L' IMU, così com'è, è inaccettabile.

Articolo tratto da "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 04/03/2015.

"L' IMU, così com'è, è inaccettabile".

Silvio Scanavino, presidente nazionale della CIA: "Un'alchimia dannosa al comparto".

IMU agricola, accise sul gasolio, quote latte e Piani di Sviluppo rurale. È soprattutto su questi temi che si gioca il presente e il futuro del comparto agricolo. Lo ha sottolineato a Matera Dino Scanavino, presidente nazionale della CIA, Confederazione Italiana degli Agricoltori. Anche se in Basilicata c'è un problema in più: le trivellazioni per la ricerca del petrolio che devastano il territorio e tolgono spazi vitali e possibilità al comparto primario.

"Siamo mobilitati come organizzazione contro l' IMU sui terreni agricoli - dice Scanavino - e stiamo cercando di far capire al Governo che questa imposta, così com'è, non si può sopportare. Non tiene conto della redditività dei terreni ed è un'alchimia dannosa al comparto. L' IMU deve cambiare radicalmente in quanto così non si può pagare. Spesso abbiamo al nostro fianco i sindaci e questo è il segnale del fatto che il problema cadrà addosso ai Comuni che hanno già la decurazione da parte dello Stato e che quindi avranno un introito minore e servizi inferiori da poter garantire ai cittadini. Bisogna tenere aperto il tavolo, far slittare ancora la scadenza, modificare radicalmente questa imposta."

E le quote latte?: "Siamo alla fine del regime quote. Da parte di alcune regioni d'Europa è arrivata la richiesta di un sistema di 'atterraggio morbido', altri sollecitano un sistema successivo a quello delle quote. La nostra organizzazione, da sempre - chiarisce Scanavino - ritiene le quote un fatto non positivo. Il commissario della Unione Europea ha detto, di recente, che il sistema terminerà il 31 marzo e non ci sarà nessun paracadute, e su questo siamo d'accordo. È fuorviante la notizia di un prolungamento del termine, una voce che ha fatto impennare le produzioni di latte. Infatti, chi ha paura che le quote restino, produce di più per posizionarsi in alto. Il ministro ha proposto un sistema di rateizzazione delle sanzioni, ma non è sufficiente. Ci vuole qualcosa che elimini quelle del 2014. Per il periodo antecedente abbiamo sempre avuto una posizione molto rigida, nel senso che chi ha sforato deve pagare."

Per l'accise sul gasolio non si trova una soluzione: "È una questione simile all'IMU. L'assegnazione del carburante, così com'è, non va bene. Sono penalizzati gli agricoltori professionali più dinamici, che fanno utilizzo del gasolio per attività intensiva o estensiva. Altri, invece, che hanno grandi estensioni ma non coltivano, non lo consumano tutto. Per cui il problema non è tanto ridurre l'assegnazione, ma cambiare il sistema, incentivando chi coltiva e fornendo il carburante sufficiente."

I Piani di sviluppo rurale, un'opportunità anche per la Basilicata?: "C'è molta attesa in tutta Italia - dice Scanavino - I Piani sono stati iscritti, si è dialogato con Bruxelles per quanto riguarda le osservazioni. So che in Basilicata le cose stanno procedendo per il meglio. Dai Piani di sviluppo discendono i bandi, che molte volte hanno stravolto le premesse. Ecco perchè poniamo molta attenzione alla costruzione dei bandi (da parte delle Regioni) e anche al fatto che le risorse non vadano fuori dal settore agricolo."

Pare che oltre il 70% del territorio lucano sia destinato a sopportare le trivellazioni per il petrolio. Voi del comparto agricolo temete che questo massiccio ed invasivo intervento possa arrecare danni al settore? Del resto, i danni alle aziende zootecniche della Val D'Agri sono sotto gli occhi di tutti.

"Bisogna smettere di considerare il territorio rurale come zona non ancora urbanizzata. Deve avere la sua dignità. Noi siamo progressisti, ma da questo a vedere lo scempio del territorio a favore di un'attività estrattiva ce ne passa. Non è contrarietà per principio alle trivellazioni, ma le piccole regioni che hanno la vocazione agricola e che dimostrano di avere capacità e produzioni di eccellenza, come la Basilicata, non possono essere messe sotto scacco dal petrolio."

Emilio Salierno

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