INFORTUNIO LAVORO A TOLVE: ANP-CIA, SICUREZZA NEI CAMPI E’ UNA PRIORITA’ PDF Stampa E-mail
Scritto da carbone   
Sabato 05 Maggio 2018 15:30

Sabato, 5 maggio 2018

Il tragico incidente mortale di un agricoltore di 78 anni nelle campagne di Tolve ci colpisce due volte perché la sicurezza nei lavori agricoli resta un tema di forte emergenza, specie a pochi giorni dalla Festa del Lavoro che i sindacati confederali hanno voluto dedicare proprio alla sicurezza, e perché la presenza a lavoro nelle nostre aziende agricole persino di 80enni è molto diffusa. Ad affermarlo è Mimmo Guaragna, presidente dell’Anp (Associazione Nazionale Pensionati) della Cia-Agricoltori Basilicata sottolineando che i pensionati sono la spina dorsale dell’agricoltura  lucana e con passione dedicano il loro tempo a coltivazioni che in molti casi senza di loro sarebbero abbandonate.

Ma secondo i dati Inail in Provincia di Potenza  - aggiunge -  se nel corso dell’ultimo anno diminuiscono gli infortuni sul lavoro nel comparto industriale (-8%) aumentano quelli nel comparto agricolo (+ 4%) a riprova che c’è ancora molto da fare. La Cia all’interno delle iniziative che ogni anno si svolgono a maggio “mese del sociale” con la campagna “Coltiviamo la vita” ha da tempo portato a termine “Agriprev”, unico progetto di ricerca sulla prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro per il settore agricolo selezionato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, "L'agricoltura – continua Guaragna  - non necessita di grandi e sofisticati sistemi di prevenzione e controllo della sicurezza ma piuttosto di buone pratiche, di giuste precauzioni tecniche e di una razionale organizzazione del lavoro, elementi di forte incidenza sull'abbattimento dei rischi. Inoltre è necessario investire, in via prioritaria, sulla formazione e l'informazione dei datori di lavoro e dei lavoratori. Uno degli obiettivi che si prefigge il progetto Agriprev è proprio la semplificazione e la modularità degli adempimenti in base alle tipologie dei destinatari. Il nostro traguardo - continua  - è quello di far in modo che la prevenzione all'interno delle aziende agricole sia sempre più efficace ed efficiente"

Gli ultrasessantenni -evidenzia ancora l’Anp-Cia Basilicata- sono circa il 20 per cento della popolazione ed entro 15 anni raggiungeranno il 25 per cento. Attualmente oltre l´80 per cento (in pratica 8 su 10) degli anziani chiede servizi sociali, sanitari e assistenziali pronti ed efficienti.  Ciò comporta che sono sempre più numerosi gli agricoltori lucani over 65 anni che, per sopravvivere, aiutare la famiglia e arrivare a fine mese, continuano ad occuparsi dei lavori nei campi. Una distorsione che azzera il ricambio generazionale in agricoltura.  Siamo di fronte – si legge nella nota – a pensioni da fame per chi ha lavorato in agricoltura, le più basse d'Europa. Questo costringe i produttori a continuare l'attività, bloccando il turn-over nei campi.  Ma il problema delle cifre rimane e sono quelle che bloccano un’agricoltura italiana troppo anziana – i titolari di azienda sopra i 65 anni sono il 43% del totale della forza lavoro in agricoltura– e incapace di rinnovarsi. E la ‘colpa’ se di colpa si può parlare non è certo degli agricoltori over 65 che vorrebbero lasciare il posto a chi ha più energia, idee, prospettive di innovazione, ma non può farlo perché la contropartita è una pensione da fame.

«La Confederazione italiana degli agricoltori», ha spiegato la direttrice Cia Potenza Giovanna Perruolo, «da tempo si sta battendo a favore della categoria che vede pensionati che a differenza degli altri continuano a lavorare. E non capisco se lo fanno per passione o perché hanno bisogno di arrotondare la pensione; anche se, a mio avviso, stare alla guida di un trattore ad età avanzata, diventa pericoloso». Per questo Cia pone l'attenzione soprattutto sulla necessità di garantire pensioni più eque, «per non ritrovarsi in futuro con agricoltori di prima fascia che potrebbero andare a percepire 297 euro al mese. Una pensione a dir poco da fame e assolutamente insostenibile: un tema su cui si sta lavorando anche a livello nazionale», ha aggiunto Perruolo.

