OLIVO: una giornata di studio a Grassano PDF Stampa E-mail
Scritto da carbone   
Venerdì 28 Luglio 2017 18:56

Venerdì, 28 luglio 2017

Le innovazioni tecnico-scientifiche relative alla difesa sostenibile dell’olivo sono state illustrate a Grassano in una giornata di studio promossa in collaborazione tra Regione Basilicata, Alsia, Comune di Grassano, Oprol-Cia e la società Dow Agrosciences.

Nell’incontro sono stati affrontati temi specifici sui metodi di controllo della mosca delle olive e sono state presentate le attività dell’Alsia in corso e le innovazioni tecnologiche che la ricerca rende disponibili permettendo di ottimizzare la gestione dell’oliveto con tecniche di agricoltura di precisione.

Le piante di olivo – hanno sostenuto i tecnici dell’Alsia - devono essere tutelate e difese dai parassiti animali e vegetali anche attraverso le nuove tecniche agronomiche e con l’ausilio dei moderni mezzi tecnologici per ottenere un prodotto di elevata qualità. In particolare nel seminario si è fatto riferimento alle infestazioni della mosca olearia (Bactroceraoleae) e alla Xylella fastidiosa, grave patologia che ha colpito gli ulivi del Salento.

Sono stati presentati anche gli aggiornamenti dei disciplinari regionali di produzione integrata per la coltura dell’olivo insieme agli ultimi preparati insetticidi registrati recentemente dalla DOW AgroSciences sulla coltura dell’olivo.

Un incontro – sottolinea una nota di Oprol-Cia – particolarmente attuale per fare il punto con i produttori olivicoli dell’andamento vegetativo. La situazione climatica preoccupa sia per la siccità che per le previsioni di piogge improvvise e abbandonanti con il pericolo della diffusione della mosca delle olive. Si deve perciò intervenire con il supporto dei tecnici per salvaguardare quantità e qualità delle nostre olive più pregiate come quelle della Collina Materana.

Tra gli intervenuti, il sindaco Filippo Luberto, il presidente regionale dell’Oprol, Rocco Pace; Arturo Caponero, Lino Grieco e Giovanni Lacertosa dell’Alsia-Crma,Giampaolo De Stefani di Dow AgroSciences e Giuseppe Nigro dell’Oprol.

Con i suoi circa 30mila ettari coltivati, l’olivo in Basilicata rappresenta la coltura legnosa agraria più diffusa. Le aziende censite nel comparto si aggirano sulle 40mila con una Produzione lorda vendibile di circa 60 milioni di euro e un’incidenza del 5% sull’ intera economia del settore primario.

Per tali motivi le piante di olivo devono essere tutelate e difese dai parassiti animali e vegetali anche attraverso le nuove tecniche agronomiche e con l’ausilio dei moderni mezzi tecnologici per ottenere un prodotto di elevata qualità.