Benvenuto in CIA Basilicata
INAC-CIA IN PIAZZA DOMANI A MATERA E A VIGGIANO

L'Inac-Istituto nazionale assistenza cittadini del sistema-servizi Cia domani scende nelle piazze di Matera (piazza Vittorio Veneto) e Viggiano (piazza Plebiscito) per dare vita alla nona edizione di "Inac in piazza per te". Simbolicamente – spiega una nota - abbiamo scelto due luoghi simbolo della nostra Regione allo scopo di segnalare il forte legame tra cultura, lavoro, investimenti e lavoro, ma anche nuove tutele previdenziali, assistenziali, e rinnovata qualità della vita, tematiche sempre più attuali per le  nostre comunità e i nostri territori, quali capisaldi di una nuova stagione di  sviluppo e benessere per la Basilicata.Gazebo Inac a Matera

Il sistema della Cia -continua la nota - con le oltre 35 mila pratiche dell’Inac, i 12.500 iscritti all’Associazione pensionati, i 3.000 all’Ancca e le oltre 15 mila pratiche del Caf, intende rafforzare la propria attenzione ai problemi del sociale. Puntiamo a trasformare i nostri 18 Uffici zonali del Patronato in uffici di Segretariato sociale, e ad introdurre lo strumento del Fascicolo di famiglia che rappresenta una sorta di «passaporto sociale» della famiglia nei confronti della Pubblica Amministrazione.
La manifestazione “Inac in piazza per te” nata per incontrare i cittadini e dialogare con loro sui temi di maggiore interesse sociale e previdenziale. In collaborazione con il Caf-Cia, saranno distribuiti materiali e fornite informazioni su adempimenti e benefici fiscali, mentre l'associazione nazionale pensionati, presenterà la propria petizione "Cambiare verso alle pensioni basse è tema ineludibile" e raccoglierà le firme a sostegno della stessa.
In particolare, quest'anno, il Patronato promosso dalla Cia ha scelto di caratterizzare la giornata su un tema: "Alimentare i diritti, dare certezze ai cittadini". Uno slogan che in qualche misura richiama anche ai temi che stanno caratterizzando l'Esposizione Universale in svolgimento a Milano.
Diversi gli argomenti su cui gli esperti Inac daranno spiegazioni alla popolazione: dalle pensioni di vecchiaia, a quelle anticipate o di inabilità, dagli assegni di invalidità e assegni sociali alle prestazioni per invalidità civile, fino alle opportunità offerte ai giovani tramite i progetti di servizio civile.  L'Inac prevede che saranno in molti i cittadini che avranno interesse e vorranno ricevere spiegazioni sui nuovi ammortizzatori sociali per i disoccupati, come la Naspi, infatti il tema della mancanza di lavoro, purtroppo, è drammaticamente attuale per il nostro Paese. Se si pensa che solo nel 2014 lo stato, attraverso l'Inps, ha erogato circa 2 milioni di indennità di disoccupazione. Del resto, le persone che hanno perso il lavoro, per effetto della persistente crisi occupazionale, si trovano ad affrontare diversi problemi, primo tra tutti la mancanza di reddito.


Gazebo Inac a MateraQuesto pessimo trend non sembra conoscere miglioramenti e anche per il 2015 la cifra di disoccupati toccherà percentuali paurose con stime che parlano di oltre un milione di Naspi da erogare e circa 450 mila indennità di disoccupazione per il solo comparto agricolo.
L'Inac, da sempre vicino ai lavoratori e ai loro bisogni, vuole offrire, alle persone che si trovano in una condizione di forte disagio, un aiuto concreto per avere il riconoscimento di un sostegno al reddito e aiutarle nell'iter burocratico dalla presentazione della domanda alla liquidazione dell'indennità.
Per fornire informazioni utili ai lavoratori ora disoccupati, è stato anche realizzato un opuscolo, anch'esso gratuito e in distribuzione sabato in tutti i gazebo predisposti dall'Inac, in cui sono sintetizzati i requisiti e le modalità per ottenere le indennità previste.

