LE FRAGOLE DEL METAPONTINO A UNO MATTINA PDF Stampa E-mail
Scritto da carbone   
Giovedì 26 Aprile 2018 13:45

Giovedì, 26 aprile 2018

Le gustose fragole del Metapontino hanno svegliato gli italiani entrando nelle case attraverso la tv. Nella trasmissione Uno Mattina Raiuno Rudy Marranchelli, presidente Agia-Cia, insieme ad uno chef ed una esperta, ha fatto conoscere la qualità della rossa del Metapontino. Un mercato che con le produzioni di eccellenza come la fragola Candonga (una varietà pregiata che ha conquistato i mercati nazionali ed internazionali) – ma anche le altre di grande qualità come la Sabrina, Fortuna, Sabrosa, San Andreas, Nabila – ha permesso di creare un valore aggiunto importante alle aziende agricole di questa zona della Basilicata.

Marranchelli ha ricordato la produzione dimezzata a causa delle basse temperature notturne, che hanno toccato i meno 5 gradi – bloccando la maturazione delle fragole – hanno portato ad una diminuzione della produzione del 50 per cento (rispetto al 2017) ed anche con un possibile recupero nei mesi di maggio e giugno la campagna annuale si chiuderà con un calo di almeno il 40 per cento. Nel Metapontino si coltivano mille ettari a fragola, con una produzione media (2017) di 400 quintali per ettaro, per una produzione totale di circa 400mila quintali. Quest’anno, al momento, si stima una produzione poco superiore ai 200mila quintali. Una riduzione di prodotto che ha condizionato il mercato: nel 2017 nello stesso periodo dell’anno (metà di aprile) un chilo di fragole veniva pagato nei mercati generali 2,50 euro al chilo, quest’anno il prezzo è di circa 5 euro al chilo (con punte di 10 euro al kg nel periodo di Pasqua).

 

Le debolezze di comparto sono dunque riconducibili principalmente alla mancanza di un’organizzazione di vendita con un sistema produttivo polverizzato, all’assenza di certificazione volontaria, a costi di produzione elevati (60mila euro di investimento per ettari). Giuseppe Stasi presidente Cia Matera fa i conti in tasca ai produttori del Metapontino: “per un ettaro di fragole bisogna investire anche 65 mila euro, con una forte dipendenza da vivai della Polonia e della Spagna; solo per trasporto ed imballaggio il costo è di 70-80 cent al kg; la manodopera oltre alle tariffe provinciali dei lavoratori agricoli da noi incide per altri 10 euro a lavoratore proveniente da Puglia e Calabria per trasporto. Se, dunque, si producono meno di 400 quintali ad ettaro e non si riescono a vendere ad almeno 2 euro al kg -sottolinea Stasi- ci rimettiamo. Il rischio -per la Cia del Metapontino- è pesante perché la fragola Candonga è un “brand” per il “made in Basilicata”.

E’ chiaro, dunque, che per poter recuperare competitività e garantire reddito ai produttori, bisogna puntare all’aggregazione. La costituzione di Organizzazioni di produttori, in grado di aggregare il prodotto, pianificare strategie competitive e sviluppare efficaci relazioni interprofessionali, resta – afferma Stasi - l’aspetto prioritario e il principale impegno politico e professionale della Cia, proprio con l’obiettivo di sostenere gli agricoltori nell’aggregazione dell’offerta, consentire una maggiore competitività sul mercato e favorire tutte le relazioni di filiera.