Ultimo aggiornamento Sabato 05 Maggio 2018 15:31
 
UNA LEGGE REGIONALE PER I DISTRETTI RURALI PDF Stampa E-mail
Scritto da carbone   
Giovedì 11 Ottobre 2012 14:27

DISTRETTI RURALI: SERVE UNA LEGGE REGIONALE

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LE FRAGOLE DEL METAPONTINO A UNO MATTINA PDF Stampa E-mail
Scritto da carbone   
Giovedì 26 Aprile 2018 13:45

Giovedì, 26 aprile 2018

Le gustose fragole del Metapontino hanno svegliato gli italiani entrando nelle case attraverso la tv. Nella trasmissione Uno Mattina Raiuno Rudy Marranchelli, presidente Agia-Cia, insieme ad uno chef ed una esperta, ha fatto conoscere la qualità della rossa del Metapontino. Un mercato che con le produzioni di eccellenza come la fragola Candonga (una varietà pregiata che ha conquistato i mercati nazionali ed internazionali) – ma anche le altre di grande qualità come la Sabrina, Fortuna, Sabrosa, San Andreas, Nabila – ha permesso di creare un valore aggiunto importante alle aziende agricole di questa zona della Basilicata.

Marranchelli ha ricordato la produzione dimezzata a causa delle basse temperature notturne, che hanno toccato i meno 5 gradi – bloccando la maturazione delle fragole – hanno portato ad una diminuzione della produzione del 50 per cento (rispetto al 2017) ed anche con un possibile recupero nei mesi di maggio e giugno la campagna annuale si chiuderà con un calo di almeno il 40 per cento. Nel Metapontino si coltivano mille ettari a fragola, con una produzione media (2017) di 400 quintali per ettaro, per una produzione totale di circa 400mila quintali. Quest’anno, al momento, si stima una produzione poco superiore ai 200mila quintali. Una riduzione di prodotto che ha condizionato il mercato: nel 2017 nello stesso periodo dell’anno (metà di aprile) un chilo di fragole veniva pagato nei mercati generali 2,50 euro al chilo, quest’anno il prezzo è di circa 5 euro al chilo (con punte di 10 euro al kg nel periodo di Pasqua).

 

Le debolezze di comparto sono dunque riconducibili principalmente alla mancanza di un’organizzazione di vendita con un sistema produttivo polverizzato, all’assenza di certificazione volontaria, a costi di produzione elevati (60mila euro di investimento per ettari). Giuseppe Stasi presidente Cia Matera fa i conti in tasca ai produttori del Metapontino: “per un ettaro di fragole bisogna investire anche 65 mila euro, con una forte dipendenza da vivai della Polonia e della Spagna; solo per trasporto ed imballaggio il costo è di 70-80 cent al kg; la manodopera oltre alle tariffe provinciali dei lavoratori agricoli da noi incide per altri 10 euro a lavoratore proveniente da Puglia e Calabria per trasporto. Se, dunque, si producono meno di 400 quintali ad ettaro e non si riescono a vendere ad almeno 2 euro al kg -sottolinea Stasi- ci rimettiamo. Il rischio -per la Cia del Metapontino- è pesante perché la fragola Candonga è un “brand” per il “made in Basilicata”.

E’ chiaro, dunque, che per poter recuperare competitività e garantire reddito ai produttori, bisogna puntare all’aggregazione. La costituzione di Organizzazioni di produttori, in grado di aggregare il prodotto, pianificare strategie competitive e sviluppare efficaci relazioni interprofessionali, resta – afferma Stasi - l’aspetto prioritario e il principale impegno politico e professionale della Cia, proprio con l’obiettivo di sostenere gli agricoltori nell’aggregazione dell’offerta, consentire una maggiore competitività sul mercato e favorire tutte le relazioni di filiera.