 
La Val d'Agri è senz'acqua

articolo tratto da "Il Quotidiano della Basilicata" del 15/06/2015

La Val d'Agri è senz'acqua

Allarme di Pisani (Cia): le royalties del petrolio utilizzate male

Alla vigilia delle semine della grande campagna ortofrutticola in Val d'Agri, terra oltre che di petrolio di ingenti risorse idriche, non c'è acqua a sufficienza per garantire l'attività delle aziende agricole: l'sos parte dalla Cia dell'area sud della provincia di Potenza con un appello rivolto dal direttore comprensoriale Cia Nicola Pisani al presidente della Regione Marcello Pittella per un intervento della "massima urgenza".
"L'avvio della semina per il mais - spiega - è già avvenuto con le prime grandi difficoltà derivanti dall'assenza di acqua negli impianti dell'ex Consorzio di Bonifica Alta Vai d'Agri mentre a breve si dovrà provvedere alla semina di produZioni ortive e dei frutteti che sono la ricchezza del comprensorio. La situazione è diventata insostenibile e la confederazione ha deciso di promuovere lo stato di mobilitazione.
Purtroppo - continua Pisani - dobbiamo registrare che a parte la regolarità nel pagamento dei salari dei dipendenti del Consorzio, che salutiamo favorevolmente, il commissario unico non riesce a garantire nemmeno l'ordinarietà che in quest'area significa un quantitativo di acqua minimo per l'irrigazione'.
Tra gli antichi problemi segnalati dalla Cia al presidente Pittella permane quello della scarsa funzionalità della diga di Marsiconuovo che non è a regime perchè necessita di interventi di manutenzione con una spesa ridotta rispetto al costo complessivo dell'imponente opera infrastrutturale solo in piccola parte invasata e tra poco, con l'estate, del tutto inutilizzabile. Per gli agricoltori valligiani si tratta di una "lotta impari" in quanto oltre a dover fronteggiare crisi di mercato, concorrenza estera, costi aziendali in crescita tra cui l'incremento dei canoni consortili, si corre il rischio di fronteggiare la campagna di semine facendo ricorso a strumenti artigianali e attingendo all'acqua ad uso domestico.
Per la Cia ancora una volta è il segnale che le royalties del petrolio prodotto in Val d'Agri sono destinate più a marciapiedi, opere di arredo urbano e iniziative di spreco che per l'attività agricola. "Noi - conclude Pisani - non ci rassegniamo e continuiamo a chiedere il finanziamento di un progetto di ammodernamento-adeguamento degli impianti irrigui. Ogni barile di petrolio estratto e ogni metro cubo di acqua delle nostre sorgenti ed invasi sono una risorsa per l'agricoltura".

