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ESENZIONE IMU PER AGRICOLTORI PENSIONATI: ANP-CIA, UNA NOSTRA VITTORIA

Venerdì, 2 marzo 2018

La risoluzione del Dipartimento Finanze del Ministero dell’Economia chiarisce che l’esenzione dal pagamento dell’Imu sui terreni agricoli a favore dei coltivatori diretti (CD) e imprenditori agricoli professionali (IAP) riguarda anche i CD e gli IAP pensionati iscritti alle relative gestioni previdenziali, che continuano a condurre i propri terreni. Il dubbio era nato relativamente a una presunta incompatibilità tra il fatto di godere del trattamento pensionistico e l'agevolazione IMU. Finalmente –a ffermano Cia e Anp Basilicata- si pone rimedio a un’ingiustizia che abbiamo sempre denunciato. Nel 2017 abbiamo portato avanti questa istanza con iniziative su tutto il territorio nazionale, sensibilizzando le Istituzioni preposte. Questa risoluzione, continuano Cia-Agricoltori Italiani e Anp-Associazione nazionale pensionati, la consideriamo una nostra vittoria.

Ma il provvedimento – commenta Mimmo Guaragna, presidente regionale Anp-Cia – è solo un primo passo verso il riconoscimento pieno del valore sociale dell'agricoltore pensionato. Nelle aree rurali gli effetti della crisi sono amplificati, soprattutto per gli “over 65”, perché agli assegni pensionistici mediamente più bassi si unisce la carenza a volte strutturale dei servizi socio-assistenziali aggravata dai continui tagli alla sanità e in particolare al Fondo per la non autosufficienza. Lo scenario delle condizioni di vita degli anziani che vivono nei comuni agricoli è segnato dalla perdita incessante di abitanti e non si prevede una inversione di tendenza. La crisi demografica fa aumentare la percentuale delle persone anziane.

«Per questo il tema dell’affiancamento per il ricambio generazionale in agricoltura – sottolinea Guaragna - si fonda sul ruolo dell’anziano che aiuta, collabora, sostiene, insegna, forse anche rimprovera, ma comunque favorisce l’inserimento del giovane agricoltore. Se questo ruolo è considerato, anche dalla legge, un valore, ciò deve valere anche per il resto delle funzioni svolte anche quando queste non sono più propriamente produttive. Comunque, anche qui intendiamo ribadire il nostro impegno all’attuazione della legge, proposta insieme ad Agia, che prevede appunto l’affiancamento per favorire il ricambio generazionale nelle aziende agricole».

E sul ruolo degli anziani? «Se come da più parti si sostiene – ha proseguito Guaragna -, gli anziani sono una risorsa sociale e culturale, è necessario che la società si organizzi e sia coerente, che metta nelle condizioni le persone anziane di esprimere tutte le potenzialità e la ricchezza sociale e culturale di cui sono portatrici. Per noi questo è un argomento sensibile, per il quale da anni ormai rivolgiamo il nostro impegno, in particolare per valorizzare la memoria e i valori della cultura contadina da trasferire alle nuove generazioni di agricoltori e di cittadini».

Ancora è importante che nei nostri comuni rurali e nei quartieri e nelle frazioni delle nostre cittadine gli anziani abbiano i loro luoghi autogestiti dove incontrarsi e socializzare.

Per questo stiamo lavorando alla creazione dei Centri di Aggregazione Intergenerazionali, affinché si realizzi un dialogo con tutti, soprattutto con i giovani a cui chiediamo di ritrovare e di ripensare le proprie radici.

E’ inoltre compito dell’ANP rivitalizzare la Consulta Regionale per l’Anziano. La nostra presenza ed il nostro attivismo in questo organismo sarà molto più efficace se la Consulta raccoglierà i suggerimenti che verranno dai territori.

