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8 MARZO: DONNE E GIOVANI CIA PROTAGONISTI DEL CAMBIAMENTO AGRICOLTURA LUCANA

Giovedì, 9 marzo 2017
Ogni impresa agricola custodisce due anime: una è romantica e, nella mente delle persone, alimenta l’idea del bello, della serenità, del gusto, della bontà, del cibo giusto e sufficiente; la seconda è arida e fa tribolare gli agricoltori: è quella che rimette i piedi per terra e  fa scontrare gli agricoltori con la realtà. In questa realtà Giovani e Donne vogliono essere ancora di più i protagonisti del cambiamento nell’agricoltura lucana. E’ il messaggio lanciato oggi a Viggiano da Agia, Donne in Campo e Cia. Di questi temi hanno discusso il presidente nazionale dell’Agia Maria Pirrone, quello regionale Rudy Marranchelli, il direttore della Cia Donato Distefano, Giovanna Perruolo dirigente Cia, Nicola Figliuolo (La spesa in campagna) e l’assessore regionale all’agricoltura Luca Braia.Le politiche europee di sostegno al ricambio generazionale attivate negli ultimi anni – è stato sostenuto nel dibattito a più voci – hanno evidenziato quanto grande è la voglia delle nuove generazioni di operare all’interno dell’agricoltura, di ricercare in questo settore una risposta occupazionale stabile ed uno stile di vita differente. I giovani imprenditori e, tra questi, le tante donne stanno dimostrando di essere dotati di buone capacità organizzative, innovative e creative nonché una grande capacità di avviare nuovi percorsi produttivi, dando concretezza alle attività connesse alla multifunzionalità delle imprese agricole. Con il ricambio generazionale cresce la cultura dello “stare insieme.E’ reale il dato che l’occupazione agricola – è stato rilevato -  è in crescita e, nel confronto tra il II trimestre 2015 con lo stesso del 2016, ci sono oltre 16 mila occupati in più. I dati indicati ci dicono che, nonostante le annose difficoltà che caratterizzano il settore agricolo, gli imprenditori che ci credono lavorano tanto e procedono nel percorso di crescita della propria impresa, che si traduce in crescita di un territorio e dell’intero sistema Paese.

