TURISMO VERDE-CIA: NATALE 2015 all’insegna di tradizione e chilometro zero PDF Stampa E-mail
Scritto da carbone   
Giovedì 17 Dicembre 2015 17:45

In attesa dell’arrivo per le festività natalizie degli ospiti, negli agriturismi del circuito Turismo Verde-Cia sono queste le giornate di arrivo delle famiglie per gli acquisti dei prodotti alimentari tipici. In attuazione della campagna “La spesa in campagna” – sottolinea la Cia – la tradizione si coniuga con il chilometro zero che è diventata una tendenza sempre più diffusa tra i consumatori della nostra regione per riempire la dispensa di casa per le feste rifornendosi direttamente in azienda agricola. Tipico vuol dire sano e di qualità: questo vale soprattutto per la Basilicata  che custodisce tra le pieghe del paesaggio rurale un patrimonio di sapori e tradizioni unici e inimitabili, ma soprattutto inscindibili dal territorio. Si tratta di alcune decine di prodotti agroalimentari tradizionali, che per volumi ed estensione territoriale non rientrano nei parametri delle Dop e delle Igp, ma che sono autentiche ‘calamite’ per il turismo enogastronomico, un comparto che vale 5 miliardi l’anno.

“Oggi gli agriturismi sono una risorsa fondamentale della realtà agricola del Paese -spiega Paolo Carbone della Cia Basilicata- e resistono meglio degli altri ai colpi della crisi. Merito dei prezzi accessibili ma anche della multifunzionalità aziendale: perché l’agriturismo non è più solo ristorazione di alta qualità e ospitalità in campagna, è anche uno spazio solidale dove le persone disagiate possono fare terapia con le piante o gli animali; dove bambini e adulti possono toccare con mano il vivere quotidiano in agricoltura, facendo didattica ma anche sport, escursioni e mille altre attività ricreative. Ci siamo resi conto che gli stessi prodotti tipici, che sembrano una nicchia tutelata, in realtà sono minacciati da tante insidie, che andrebbero affrontate in modo responsabile e a tutti i livelli. Di qui l’invito a degustazioni in aziende agrituristiche, a riscoprire antichi sapori, a toccare con mano il nostro Progetto “La spesa in campagna” per avvicinare aziende agricole ed agrituristiche e cittadini al mangiare sano e con risparmio”.

Da cosa deriva il successo che gli agriturismi stanno riscuotendo è piuttosto evidente se riflettiamo su questi dati: la maggior parte di loro sceglie la struttura per l’ospitalità familiare (45,2%) e la buona cucina (24,2%). L’agriturista tipo ha tra i 35 e i 65 anni, è sposato (l’87%) e parte o in coppia o in famiglia (il 75,8% ha uno o più figli).  Il turista sceglie l’agriturismo anche perché risparmia, spende infatti in media 54 euro al giorno rispetto ai 67 euro richiesti dalle altre strutture ricettive (fonte Agriturismo.it, il primo sito per la vacanza in agriturismo).

L’agriturista cerca qualcosa di ben preciso, ossia rilassarsi e degustare piatti tipici, visitare attrazioni naturalistiche e storiche dei dintorni, vivere a contatto della natura in maniera semplice ma non banale, staccare dalla vita frenetica della città e calarsi nella tranquillità di casolari circondati dal verde. Un settore, quindi, quello dell’agriturismo che a pieno titolo ha conquistato una fetta importante dell’offerta turistica italiana.

Bandite le mode esterofile, vince assolutamente il ”made in Italy” e tra i prodotti piu’ gettonati per tre italiani su quattro ci sono sempre vino, spumante, panettone, seguiti da salumi, conserve e formaggi tipici. Cambia anche la modalita’ di acquisto, piu’ attenta e misurata. Oltre l’80 per cento delle famiglie oggi guarda al miglior rapporto qualita’/prezzo ed e’ anche questo che premia i punti vendita piu’ convenienti come le aziende agricole e agrituristiche e i mercatini natalizi, dove si puo’ risparmiare fino al 30 per cento.

Sempre da Turismo Verde non mancano proposte di piatti semplici e a costi contenuti per i menù natalizi e di San Silvestro.