 
CIA: IL GELO NEMICO NUMERO UNO PER AGRICOLTORI

Martedì, 28 febbraio 2018

Con le temperature notturne - che in alcune aree della regione hanno toccato sino a meno 8 gradi nel Potentino e meno 6 nel Materano - è il gelo il nemico numero uno per gli agricoltori lucani. La neve invece è stata salutata con favore perché allevia la nota situazione di carenza idrica e favorisce l’incremento degli invasi. Una boccata di ossigeno e di fiducia in aree già sfiancate da numerosi problemi legati alle crisi di mercato. Gli uffici della Cia-Agricoltori di Potenza e di Matera come quelli comunali stanno monitorando la situazione e sono impegnati a raccogliere le segnalazioni dei produttori che si preparano ad affrontare le preannunciate (dai metereologi) ulteriori gelate. Non siamo, da noi, ai cappotti per i baby vitellini e coperture per le verdure o lampade anti gelo e impianti di riscaldamento in funzione a pieno ritmo, come in altre parti del Paese, ma affrontare adeguatamente l’allerta è fondamentale per ridurre i danni. Le preoccupazioni maggiori riguardano nel Metapontino alcune varietà di pesche ed albicocche precoci in fioritura e le drupacee precoci ma anche orticole in campo prossime alla raccolta (piselli, fave, patate, meloni, lattuga, finocchi, tra gli altri) che risentono più di altre del gelo. Sempre nel Metapontino – riferisce Giuseppe Stasi, presidente Cia Matera - si è verificata una gelata pesante in quanto le temperature sono scese sotto lo zero di 5 gradi e considerando il periodo dove le piantagioni primizie di drupace e fragoleti sono in piena fioritura e con frutticini i danni sicuramente saranno ingenti ma questo si può verificare solo nei prossimi giorni. Per gli alberi da frutta, complice la “finta primavera” di gennaio, sono andati in fioritura precocemente, e ora rischiano di subire uno shock “agghiacciante”.

I problemi per i produttori, oltre a quelli di limitare i danni – dicono agli uffici Cia - sono principalmente due: costi aziendali in aumento per l’elettricità (serre e strutture su tutte); fronteggiare le speculazioni di mercato sulle produzioni ortive che i grossisti vorrebbero acquistare sul campo a meno. Quest’ultimo caso evidenzia la solita questione: il consumatore dal fruttivendolo “scarta” la lattuga o i carciofi segnati dal gelo e il produttore, spesso, è costretto a svendere. Inoltre si rilevano problemi di natura logistica per mancate partenze dei camion per il ritiro e le consegne di prodotti freschissimi già pronti e imbustati. Anche se l’altra faccia della medaglia: con il forte abbassamento delle temperature si registra un boom per le zuppe a tavola con un aumento stimato pari al 20% negli acquisti degli ingredienti base per la loro preparazione, dalle verdure ai legumi. Le verdure di stagione danno il giusto quantitativo di sali minerali e vitamine antiossidanti che sono di grande aiuto per combattere le conseguenze dello stress del cambio repentino di temperatura sull'organismo.

E' ancora presto – dice Stasi - per determinare con esattezza l'entità dei danni, ma vedere le gemme/i fiori cristallizzati è un brutto colpo anche perché non sono numerose le aziende che hanno stipulato assicurazioni contro il gelo.

 

 
Ridurre costi razionalizzando raccolta e potatura per aiutare gli olivicultori

 

 
CIA-AGRICOLTORI: INNOVAZIONE PER UN FUTURO SOSTENIBILE - UN MODERNO E INCLUSIVO “SINDACATO DEL TERRITORIO”

Giuseppe Stasi, presidente CIA MateraCon le assemblee provinciali di Potenza e di Matera della Cia-Agricoltori Italiani, il “Sindacato del Territorio”, si innova e si appresta a misurarsi e governare le nuove sfide che riguardano il comparto agricolo e rurale anche in Basilicata.

Lo snodo delle future sfide dell’agricoltura e del nostro territorio di Basilicata totalmente a vocazione rurale, risiede nella capacità di coniugare, produttività (produrre alimenti sufficienti e di qualità), competitività (fornire il giusto reddito agli Agricoltori), sostenibilità (tutelare il capitale naturale e le sue risorse), questo nuovo paradigma deve basarsi su due rilevanti capisaldi, le innovazioni (digitali, ricerca, organizzativa, sociale ecc.), il legame con i territori, fattori che consentono nuovi equilibri e rinnovata centralità dell’impresa agricola nelle filiere.