 

 
CIA: AL VIA INIZIATIVE PER QUARANTENNALE PDF Stampa E-mail
Scritto da carbone   
Venerdì 13 Gennaio 2017 20:44

Venerdì, 13 gennaio 2017

Il futuro della rappresentanza del mondo agricolo non può prescindere dal passato. Questo per la Cia significa ripercorrere la sua storia che ha segnato profondamente quella sociale, civile, politica della nostra e delle altre regioni italiane. E’ questo il significato del quarantennale della Confederazione che si celebra quest’anno attraverso numerose iniziative con lo slogan centrale "Da quarant'anni con gli Agricoltori Italiani". Uno slogan che è sia memoria del passato sia proposito per il futuro con cui la Cia ha scelto di aprire le celebrazioni per i 40 anni dall'unificazione tra UCI, Alleanza Contadini e Federmezzadri, da cui nacque nel 1977 la Confederazione italiana coltivatori che poi, nel 1992, evolse nell'attuale Confederazione italiana agricoltori.

L'obiettivo è quello di riflettere sull'attualità del pensiero dei protagonisti del movimento popolare meridionale e di quello contadino, per porre concretamente al centro del dibattito economico e politico regionale e nazionale la riformulazione, in chiave moderna, dello storico problema: passare dalla 'questione agraria' di Rocco Scotellaro e Manlio Rossi Doria ad una più attuale 'questione rurale' posta dalla nascita e dall'evoluzione della stessa Politica Agricola Comunitaria, dal continuo processo di allargamento dell'Unione Europea, dai fenomeni di internazionalizzazione selvaggia e dall'irruzione prepotente sulla scena agroalimentare della grande distribuzione organizzata.

Sta a noi – affermano Nicola Serio e Donato Distefano, presidente regionale vicario e direttore regionale Cia - rinnovare la memoria storica delle lotte contadine, nel ricordo dei nostri capocontadini e l'impegno per diventare il sindacato più moderno del territorio agricolo. Dall'occupazione della terra alla riforma della governance in agricoltura c'è un filo unico che è rappresentato dal protagonismo ieri come oggi del mondo agricolo: quel tratto tipico della cultura contadina, che vede esaltare la coscienza individuale, il bisogno profondo di autonomia della persona umana, l'agire responsabile del singolo nel contesto sociale; valori antichi che stentano ancora a vivificare e arricchire la modernità.

Tante le iniziative con cui la Cia festeggerà lungo tutto il 2017 le sue 40 candeline: una Conferenza economica nazionale; un focus a Bruxelles su "Avolio e l'Europa"; un convegno a Roma su "Autonomia, Impresa, Rappresentanza" e, soprattutto, un grande evento di chiusura il 20 dicembre a quarant'anni esatti dalla costituzione della Confederazione.

C’è un legame stretto tra Giuseppe Avolio e Rocco Scotellario – sottolinea Paolo Carbone – segnato dalla militanza socialista e dall’attenzione al tema della terra e del mondo contadino emerso con maggiore forza nel 2003, quando la CIA volle ricordare i 50 anni della morte di Scotellaro con un convegno organizzato a Tricarico sul tema “L’attualità di Rocco Scotellaro. Dal declino della civiltà contadina alla rinascita della ruralità”, Avolio vi partecipò con un appassionato intervento.

"La Cia di oggi guarda, in questo modo, alle sue radici ma vive nel presente ed è proiettata nel futuro -sottolinea il presidente nazionale Dino Scanavino- per definire una rappresentanza connessa con il reale, in un modo nuovo, concreto, vicino ai bisogni degli imprenditori associati, specifico, competente, non generalista, non autoreferenziale".

Una rappresentanza moderna che è frutto di tante battaglie: per difendere il reddito dei produttori, per uno stato sociale più equo, per una Pac semplice e senza ritardi nei pagamenti, per un'amministrazione più efficiente, per un Paese veloce, per affermare l'immagine di un'agricoltura seria e coraggiosa, fatta di agricoltori e non di slogan.

Ma non solo azione sindacale, anche servizi per l'imprenditoria. L'organizzazione ha messo in moto un progetto di crescita e di rinnovamento totale delle attività con un obiettivo preciso per il sistema Cia: "Non solo saper fare, ma saper ascoltare, non aspettare negli uffici ma andare nelle aziende -spiega Scanavino-, non essere soltanto i migliori in un singolo servizio ma offrire una gamma di servizi che sia completa e integrata. Alla persona e all'impresa. Da qui ai prossimi 40 anni".

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Gennaio 2017 20:49
 
Tra energie ed ambiente

03.12.2009
Tre le iniziative di CIA e AIEL programmate tra Tricarico e Potenza per "100 PIAZZE PER IL CLIMA"
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