L’Agricoltura giovane fa bene all’impresa, all’economia Italiana, al territorio. In Italia, la quota under 35 è inferiore alla media europea attestandosi al 5%. La drammatica situazione è ben rappresentata dall’indice di vecchiaia over 65/over 35, che è passata da 7,3 nel 2010 a 11,7 nel 2013, mentre quello over 65/over 41 da 3,3 nel 2010 a 5,1 nel 2013. E’ anche vero però che la dimensione economica delle aziende giovani è decisamente superiore. La media europea è di 44mila € per gli under 35 vs i 30mila € degli over 65.  In Italia la forbice è quasi il doppio (73.000€), a conferma del valore aggiunto che il Made in Italy produce. Negli ultimi anni, le politiche europee e nazionali hanno dimostrato una grande attenzione verso i giovani e tanti sono gli strumenti messi in campo per favorire il ricambio generazionale in agricoltura. Nella prospettiva di migliorare le politiche già operanti a favore dei giovani imprenditori agricoli è opportuno valutarne il raggiungimento degli obiettivi. Il filo rosso che lega le proposte dei giovani di Agia si chiama EQUITA’ : è necessario rafforzare il principio di equità e garantire uguali opportunità nell’accesso alle risorse. Per quanto riguarda invece il primo insediamento, è importante che non venga visto in modo illusorio, ma solo come un punto di partenza. Questo PSR – è stato ancora sostenuto - spinge a “tutto e subito”, invece occorrerebbe un periodo di adattamento, che solitamente avviene dopo i primi cinque anni dall’insediamento, allorquando la definizione di giovane, prevista dai PSR, mette fuori gioco gli under 40 insediati da più di 5 anni. Questo aspetto richiede un’attenta riflessione, così come la consulenza regionale, che non è partita da nessuna parte. Per affrontare in modo più agevole le complicanze burocratiche nello sviluppo di un progetto in seno al PSR, sarebbe meglio per i giovani, e per gli imprenditori in generale, un tutor con funzione di consulenza e controllo in itinere piuttosto che un controllo ex post. Ciò vorrebbe dire crescita e responsabilità condivisa tra agricoltori e Regioni. Alla Regione è stato chiesto uno sforzo di armonizzazione delle procedure amministrative per consentire una parità di diritti tra i giovani a prescindere dalla regione di appartenenza. Altro punto importante è distinguere il primo insediamento dal subentro in agricoltura. La figura del giovane che s’insedia per la prima volta e costruisce dal nulla l’impresa agricola è diversa da chi, invece, subentra in un’impresa più o meno avviata. Il punto di partenza è diverso e servono strumenti diversi.  E in occasione dell’8 marzo Donne in Campo Cia ha invitato ad acquistare o regalare una pianta per la Festa della donna: un gesto "green" per sensibilizzare i cittadini sul valore dell'agricoltura e dell'ambiente, ma anche sull'importanza del lavoro contro la violenza di genere. In Italia il settore primario è sempre più femminile: il 30% delle imprese e il 40% della manodopera è "rosa". Il suolo, i semi, le piante, rappresentano il primo anello della catena alimentare e sono il simbolo della sostenibilità ambientale. Difenderli e curarli è il compito di tutti, a partire dalle agricoltrici che ogni giorno contribuiscono a garantire la sicurezza alimentare tutelando la biodiversità. D'altra parte, l'associazione coglie l'occasione dell'8 marzo anche per ricordare che il lavoro è una risorsa per le donne, una potente arma antiviolenza: "Lavorare e fare impresa – sottolinea Donne in Campo -  significa avere quell'autonomia economica, quella capacità decisionale che ci rende forti e ci sottrae a molte violenze. E in questo senso, proprio l'agricoltura è uno dei settori con il più alto livello di femminilizzazione". "Le donne sono un caso di resilienza e di resistenza nei territori rurali”.Al termine l’assessore Braia ha consegnato il riconoscimento “punto di vendita” a titolari di aziende che aderiscono alla rete “La Spesa in campagna”.

 

 
SEMINARIO FORMATIVO-INFORMATIVO

Martedì, 7 marzo 2017

 
8 MARZO: INIZIATIVA A VIGGIANO AGIA-DONNA IN CAMPO-CIA

Martedì, 7 marzo 2017

“Giovani e Donne protagonisti del cambiamento nell’agricoltura lucana”: è il tema dell’iniziativa promossa domani 8 marzo a Viggiano (Hotel Kiris) da Agia, Donne in Campo e Cia.Le politiche europee di sostegno al ricambio generazionale attivate negli ultimi anni – sottolinea una nota – hanno evidenziato quanto grande è la voglia delle nuove generazioni di operare all’interno dell’agricoltura, di ricercare in questo settore una risposta occupazionale stabile ed uno stile di vita differente. I giovani imprenditori e, tra questi, le tante donne stanno dimostrando di essere dotati di buone capacità organizzative, innovative e creative nonché una grande capacità di avviare nuovi percorsi produttivi, dando concretezza alle attività connesse alla multifunzionalità delle imprese agricole. Con il ricambio generazionale cresce la cultura dello “stare insieme”.Di questi temi discuteranno il presidente e il segretario nazionale dell’Agia Maria Pirrone e Matteo Ansanelli, quello regionale Rudy Marranchelli, il direttore della Cia Donato Distefano, Giovanna Perruolo dirigente Cia e l’assessore regionale all’agricoltura Luca Braia.
E’ reale il dato che l’occupazione agricola è in crescita e, nel confronto tra il II trimestre 2015 con lo stesso del 2016, ci sono oltre 16 mila occupati in più. I dati indicati – rileva la nota della Cia - ci dicono che, nonostante le annose difficoltà che caratterizzano il settore agricolo, gli imprenditori che ci credono lavorano tanto e procedono nel percorso di crescita della propria impresa, che si traduce in crescita di un territorio e dell’intero sistema Paese. L’Agricoltura giovane fa bene all’impresa, all’economia Italiana, al territorio.