La nuova governance della Cia-Agricoltori di Basilicata, testimone dei valori e della storia della Confederazione, radicata nel territorio coniuga un e che celebra il 40ennale di vita associativa, si basa sulle due strutture provinciali, si articola su 6 Poli di servizi 4 a Potenza e 2 a Materia e 18 strutture zonali (12 in provincia di Potenza e 6 in quella di Matera) e oltre 40 uffici comunali, oltre ad un coordinamento regionale che ha funzioni di raccordo dell’azione sindacale e di progetto rurale, con tutte le sue articolazioni di sistema, dalle Associazioni di persone Donne, Giovani e Pensionati, i Gie (Gruppi di interesse economico per comparto di prodotto) e gli Istituti e le società di servizi, guarda e intende governare il cambiamento e attuare i processi di consolidamento dell’azienda agricola nelle campagne lucane.

Al centro restano gli uffici comunali front office erogatori di servizi alle comunità locale e il primo luogo di confronto e di azione. Sono questi i principi ribaditi nelle assemblee provinciali di Potenza e di Matera che si sono chiuse, nello scorso fine settimana, con l’elezione delle Giunte Provinciali: a Matera, è stato eletto Presidente Giuseppe Stasi, produttore ortofrutticolo del meta pontino, Lucrezia Digilio Vice Allevatore di Ferrandina e Celestino Viti Componente cerealicoltore di Matera, a Potenza il Presidente è Giannino Lorusso produttore zootecnico di Avigliano; Michele Bove vice con azienda zootecnica in Val d’Agri e  Paolo D'Andrea, componente serricoltore e produttore di funghi di Acerenza.

L’obiettivo centrale dell’evoluzione organizzativa – è stato spiegato - è  sintetizzabile intorno ai temi impresa-territorio-mercato e oggi sempre più nel paradigma innovazione e sostenibilità, attraverso l’impegno a continuare a lavorare per offrire soluzioni sempre più concrete e vicine ai fabbisogni reali degli ‎imprenditori agricoli, attraverso servizi mirati, innovativi e integrati e in grado di dare prospettive e futuro ai nostri territori. Perché i servizi e la consulenza sono alla base di una efficace e moderna  un'organizzazione imprenditoriale, e noi dobbiamo governare la complessità, efficientare i servizi, semplificare le procedure di processo e di prodotto.

 

Il progetto di semplificazione, sostenibilità e rafforzamento della Confederazione – si sottolinea nella nota – è una risposta alle profonde trasformazioni presenti nella società, nell’economia e nella politica, che richiedono radicali modifiche anche nella rappresentanza. La Confederazione italiana agricoltori pone al centro della sua azione l’imprenditore agricolo e promuove i valori dell’impresa agricola fondata sui principi della democrazia economica e rappresenta gli interessi degli imprenditori agricoli che operano nel mercato dei prodotti dei beni alimentari e dei servizi connessi all’attività agricola; dalla propria attività ricavano reddito per se e per la propria 
famiglia; contribuiscono allo sviluppo economico, al benessere sociale ed alla tutela del territorio e dell’ambiente. Impresa giovane e ricambio generazionale sono fattori nodali per costruire il futuro dell’agricoltura.

La nostra mission – si afferma nel documento - è far crescere la confederazione all'interno del panorama della rappresentanza italiana senza mai dimenticare la nostra base e le nostre radici, ovvero gli Agricoltori rafforzando la capacità di essere resilienti, trovando la nostra cifra distintiva: essere un'organizzazione moderna e innovativa che incontra le esigenze degli Associati, che si fa promotrice di un'azione sindacale utile, non solo in termini di elaborazione propositiva,ma pratica capace di mettere al centro del proprio agire l’impresa agricola rendendola competitiva, sostenibile e sicura.