Qui l'articolo originale

 
EXPO: POSTAZIONE CIA BASILICATA PUNTO RIFERIMENTO PICCOLI AGRICOLTORI DELLA BIODIVERSITÀ

La postazione della Cia-Confederazione Italiana Agricoltori della Basilicata all’Expo 2015 è diventata in questi giorni punto di riferimento all’interno del Biodiversity Park per i piccoli agricoltori di tutto il mondo che credono nella biodiversità.
Una scelta di collocazione non casuale – spiega il capo delegazione della Cia  lucana Paolo Carbone – intanto per offrire ai visitatori una vetrina dell'eccellenza delle produzioni agricole locali e per riproporre le nostre “ricette” sulle crisi di settore e i punti di debolezza dell'agro-alimentare lucano. Inoltre nel nostro documento “Territorio come destino" che accompagna la Carta di Milano sono soprattutto i piccoli agricoltori, ieri gli “zappaterra” meridionali ed oggi moderni imprenditori, i protagonisti del processo di  gestione responsabile del suolo, lotta allo spreco, per garantire un diritto al cibo e un futuro sostenibile alle generazioni future. Agricoltura sostenibile è un processo che persegue una serie di obiettivi che devono sottostare a tre principi fondamentali: Sostenibilità Ambientale, Sociale, Economica.  Cia Basilicata a Expo2015
In vetrina, la Cia ha selezionato i prodotti d’eccellenza: il peperone di Senise (Azienda Antonio Gazzaneo), i vini Aglianico (Eleano Rionero) e Bio Tenuta Marina Policoro, il caciocavallo podolico (Azienda Antonio Digilio Ferrandina), i fagioli di Sarconi (Domenico Belisario), e le innovazioni di cotto fichi-marmellate (azienda Terra Vecchia, Policoro) e pane e funghi (Paolo D’Andrea, Acerenza).
Le idee progettuali nel confronto all’Expo con gli altri piccoli produttori per la costruzione di un modello economico, sociale e produttivo sostenibile, partono dalla “Carta di Matera” (realizzata in occasione della Festa dell’Agricoltura che la Cia nel 2012 ha voluto a Matera): di fronte alle sfide del futuro, risulta determinante il valore multifunzionale del settore agricolo, che innesca processi sempre più integrati con l'ambiente, il turismo, la cultura, il welfare. Usare meno risorse per produrre di più con il supporto di ricerca e innovazione; accostare alle filiere dei grandi numeri reti "a maglie strette" adattate ai territori; rovesciare il rapporto città-campagna assumendo una dimensione "multi-ideale".  Una ricognizione profonda del mondo agricolo dalla quale abbiamo fatto emergere quattro punti di forza: il primo è il ruolo dell'agricoltura multifunzionale che diventa non solo produzione di cibo ma tutela della biodiversità e dell'ambiente, conservazione e promozione della cultura rurale, rovesciamento del rapporto città-campagna assegnando all'ambiente rurale il primato d'elaborazione di stili di vita e di modelli produttivi sostenibili; il secondo  la costruzione di filiere corte in cui la catena del valore sia totalmente agricola; il terzo il ruolo dell'agricoltura come attivatore di ricerca e innovazione ma in quadro di sostenibilità; il quarto il ruolo dell'agricoltura e dunque dell'imprenditore agricolo come protagonista di una società più equa e di un mondo dove qualità della vita e qualità dell'ambiente siano inscindibili".
Per noi – dice ancora  Carbone – l’Expo è l'occasione di un confronto sulla ricerca e l'innovazione da cui il futuro dell'attività dei campi in Basilicata non può prescindere e quindi mettendo in rete i centri ed istituti di ricerca esistenti e l'Unibas con gli altri europei ed internazionali. Purtroppo qualcuno ha dimenticato che solo qualche anno fa Metapontum Agrobios a Pantanello di Bernalda era un centro che ci veniva invidiato persino oltre i confini nazionali. Anche dalla ricerca dipende la tutela e la valorizzazione della biodiversità italiana (un patrimonio unico al mondo visto che il nostro paese in un trentesimo della superficie europea accoglie il 30 per cento delle specie animali e il 50 di quelle vegetali continentali ) attraverso anche l'incremento delle coltivazioni biologiche di cui l'Italia ha la leadership con la Basilicata tra le prime regioni per ettari ed aziende bio è la migliore risposta alla sfida globale che il futuro alimentare pone "in termini di sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile che non possono prescindere dalla salvaguardia e dall'evoluzione della biodiversità agraria". Rilanciamo quindi l'idea di una Conferenza Agraria Regionale nella quale tenere una sessione sullo stato della ricerca e una sessione sul nuovo Psr 2014-2020 mettendo già adesso i “paletti” necessari a scongiurare il disimpegno dei fondi comunitari come sta accadendo per il Psr ancora in vigore.
Cia Basilicata a Expo2015Per Nicola Serio, presidente regionale vicario della Cia: "parlare di agricoltura sostenibile significa riconoscere il ruolo di presidio, di sentinella e manutentore ambientale dell'agricoltore. Non vorremmo che la portata dell'evento Expo e un eccesso di esposizione mediatica non già sui temi delle risorse alimentari, ma dell'enogastronomia, faccia dimenticare che senza il lavoro dei campi non si può nutrire il pianeta né generare energie per la vita. La Cia –  sottolinea- ha intenzione di utilizzare l'Expo per mettere al centro tutto ciò che costituisce agricoltura: dalle tradizioni alla tecnologia, dalla cooperazione internazionale -che in campo agricolo va letta oggi quasi come un'azione di ‘peacekeeping'- alla difesa e valorizzazione della biodiversità e di creare su questi temi veri e propri protocolli di azione comune con tutti gli agricoltori del mondo. Convinti come siamo che è la difesa e la promozione del lavoro agricolo che consentirà all'Expo di segnare una svolta epocale per il mondo”.

 
Nascono le Fattorie Sportive

Nascono le Fattorie Sportive: l’esempio della Fattoria Mastrangelo di Bernalda.