 
CIA: INIZIATIVE A MARZO PER PROGETTO ECONOMICO AGRICOLTURA LUCANA

Lunedì, 6 marzo 2017
Un progetto economico per riposizionare il comparto primario nell'economia e nella società di Basilicata: è l’obiettivo delle iniziative che la Cia-Confederazione Italiana Agricoltori di Basilicata ha promosso per il mese di marzo.Si tratta di iniziative diffuse sul territorio con quattro eventi centrali: l’8 a Viggiano (giovani e donne protagonisti del cambiamento nell’agricoltura lucana); l’11 a Garaguso scalo (Le fattorie sociali per coltivare benessere); il 24 a Potenza (Assemblea regionale); il 26 a Matera (Agriturismo: integrità e sviluppo del territorio).
Le attività del mese di marzo – spiega il direttore regionale della Cia Donato Distefano - vogliono essere un percorso virtuoso e propedeutico per la definizione di un documento programmatico dell'agricoltura lucana da offrire nell'ambito delle attività e dell'elaborazione progettuale che la Cia discuterà e definirà in occasione della Conferenza economica nazionale in programma a Bologna dal 29 al 31 Marzo. Già con la “Carta di Matera” e con il contributo dato in occasione di Expo 2015 con il documento “Il Territorio come destino, un percorso di sviluppo Italiano” abbiamo inteso rimettere al centro i temi riferiti ad agricoltura, ambiente e territorio quali componenti fondanti di un nuovo processo di crescita e di sviluppo. E’ scontato – continua Distefano - che le nostre attività sono rivolte e intendono essere anche l'occasione per un utile e costruttivo confronto nella nostra Regione, con le Istituzioni locali a partire dai Comuni e con la Regione e il Dipartimento Agricoltura e Ambiente, e con le altre forze organizzate dell'economia e della società. L'obiettivo è quello di favorire una rivisitazione dei processi di sviluppo e di crescita nella nostra Regione guardando con logiche e cultura nuova al settore agricolo-rurale-alimentare-forestale e al contributo reale e concreto che può offrire e garantire.
Recentemente, in collaborazione con il Censis, la Cia ha elaborato un Rapporto che mette ancora più in evidenza questa nuova centralità dell’agricoltura: gli anni più recenti sono stati caratterizzati da un diffuso e inaspettato ritorno di attenzione e interesse verso il mondo agricolo; dapprima in chiave ‘personale’ e perlopiù valoriale, oggi sempre più sociale ed economica, con una riscoperta dell’agricoltura, dell’ambiente, del territorio e dei suoi protagonisti quali “asset chiave” del Paese per ritornare a crescere. L’agricoltura e i suoi prodotti, la cultura e le tradizioni alimentari sono, infatti, tra gli aspetti che più ci rappresentano in quanto nazione: per il 27,2 per cento dei nostri connazionali, infatti, e molto di più tra i giovani (41 per cento), il legame con la dieta mediterranea e i nostri prodotti agroalimentari di eccellenza è talmente viscerale da permeare fino in fondo la nostra identità nazionale e costituirne un fattore di orgoglio, superato soltanto dal patrimonio artistico e culturale (lo è per il 66,9 per cento dei giovani). Al mondo agricolo, dal canto suo -spiega il Rapporto Cia/Censis- va ascritto il merito di essersi saputo ripensare, pur sempre rimanendo strettamente fedele ai propri caratteri distintivi, che però ha riletto attraverso schemi e logiche più aderenti ai modelli odierni e senz’altro più attraenti.Intendiamo – dice ancora Distefano - valorizzare tre fattori che riteniamo strategici per concorrere ad un diverso modello di crescita e di benessere in una Regione quale la Basilicata, esaltando e valorizzando  naturali vocazione e storiche propensioni dei nostro territori e delle nostre risorse a partire da quelle naturali e ambientali, che devono sapersi integrare e contaminare con altri strategici segmenti a partire da quei sistemi della conoscenza e dell'innovazione e della ricerca in grado di leggere in chiave moderna e sostenibile i processi produttivi offrendo e garantendo qualità, sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale. Al centro di tale ambizioso processo si deve collocare il settore agricolo che deve saper capitalizzare la qualità ambientale e la sua unicità,  la salubrità dei nostri territori e dei sistemi produttivi locali. In sintesi Agricoltura, ambiente e territorio da risorsa a fattori di sviluppo per una rinnovata competitività della nostra Regione.
Questa è la sfida che apriamo e vogliamo rilanciare nella nostra Regione che siamo sicuri può diventare ed è ancora una Regione di eccellenza in un territorio di qualità.

