasione per dare un forte impulso alla crescita del settore, anche con il sostegno dei Psr e dei fondi Sie (Fondi europei di investimento e sviluppo). L'Italia oggi si colloca ai primi posti dello scenario europeo con oltre 1.000 progetti e pratiche di agricoltura sociale all'attivo. Tantissime aziende associate alla Cia hanno già avviato e sperimentato questo nuovo modo di fare agricoltura, promuovendo l'offerta di servizi assistenziali e occupazionali a vantaggio di soggetti deboli (portatori di handicap, tossicodipendenti, detenuti, anziani, bambini) e di aree fragili (montagne e centri isolati) in collaborazione con istituzioni pubbliche e con il vasto mondo del Terzo settore. L'agricoltura sociale, dunque, cresce nei numeri, contando oltre 4 mila addetti su tutto il territorio nazionale e toccando un valore della produzione di 200 milioni di euro. Dati incoraggianti che ora l'approvazione della legge può solo accelerare.Si tratta di un'importante novità che apre nuovi spazi di valorizzazione per le imprese e consolida il rapporto tra le nuove funzioni pubbliche e sociali svolte da agricoltura e cittadini, perché l'agricoltura sociale è un processo plurale, radicato nei luoghi e sulla base dei bisogni delle comunità locali. La fattoria sociale non è mai un'esperienza isolata, ma sempre un sistema territoriale che coinvolge aziende agricole, cooperative sociali, strutture sanitarie, enti locali, famiglie".Soprattutto la Confederazione italiana agricoltori vuole essere parte propositiva con le Regioni nella predisposizione dei Psr, nella realizzazione di programmi finalizzati allo sviluppo della multifunzionalità delle imprese agricole e basati su pratiche di progettazione integrata territoriale e di sviluppo dell'agricoltura sociale. Al seminario intervengono oltre a dirigenti nazionali e regionali della Cia - tra i quali il Presidente nazionale Fattorie Sociali Marco Bernando Di Stefano, Ilaria Signoriello, portavoce Forum Nazionale Agricoltura Sociale, Cinzia Pagni, vice presidente nazionale Cia – esperti e l’assessore regionale all’agricoltura Luca Braia.  

 
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