La Cia porta in Expo il benessere rurale

 


 


Far diventare la campagna metapontina una “palestra a cielo aperto” per il corpo e la mente. E’ il progetto Fattorie Sportive, aziende agricole che -sotto l'egida di Turismo Verde, l'associazione della Cia che si occupa appunto dell'ambiente rurale come luogo dove coltivare il benessere, la salute, la buona cucina, la vacanza intesa come momento di conoscenza, esperienza e rigenerazione- aderiscono al protocollo di certificazione messo a punto da Fidal (la Federazione italiana di atletica leggera).CIA: Fattorie Sportive
Un esempio – presentato ad Expo2015 – viene della Fattoria Mastrangelo di Bernalda dove è stato dato largo spazio alle pratiche sportive orientali, alle arti marziali e alle pratiche di meditazione all'aperto. Attraverso la rete delle Fattorie Sportive, che hanno allestito "percorsi intelligenti" o "percorsi salute" realizzati in agriturismi con la collaborazione di Fidal Servizi, si vuole divulgare il sistema di valori del mondo rurale e del mondo dello sport.
Ma cosa si può fare in una Fattoria Sportiva? Oltre a mangiare bene, vivere l'ambiente rurale, passare una vacanza a contatto con la natura l'appassionato o l'atleta può divertirsi, allenarsi, avendo la certezza del rilevamento dei tempi di passaggio. Al termine della corsa potranno essere prodotti automaticamente i tempi realizzati e consegnati in varie modalità. Volendo si può creare un ranking di ogni impresa agricola dove gli ospiti (sportivi e non), dopo ogni prova, possono individuare in quale posizione si colloca la loro prestazione. Non solo, attraverso il sito internet appositamente realizzato si potrà creare una community virtuale per condividere esperienze, sensazioni, conoscenze, emozioni.
Il modulo "percorsi salute" prevede la progettazione di stazioni di lavoro, con esercitazioni di facile esecuzione che ben si sposano con il camminare o la corsa, da inserire all'interno del circuito della Fattoria Sportiva.

 

Fattoria MastrangeloGiuseppe Mastrangelo nella campagna di Bernalda sta dando vita al primo percorso sperimentale “green” per atleti che unisce la pratica sportiva al mondo agricolo. L’azienda agricola Mastrangelo, attiva da circa dieci anni, opera in una masseria di proprietà familiare risalente al 1700, denominata “Il casino”, su un’area di circa 100 ettari. L’azienda produce olio extravergine di oliva, esportato in varie regioni italiane; di recente ha introdotto la produzione delle uve “greco di Matera DOC” e da quest’anno inizierà il processo di vinificazione.
Giuseppe è subentrato nella conduzione aziendale da pochi anni e, coadiuvato dalla sua famiglia, ha continuato la produzione aziendale ma ha dato uno slancio nuovo ampliando le attività aziendali. Il suo progetto di ampliamento ha tenuto conto delle esigenze ambientali e paesaggistiche ma anche dei nuovi sbocchi offerti dal mercato. A gennaio 2014 Giuseppe, insieme alla FIDAL e CIA ha firmato un protocollo d’intesa per sostenere progetti che uniscono sport, agricoltura e cultura. Nella sua azienda infatti, ricomprendendo anche uno spazio più esteso del metapontino, tra poche settimane nascerà la prima Fattoria Sportiva italiana, la “Sport-in NaTour” riconosciuta dalla FIDAL.
Paolo Carbone della Cia lucana evidenzia l’obiettivo di portare l’atletica, non solo intesa in senso agonistico, fuori dalla città e immergerla in campagna e nei parchi, in un ambiente naturale ma strutturato promuovendo l’ospitalità, i prodotti e i servizi delle imprese agricole e degli agriturismi. Al centro del progetto ci sono i cosiddetti “percorsi intelligenti”: vere e proprie piste di allenamento nel verde, ad alto contenuto tecnologico, in cui correre o camminare, andare in bicicletta immersi nei luoghi dove la cultura agroalimentare è di casa, scoprendo (e assaggiando) quali sono e come si producono tutti quegli alimenti indispensabili per una dieta corretta ed equilibrata, fondamentale sia per l’atleta professionista sia per chi fa movimento per stare bene o per affrontare un percorso riabilitativo dopo un infortunio. La Fattoria Mastrangelo intende offrire percorsi “green” per atleti e amanti dello sport, che vogliono unire la pratica sportiva alla vacanza in campagna, integrando la voglia o la necessità di movimento alla conoscenza del territorio e dei prodotti agroalimentari locali. Sarà dato largo spazio alle pratiche sportive orientali, alle arti marziali e alle pratiche di meditazione all’aperto ma anche sentieri naturalistici, percorsi culturali ed archeologici, trekking e molte altre attività all’aria aperta integreranno l’offerta turistica nel territorio del Metapontino noto per il turismo balneare. Per i più giovani ci saranno i camp junior in cui le attività sportive si alterneranno con attività ludico-ricreative, il tutto promuovendo anche l’educazione alimentare con spuntini e menù fatti rigorosamente di frutta di stagione e cibi biologici, tipici e certificati.