 
DANNI NEVICATE-GELATE GENNAIO: CIA, BENE DELIBERA GIUNTA ADESSO ALTRI PROVVEDIMENTI

Venerdì, 3 marzo 2017

“Bene ha fatto la giunta regionale a deliberare la delimitazione, a seguito delle nevicate e delle gelate straordinarie, verificatesi nel periodo compreso tra i giorni 5 e 12 gennaio scorsi nelle province di Matera e di Potenza, le aree dei Comuni che risultano danneggiate in seguito agli accertamenti tecnici, proponendo al Ministero la declaratoria di eccezionalità dell’evento. Ma adesso è tempo di agire, in quanto i danni vanno ad aggiungersi alla già difficile situazione provocata dalla crisi strutturale in atto già da lungo tempo che ha prodotto prezzi all’origine veramente irrisori. Una seria riflessione dovrà sicuramente essere avviata con le imprese agricole e le istituzioni perché siano resi disponibili e soprattutto accessibili in termini di costi e di garanzie le assicurazioni alle coltivazioni, agli impianti e alle attrezzature”. A sostenerlo è il presidente regionale vicario della Cia Nicola Serio ribadendo che “l’eccezionalità dell’ondata di maltempo che ha investito la nostra regione richiede risorse aggiuntive ad erogazione immediata, agevolazioni fiscali e sgravi contributivi che permettano alle aziende agricole pesantemente danneggiate di riprendere l’attività. In primis, mutuando il modello adottato per le zone colpite dal terremoto andrebbe snellita la burocrazia per garantire tempi davvero rapidi di ripristino, altrimenti appesantiti da procedure lente, farraginose e talvolta inefficaci e tardive. Pertanto il lavoro dell’assessore Braia – continua la nota della Cia – va accompagnato da altri provvedimenti di Bruxelles e del Governo italiano”.

In maniera più particolareggiata, la CIA chiede l’esonero per il 2017 e 2018 dei contributi previdenziali ed assistenziali relativi a CD (Coltivatori Diretti), IAP (Imprenditori Agricoli Professionali), OTD (Operai a Tempo Determinato) e OTI (Operai a Tempo Indeterminato); l’azzeramento dell’accisa per il carburante per l’anno in corso e l’abbattimento delle rate di mutui e prestiti in scadenza nel 2017; l’esenzione dell’Iva sugli acquisti e la conseguente compensazione dell’iva a debito riveniente dalle vendite per il 2017 e il 2018; l’esonero dal pagamento di imposte dirette gravanti su imprese agricole/agrituristiche per il prossimo biennio; l’estensione dell’esenzione IMU per gli anni 2017 e 2018 anche ai terreni e fabbricati colpiti dal maltempo che in condizioni normali non sono esonerati; il pagamento immediato di tutti i premi a saldo PAC 2016 e premi PSR; l’esonero dal pagamento del diritto annuale camerale per gli anni 2017 e 2018; il blocco di tutte le azioni esecutive e/o giudiziarie per le aziende ricadenti nel perimetro delle zone danneggiate dagli eventi calamitosi.

Come testimonia la situazione delle alluvioni nel Metapontino che si sono succedute dal 2011 – dice Serio – se non si garantiscono tempi certi e finanziamenti adeguati l’emergenza rischia di protrarsi per anni.

 
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