 
DONNE IN CAMPO CIA: "Femminile" e "creativo" sono due termini molto legati tra loro soprattutto in agricoltura

Lunedì, 12 febbraio 2018

"Femminile" e "creativo" sono due termini molto legati tra loro soprattutto in agricoltura dove, secondo una tendenza che si va consolidando in Basilicata è in corso da diversi anni un percorso di crescita delle donne al timone di aziende, agriturismi, fattorie sociali, attività di trasformazione dei prodotti alimentari, strutture di ricerca. Aumenta la capacità delle donne di fare impresa agricola e, insieme, sale la necessità di una partecipazione attiva e diretta alla rappresentanza dei loro bisogni. L'incidenza delle donne nelle aziende agricole lucane va al di sopra della media nazionale (30 per cento). Sono queste le premesse dell’Assemblea congressuale di Donne in Campo aderente alla Cia che ha eletto Lucrezia Digilio nuova presidente che subentra a Matilde Iungano dopo un lungo e positivo impegno di crescita quantitativa e qualitativa dell’Associazione. Lucrezia è laureata in agraria tecnologia delle produzioni animali, lavora nell’azienda di famiglia di Ferrandina e viene dal direttivo regionale AGIA e per AGIA e il CEJA (Consiglio Europeo Giovani Agricoltori) ricopre l'incarico di Esperto UE presso il Gruppo di Dialogo Civile Prodotti da Latte a Bruxelles. Guiderà una squadra (il direttivo) composta da Maria Bontempi, Angela Guarini, Nicolina Caggiano, Elena Pucci, Maria Chiara Pisano, Ida Curcio, Chiara Gerardi.

'Riprendersi la capacità di immaginare il futuro' è l'ultimo slogan su cui l'Associazione Donne in Campo vuole impegnarsi. L'Associazione crea ‘reti’ di donne sul territorio rurale, tesse relazioni tra le aziende e costruisce comunità e gruppi locali. Il connubio straordinario tra donne e agricoltura – sottolinea Lucreazia Digilio - passa attraverso l’amore per la terra, l’attenzione alla salubrità dei prodotti e ai processi produttivi, nell’impegno a tramandare le culture locali alle nuove generazioni e nell'innovazione, caratteristica determinante dell'imprenditoria femminile. Un impegno – aggiunge - che permette alle agricoltrici di "ricucire" lo strappo tra tradizione e innovazione ricongiungendo passato, presente e futuro in un "continuum" che ridisegna un sentiero comune per tutta la collettività.

In questi anni di crisi economica, le aziende agricole al femminile – sottolinea il direttore regionale della Cia Donato Distefano - hanno retto e reagito meglio alle difficoltà, rispetto al resto dell’agricoltura, perché più multifunzionali e innovative. Il confronto degli ultimi censimenti evidenzia che le aziende al femminile hanno tenuto meglio la crisi calando dell’1% mentre quelle maschili subivano un calo del 9%.. Le donne in Italia possiedono il 21% della superficie agricola utilizzata, la dimensione delle loro imprese è inferiore rispetto alla media totale (circa 8 ettari): circa il 78% di esse è al di sotto dei 5 ettari (contro il 9,1 delle aziende maschili), mentre il 20% si colloca al di sopra dei 100 ettari. Il volume di produzione delle imprese femminili, inoltre, è mediamente di 16mila euro contro i circa 30mila euro di quelle maschili.

Le Donne in Campo intendono ripristinare un sano ed equilibrato rapporto con l’ambiente e una piena e libera espressione delle capacità imprenditoriali delle agricoltrici e degli agricoltori italiani. Sono impegnate nella valorizzazione di tutti i metodi di produzione agricola ecocompatibili con particolare attenzione alla salvaguardia della stabilità e alla fertilità dei suoli. Allo stesso tempo vogliono introdurre con la ricerca innovazioni culturali, di processo, di prodotto e di diversificazione delle attività aziendali a integrazione del reddito. Sono impegnate a trasmettere alle nuove generazioni i valori dell’agricoltura con le fattorie didattiche, ad offrire le loro aziende per l’accoglienza degli anziani, dei disabili e degli emarginati, delle donne in difficoltà a difendere l’agricoltura di montagna.

Secondo Donne in Campo Basilicata, per lo sviluppo delle filiere corte un ruolo rilevante ha il programma "La Spesa in Campagna", per il quale la neo presidente Lucrezia Digilio ha coordinato numerose iniziative, con aziende di cui le donne sono titolari che spesso implementano valore aggiunto con attività di trasformazione dei prodotti, organizzate sul territorio, integrate con le reti agrituristiche, capaci di entrare in relazione diretta con i consumatori, anche promuovendo sistemi di acquisto innovativi.

 
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