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Dicembre 2015 17:46
 
Segnalazione Danni Olivicoltura PDF Stampa E-mail
Scritto da carbone   
Mercoledì 12 Settembre 2018 15:44

Mercoledì. 12 settembre 2018

A questo LINK è possibile scaricare il modulo per la sagnalazione dei danni all'olivicoltura.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Settembre 2018 15:47
 
CARD CARBURANTI PDF Stampa E-mail
Scritto da carbone   
Giovedì 18 Ottobre 2012 11:30

Card carburanti: Gli agricoltori lucani non hanno nulla da festeggiare

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TURISMO VERDE-CIA: A BERNALDA ASSEMBLEA REGIONALE PDF Stampa E-mail
Scritto da carbone   
Mercoledì 16 Maggio 2018 13:32

Mercoledì, 16 maggio 2018

L’ospitalità rurale in agriturismo e l’acquisto dei prodotti direttamente in azienda sono un connubio inscindibile per la promozione delle produzioni tipiche e di qualità e con esse dei territori. E’ questa la “parola d’ordine” dell’assemblea regionale di Turismo Verde – Spesa in Campagna Basilicata che si terrà venerdì 18 maggio a Bernalda (ore 16 -Fattoria Sportiva “Mastrangelo”). Sarà principalmente – precisa una nota – un incontro di lavoro per fare il punto del comparto agrituristico lucano che registra 137 strutture ricettive con 2.557 posti letto e circa 800mila giornate-letto l’anno e una permanenza media di 3,1 giorni. A questo patrimonio di ospitalità rurale vanno aggiunti i punti di ristoro (una sessantina) che ampliano l’offerta del turismo in campagna. Numeri importanti per costruire la rete degli agriturismi e per intensificare i progetti avviati con la spesa in campagna che non solo conviene ai consumatori perché si risparmia ma perché garantisce genuinità e tipicità dei prodotti. Qui sta anche il valore per così dire didattico della vendita diretta, che consente di far dialogare direttamente il consumatore con il produttore.
Si tratta – sottolinea una nota della Cia – di un progetto molto importante già avviato sperimentalmente in Basilicata da qualche tempo con l’adesione di una trentina di aziende, in gran parte agrituristiche e sul quale puntiamo con la massima decisione. Al momento la spesa in campagna non ha certo i numeri della grande distribuzione, né dei negozi e dei mercati. Crediamo, però, che se si porta avanti un’iniziativa seria e responsabile, questo tipo di vendita diretta può arrivare a coprire il 4-5 per cento dell’intero mercato.
D’altra parte, una filiera lunga comporta una spesa maggiore per i consumatori. Oggi i prezzi dei prodotti, nel loro viaggio dal campo alla tavola, subiscono, proprio a causa dei troppi passaggi e dei troppi intermediari e dei costi di trasporto, aumenti considerevoli.
E questo si riflette in maniera negativa per le tasche dei consumatori che per acquistare anche prodotti di prima necessità sono costretti a fronteggiare continui e insostenibili rincari.
All’assemblea di Bernalda dopo i saluti di Giuseppe Stasi e Giambattista Lorusso, rispettivamente presidenti Cia Matera e Potenza, sono previsti interventi di Paolo D’Andrea, responsabile Spesa in Campagna Basilicata, Giuseppe Modarelli, presidente Turismo Verde, Tommaso Buffa responsabile nazionale Turismo Verde. Ci saranno anche comunicazioni di dirigenti del Dipartimento Agricoltura della Regione, di Alsia e Unibas; conclusioni del coordinatore regionale Cia Donato Distefano.

“Per poter innovare – sottolinea la Cia - occorre partire dai prodotti della tradizione e dalla consapevolezza che le ormai note qualità, tipicità e valori che li contraddistinguono vanno salvaguardate, conservate e organizzate con adeguate forme di tutela, per combattere le sempre più frequenti contraffazioni del “made in italy” agroalimentare, e farne, dunque, strumento di innovazione e di sviluppo economico per imprese e comunità locali. L’agricoltura è certamente il settore sul quale puntare per garantire occasioni di sviluppo e coesione anche nelle regioni meridionali. In quest’ottica è importante potenziare il legame fra territorio, consuetudini alimentari e tradizioni enogastronomiche: tutto ciò offre identità e sviluppo alle comunità locali. Sono necessarie, quindi, iniziative che promuovono la vendita diretta dei prodotti dell’azienda agricola, le “strade enogastronomiche” collegate ai prodotti tipici ed ai vini di qualità, la valorizzazione turistica attraverso le tipicità agroalimentari, i Musei del cibo e della tradizione contadina, una ristorazione che richiami le ricette e i prodotti locali, anche nelle mense pubbliche, l’ospitalità turistica alberghiera per la valorizzazione delle tradizioni alimentari locali”.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Maggio 2018 13:34
 
