"La lotta non si ferma qui"

Articolo tratto da "La Nuova del Sud" del 09/03/2015

La CIA lucana: "Le modifiche apportate nel primo passaggio parlamentare sono insufficienti"

"La lotta non si ferma qui"

La manifestazione di Matera contro L'IMU agricola è solo il primo passo

"Imposta ingiusta, fonte di sperequazioni e che ha provocato le proteste del mondo agricolo"

Matera - Dopo la grande manifestazione degli agricoltori a Matera, la mobilitazione continua. Lo sottolinea la CIA per la quale le modifiche apportate nel primo passaggio parlamentare al Senato sull'IMU agricola "sono decisamente insufficienti". La sezione lucana della Confederazione Italiana degli Agricoltori spiega: "La concessione della proroga al 31 marzo per i versamenti del 2014 e il riconoscimento di una detrazione di 200 euro, a decorrere dal 2015, per gli agricoltori professionali (iap e cd) non cambiano la sentenza del provvedimento, che  perpetua l'ingiusta applicazione dell'imposta per i possessori di terreni che non hanno queste qualifiche o che li concedono in affitto o in comodato ad agricoltori professionali. Restano, inoltre, ancora da risolvere le questioni più urgenti e inique derivanti dalla classificazione Istat, che comporta l'assoggettamento al tributo dei terreni marginali e con scarsa produttività o, peggio, interessati da eventi e calamità naturali".

Il coordinamento Agrinsieme tra CIA, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative agroalimentari ha chiesto - e lo ribadisce ora anche al Senato -  "di rivedere una scelta che si presenta, alla prova dei fatti, fonte di sperequazioni e che ha provocato legittime proteste da parte del mondo agricolo".

La CIA ribadisce che proseguirà nella capillare mobilitazione sul territorio, con iniziative di sensibilizzazione di prefetti, sindaci, parlamentari, mass media e opinione pubblica su un provvedimento che richiede profonde modifiche nel prossimo esame alla Camera, a cominciare dall'abrogazione del pagamento retroattivo per il 2014.


Le proposte della confederazione degli agricoltori

In  primo luogo a parere della CIA è necessario modificare alcune parti della normativa in ragione del fatto che l'imposta non rispetta i principi fondamentali del contribuente: equità, sostenibilità e progressività.

PRIMA QUESTIONE - Riguarda il riconoscimento dell'esenzione nei comuni parzialmente montani e della riduzione del coefficiente di rivalutazione nei Comuni di pianura al solo cosiddetto agricoltore professionale. Intendendosi per agricoltore professionale la figura di cui all'art. 1 del d.lvo 99/2004, iscritto nella previdenza agricola Inps. "La volontà del legislatore che ha voluto espressamente circoscrivere solo a tale figura alcune esenzioni e agevolazioni di fatto limita a poco più di 400mila posizioni previdenziali esistenti in Italia e poco più di 8mila in Basilicata.

"Appare estremamente limitativo - spiega la CIA - restringere le agevolazioni alle sole figure iscritte negli elenchi Inps. Con la figura dell'agricoltore attivo la norma annovera oltre 800mila beneficiari e figure addette, quasi il doppio di quelle attualmente riconosciute. Solo in Basilicata ulteriori 10mila aziende potrebbero beneficiare dell'esenzione e dell'agevolazione allocate nei 9 comuni parzialmente montani e nei 16 comuni non montani di pianura".

SECONDA QUESTIONE - La seconda questione da sottoporre a modifica riguarda l'interpretazione data dal legislatore circa i terreni oggetto di concessione ad agricoltori professionali. "In questo caso nessuna agevolazione o esenzione è riconosciuta se le due parti, concedente e concessionario, non rivestono congiuntamente la figura di agricoltore professionale con iscrizione Inps. La Cia propone di riconsiderare l'impianto normativo riguardo le figure e i soggetti che conducono e lavorano il terreno secondo il principio europeo dell'agricoltore attivo". Secondo la Cia tali modifiche produrrebbero: a) un allineamento delle nostre normative agli indirizzi europei; b) le basi per un sistema impositivo più equo e sostenibile e premiale per chi svolge attività in agricoltura; c) fondiaria e un accrescimento del dimensionamento fondiario delle singole aziende; d) una più ampia e significativa crescita di territori preservati, manutentati e sottratti all'abbandono e al dissesto".

 

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