Fattoria Mastrangelo

 
EXPO: AGIA-CIA, I Giovani sono il “vivaio” da coltivare per far crescere il Paese

I Giovani sono il “vivaio” da coltivare per far crescere il Paese: è la parola d’ordine lanciata dall’Expo2015 dall’Agia-Associazione Giovani Imprenditori Agricoli e dalla Cia con iniziative che hanno visto a Milano tra i relatori Rudy Maranchelli, Presidente Agia Basilicata e componente del Gruppo Agia Europa. A Maranchelli è stata affidata una comunicazione sul tema della cittadinanza europea e il ruolo del dialogo con le istituzioni europee.
I giovani, per livello di preparazione e per apertura mentale – ha sottolineato - oggi possano essere considerati potenzialmente la fascia di popolazione maggiormente in grado di vivere compiutamente la dimensione della cittadinanza europea sviluppatasi fino ad oggi e valutarne meglio le possibilità ed opportunità future. Di fatto però, essi, ancora troppo spesso si trovano in condizioni tali da dover necessariamente ancora essere inclusi tra le categorie particolarmente vulnerabili, su cui ricadono maggiormente i costi di quell’Europa che ancora non si è invece saputa realizzare. In particolare per i giovani italiani, l’acquisizione di una piena cittadinanza, intesa come esercizio dei diritti che da essa derivano sul piano formale, non avviene al raggiungimento dei requisiti di età stabiliti per legge: sul piano sostanziale si allunga sempre di più il periodo di permanenza dei giovani in una fase di “transizione”, intesa come mancanza di autonomia e passaggio dalla dipendenza dal nucleo famigliare di provenienza a una condizione di autonomia economica, abitativa, lavorativa, sociale. Anche le istituzioni europee dovrebbero quindi contribuire a promuovere l’abbattimento delle barriere per l’accesso al credito come uno dei passi fondamentali per favorire l’inclusione sociale e la piena realizzazione del cittadino Tra le proposte del presidente lucano dell’Agia: creare un “Fondo di Garanzia” per la copertura parziale del rischio d’insolvenza dei progetti che richiedono un finanziamento al fine di consentirne una migliore bancabilità e rivitalizzare i distretti produttivi locali attraverso nuove idee imprenditoriali ed un uso mirato dei fondi strutturali, ivi incluso per le iniziative volte a sviluppare la coesione sociale e la solidarietà tra le generazioni, favorendo così il networking locale tra mondo della formazione e sistema produttivo/imprenditoriale.
Dunque Giovani come la forza viva per costruire un cambiamento profondo nel modello economico verso uno sviluppo armonico e sostenibile. Non è un progetto ambizioso, ma –è stato evidenziato all’Expo nelle prime giornate di presenza della Cia - la rappresentazione della realtà costruita con un impegno costante. Mai come in questo momento l'agricoltura è percepita dagli italiani come un valore da difendere e da rimettere al centro dello sviluppo.