CIA: SOSTEGNO A SINDACI MELANDRO CONTRO RICERCA PETROLIFERA “LA CERASA” PDF Stampa E-mail
Scritto da carbone   
Lunedì 23 Gennaio 2017 15:04

Lunedì, 23 gennaio 2017

La Cia-Confederazione Italiana Agricoltori dell’area Potentino-Melandro condivide e sostiene la posizione dei Sindaci di Brienza, Marsico Nuovo, Sasso di Castalda, Satriano di Lucania e Tito nettamente contrari al permesso di ricerca petrolifera denominato “La Cerasa” sottolineando che in questa come nelle altre aree rurali della provincia interessate da programmi di ricerca di idrocarburi “lo sviluppo non può prescindere dall’agricoltura, dal paesaggio rurale, dall’agriturismo e dalle produzioni alimentari di qualità”.
Nel ricordare che “tutte le Amministrazioni Comunali del Melandro-Marmo hanno sottoscritto la “Carta di Matera” proposta dalla Cia per dare stabilità ad un positivo rapporto fra Amministrazioni locali ed agricoltori valorizzando le funzioni, le peculiarità e le opportunità di servizio che questi offrono e per tutelare le nostre aziende”, la Cia evidenzia che “l’agricoltura e le sue diversità, che così diffusamente nel nostro Paese caratterizzano prodotti e sistemi produttivi, territori e paesaggio agrario, va tutelata con azioni e politiche appropriate, va pienamente inserita nel contesto dello sviluppo del Paese. Gli agricoltori sono i protagonisti dell’agricoltura. Con la loro organizzazione aziendale e sociale danno vita al territorio rurale rendendolo unico. Molte le opportunità che si offrono e importanti le occasioni da cogliere. Per questa ragione – aggiunge la nota – intendiamo rafforzare i rapporti con i Comuni, stipulare accordi, definire indirizzi di lavoro, concordare programmi di attività, lavorare insieme per l’attuazione di politiche sul territorio a favore di tutta la collettività. A questo compito sono chiamati solidalmente agricoltori e Amministrazioni locali, perché ciascuno nel proprio ambito può contribuire allo sviluppo e al benessere del Paese”. Per la Cia “oltre alle trivelle il nemico da contrastare è l’uso dissennato e confuso del suolo agrario. Occorre preservare l’agricoltura, il peculiare ed inconfondibile paesaggio agrario, oggi più che mai identificabile con il bene ambientale di tutto il Paese. L’erosione della superficie agricola utilizzata è costante ed irreversibile e non può non suscitare allarme e preoccupazione. Si tratta di dare dimensione stabile, condivisa ed universale ad una gestione programmata del territorio compatibile con le esigenze delle aziende agricole anche per quanto riguarda gli investimenti per le energie rinnovabili. In particolare, per la Confederazione le attività di produzione di energia elettrica da biomasse agricole e forestali dovrebbero essere meglio incentivate e i sostegni previsti sapientemente governati, attraverso la definizione del Piano regionale di agroenergia secondo la semplice proposta da attuare di un mini-impianto solare e/o di un mini-impianto eolico in ogni azienda. Si tratta inoltre di cogliere l’opportunità che viene dalle novità positive per la produzione di energia idroelettrica e dalle nuove tecnologie che consentono investimenti ridotti. Anche piccoli impianti a biomasse legnose e gassose e di geotermia sono facilmente realizzabili nelle aree rurali e al servizio primario dell’approvvigionamento energetico delle imprese agricole-zootecniche”.Per la Cia  lavorare a una filiera energetica "green" tutta italiana favorirebbe l'occupazione, in particolare quella giovanile. Tutti dati condivisibili e obiettivi probabilmente raggiungibili, ma se si superano le criticità che la Cia del resto non nasconde: prima di tutto è necessario che i contributi alle energie sostenibili accompagnino la transizione dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, con interventi che premino l'innovazione e l'efficienza a discapito delle speculazioni. Gli obiettivi, però, non devono essere solo quantitativi ma anche qualitativi: bisogna avere le idee chiare sui modelli aziendali che vogliamo sostenere tramite il sistema delle tariffe incentivanti.Per noi è necessario sfatare un luogo comune, inutile e sbagliato, sul dualismo tra cibo ed energia che tradotto vuol dire petrolio contro agricoltura. Si tratta di produrre cibo ed energia in modo sostenibile, come occasione di sviluppo per le imprese agricole e per l'intera società”.

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Gennaio 2017 15:07
 
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