Maranchelli relatore Expo2015


Lo ha rilevato uno studio del Censis in collaborazione con Cia significativamente intitolato: "Un futuro per l'Italia: perché ripartire dall'agricoltura". Ebbene bastano pochi dati estratti da questa analisi per confermare come agricoltura & giovani non siano più antitetici, ma anzi che gli "under 35" vedono nei campi un valore da tutelare e una prospettiva di lavoro.
Del resto -come afferma il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino, che da anni si batte per un'agricoltura multifunzionale- "nelle nostre aziende, se sarà restituita centralità al settore primario e se soprattutto ci sarà una forte integrazione di filiera e una visione dell'agricoltura come motore di ricerca, come produttore di turismo, come attore della tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale del Paese, siamo in grado di creare in cinque anni oltre 100.000 posti di lavoro". Occorre ripartire da qui, ad esempio dal dato certificato dal Censis secondo il quale per il 27,2% dei nostri connazionali, e molto di più tra i giovani (41%), il legame con la dieta mediterranea e i prodotti agroalimentari di eccellenza del "made in Italy" è un fattore di orgoglio, superato soltanto dal patrimonio artistico e culturale (66,9% dei giovani). Ma non basta. Si deve considerare che di fronte al desiderio espresso da un proprio figlio o nipote di lavorare in agricoltura, ben l'85% degli italiani consiglierebbe loro di seguire la propria volontà. E che l'agricoltura sia percepita come un valore è confermato dal fatto che il 39,7% degli italiani, specialmente quelli del Centro (44,5%), è convinto che l'Italia possa superare la crisi affidandosi all'agricoltura e all'agroalimentare. Se questo è il contesto, guardando ai giovani si scopre che complessivamente un italiano su due (50%) coltiva un orto, e tra i giovani la quota è persino più elevata (51,2%), anche se in buona parte lo fa saltuariamente (34,9%); ancora di più sono coloro che nutrono la passione per il giardinaggio (70,1%). Ed ecco che il rapporto con l'agricoltura diventa meno sporadico e si converte in voglia di "intraprendere". Infatti oggi le imprese agricole "under 35" sono in crescita costante e segnano importanti mutamenti: i giovani prendono in affitto le terre per espandere le dimensioni aziendali, oltre un quarto di loro segue coltivazioni biologiche, quasi tutte le imprese "under 35" seguono protocolli di ricerca e risultano fortemente innovative anche in virtù dell'alta qualificazione degli imprenditori. Sono queste imprese il volto nuovo dell'agricoltura che è orientata alla tutela della biodiversità, al mercato, alla ricerca e all'integrazione di filiera e che poggia su un alto livello di qualificazione professionale.

Maranchelli relatore Expo2015


Sempre dalla ricerca Censis-Cia si evince che dal 2010 sono nate quasi 117 mila nuove attività, di cui 106 mila in ambito agricolo e quasi 11 mila in quello agroalimentare. I due settori insieme hanno rappresentato l'area di attività prescelta dal 10,1% degli imprenditori che hanno avviato un'azienda negli ultimi tre anni. E se si osserva l'anzianità delle imprese agricole e agroalimentari, la quota di quante sono nate dopo il 2010 è pari al 14,2%; mentre nell'agroalimentare il dato sale al 18,1%. Sono stati quasi 17 mila gli "under 30" che hanno avviato un'impresa agricola a partire dal 2010. Il che significa, che su 100 start-up, 15 sono state create da giovanissimi. Nell'agroalimentare, il loro contributo alla creazione di nuova impresa è arrivato al 18,3%, mentre in agricoltura è stato del 14,9%. Guardando ai settori agricoli e agroalimentari in cui si sono concentrate le nuove iniziative imprenditoriali, l'86,7% ha riguardato le coltivazioni agricole, permanenti nel 30,2% dei casi e non permanenti nel 37,3%. Nel 9,7% si è trattato di nuove attività legate all'allevamento, mentre nel 9,2% di agroalimentare.
Tra le attività più gettonate spiccano la coltivazione di cereali, legumi da granella e semi oleosi (quasi 24 mila nuove aziende, pari al 21,7% del totale delle aziende avviate in agricoltura dal 2010 in poi), coltivazione di ortaggi, meloni, radici (13 mila), coltivazione di uva (12 mila), coltivazioni miste di cereali (11 mila) coltivazioni di frutti oleosi (quasi 10 mila), coltivazioni associate all'allevamento (6 mila). Da segnalare anche le quasi 5 mila nuove imprese di produzione di prodotti di panetteria freschi e circa 3 mila di floricultura.
In più, se tra gli imprenditori con più di 40 anni, la maggioranza (38%) ha al massimo la licenza elementare, e il 31,2% quella media, tra i giovani imprenditori agricoli il livello medio di istruzione cresce sensibilmente. Tra i 25-39enni, il 45,3% è in possesso di un diploma di scuola superiore e l'11,2% ha una laurea. E tra quanti decidono di intraprendere l'attività agricola prima dei 25 anni, ben il 65,3% ha un diploma superiore e il 5,2% è già laureato. E questo provoca un effetto trascinamento e attrazione. Tra 2009 e 2013, mentre diminuisce del 13,8% il numero degli immatricolati nelle università italiane, passato da circa 294 mila a 253 mila (41 mila in meno), aumenta di misura quello degli iscritti alle facoltà collegate al settore primario: +43,1% per scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali, +22,9% per scienze e tecnologie alimentari, +18,6% per scienze e tecnologie agrarie e forestali.

 

Agia a Expo2015

 
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